Un Parlamento di infami!

Un Parlamento di Infami

di Paolo Becchi

La democrazia è caratterizzata, storicamente, come quella forma di governo in cui le decisioni politiche di un Paese sono affidate alla volontà della maggioranza dei cittadini. “Governo del popolo, governo per il popolo“, si dice tradizionalmente, senza tuttavia considerare il significato autentico e più profondo di quel richiamo alla volontà dei cittadini: democrazia – scriveva Maria Zambrano – è «la società in cui non solo è permesso, ma è addirittura richiesto essere persona».

La nostra Costituzione muove proprio da questo punto essenziale: la democrazia è quella forma di governo nella quale l’uomo è chiamato ad esprimersi, realizzarsi, scegliere come persona, e non semplicemente come suddito. È soltanto a partire da questo termine che acquista un significato preciso il principio rappresentativo, il quale fa sì che, in una democrazia, l’organo di Governo sia legittimato solo attraverso la maggioranza parlamentare formatasi a seguito di libere elezioni.Con l’Italicum (la riforma della legge elettorale per la Camera che continua, per certi versi in modo peggiore di quanto non accadesse col Porcellum dichiarato incostituzionale dalla Consulta, a rendere i deputati dei “nominati” dai capi dei partiti e non certo da noi cittadini) e ora con la riforma del Senato, approvata dal Parlamento, l’Italia si avvia, invece, verso una nuova forma di governo post-democratica, costruita in modo tale che, alla fine, a governare sarà una minoranza e di questa minoranza una parte di neppure eletti.

Il Senato è destinato, infatti, a restare un organo non elettivo, espressione diretta dei Consigli Regionali, con competenze tali da alterare profondamente l’intero assetto costituzionale del Paese. Al Senato, infatti, saranno attribuiti gli stessi poteri della Camera per quel che riguarda la possibilità di modificare la costituzione, la quale pertanto potrà “passare” per il voto ed il controllo di minoranze non elette. Ancora, al Senato spetterà l’elezione di due giudici della Corte Costituzionale e, considerato che i senatori saranno espressione diretta dei partiti, l’ “indipendenza” della Consulta verrà ulteriormente compromessa.

Ovviamente, infine, i Senatori godranno della stessa immunità parlamentare dei deputati. Ma, in questo caso, poiché essi saranno anche Sindaci o Consiglieri regionali, qualora si presentasse il caso di un loro coinvolgimento in inchieste giudiziarie, potrebbero decadere dalla loro funzione negli enti territoriali ma mantenere l’incarico di Senatori. Tenendo presente il livello di corruzione degli enti territoriali si potrebbe arrivare al commissariamento di un Comune per mafia, con il Sindaco che però resterà ben attaccato alla sua poltrona di Senatore. Mantovani, per capirci, con il nuovo Senato si sarebbe salvato.

A ciò si aggiunga che questa riforma è essa stessa voluta ed approvata da un Parlamento che non è espressione della volontà dei cittadini, un Parlamento che non rappresenta, propriamente, nessuno. In due anni e mezzo di legislatura, quasi 300 parlamentari hanno cambiato “casacca”. Gli equilibri politici si sono totalmente rovesciati, rispetto all’ultimo voto popolare, formando così una serie di maggioranze e minoranze artificiali. Ed è questo Parlamento di infami a stravolgere, oggi, la Costituzione.

Un Senato di questo tipo – connesso ad una legge elettorale per la Camera che falsa il risultato elettorale attribuendo la vittoria ad una minoranza – non farà che aumentare il deficit di democrazia nel nostro Paese. Questa riforma non è condivisa: passa grazie al sostegno di un numero consistente di Senatori che hanno tradito gli elettori e alla debolezza della minoranza del PD che non ha avuto il coraggio di bloccarla. Il tramonto della democrazia segna così, al contempo, il tramonto della sinistra.

E casomai vi fosse sfuggito, questa riforma allinea le nostre istituzioni a quelle progettate per questa Europa antidemocratica che ha prodotto la restaurazione della dittatura, tanto più terribile quanto più oscura e inafferrabile. Come a Bruxelles il Parlamento Europeo non conta nulla, mentre a governare è quel manipolo di non eletti che passa sotto al nome di Commissione Europea (leggete le parole del Commissario Cecilia Malmstrom), così, grazie alla nuova legge elettorale e alla riforma del Senato, il Parlamento italiano non conterà nulla (molto meno di adesso), e a fare le leggi sarà in pratica solo il Governo, un manipolo di nominati speculare alla Commissione Europea (dalla designazione di Mario Monti in poi, questo giochetto è diventato palese).

A molti non è sfuggito che al momento del discorso di Napolitano sia il Movimento 5 Stelle sia Forza Italia siano usciti dalla aula. Tutti lo hanno criticato, ma in realtà si è trattato del miglior segnale di disdegno nei confronti del vero responsabile della distruzione del nostro ordine costituzionale e cioè Giorgio Napolitano, il regista del colpo di stato ormai avviato alle sue battute finali.

Solo il popolo, con il referendum, non confermando la riforma potrà far risplendere il sole in un Paese ormai sull’orlo di una svolta autoritaria. Perché, di questo passo, non sarà più in gioco soltanto una ri-sistemazione degli equilibri istituzionali tra Parlamento e Governo, ma il nostro stesso senso democratico. Se si lascerà passare tutto questo, presto o tardi non ci sarà più richiesto di essere persone, come scriveva Zambrano, ma soltanto sudditi.

5 commenti

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  • Se non ci diamo una mossa a togliere questi incapaci e corrotti e privi di rispetto verso il popolo ci porteranno alla dittatura,anche se già ci siamo in parte, manca solo la rivoluzione ci siano quasi

  • Napolitano è il maggiore responsabile insieme a Monti della distruzione della nostra sovranità. Gente degna di essere processata per alto tradimento, e messi alla gogna del popolo italiano

  • il Giorgetto ex P.d.R. essendo partenopeo fin da ragazzo (primi anni 50) frequentava la sede dell’ex PCI a Napoli in Via Loggia dei Pisani dove avevano come inno l’Internazionale comunista altroché Fratelli d’Italia!

    Un suo conterraneo direbbe, la domanda nasce spontanea: come sia riuscito a professare il comunismo sostenendo e difendendo la Costituzione della Repubblica concepita da intellettuali di sinistra nel 1947 e poi dopo 60 anni di politica istituzionale infine da P.d.R. devastare la Repubblica con un secondo settennato concedendo ad altri individui di devastare il suo passato ideologico, non ché della storia politica democratica e civile di 60 milioni di connazionali?

    Se Giorgetto come l’attuale Sergino avessero terminato il loro mandato elettorale con 5 + 5 anni max, noi italiani non ci saremmo trovati nelle mani di organizzazioni partitocratiche di stampo lobbistico o peggio paramafioso.

    Sulla vita politica di quell’altro genio ritratto nella foto stendo un velo pietoso, non perdo nemmeno tempo a digitare lettere sulla tastiera.

  • la colpa e di quei piddini che alle primarie pd acclamarono l ebetino dando anche due euro
    la colpa e solo loro me se ne facessero una ragione
    il resto e conseguenza di un progetto antidemocratico
    dicevano che il diavolo albergava nel vaticano!
    e a Montecitorio e palazzo madama?quirinale?
    quando gli storici scriveranno su questo periodo esalteranno le geste eroiche dei 5s
    baluardo della democrazia che e l antitesi del pd filo multinazionali
    euro tedesco
    tra nerone e napolitano
    chi salvereste?

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