La verità sui conigli che vi piace tanto mangiare

La verità sui conigli che vi piace tanto mangiare

Crediamo di avere conquistato la civiltà perché abbiamo sconfitto la fame, perlomeno in alcune aree privilegiate del mondo, e perché abbiamo conquistato un relativo benessere. Ma a quale prezzo? Per soddisfare il nostro bisogno di spreco, abbiamo creato un sistema ombra, un’industria dell’orrore che ci guardiamo bene dal visitare. Guardiamo al cielo ed alle stelle, ma non rivolgiamo mai lo sguardo verso quell’inferno di morte e di dolore senza il quale non saremmo niente. Riteniamo di essere creature superiori perché abbiamo rituali, credenze. Ma per soddisfare la nostra sete di trascendenza, come gli Aztechi che facevano rotolare le teste giù delle scalinate di altissime piramidi, ci comportiamo come animali crudeli, come assassini spietati e irrispettosi.

I nativi americani, quando uccidevano un bisonte, si raccoglievano intorno al suo cadavere e recitavano una preghiera di ringraziamento. Non a Dio, ma al bisonte, perché con il suo sacrificio regalava loro la vita. Era una conseguenza del rapporto di parità che legava l’uomo alla natura: per mangiare bisognava cacciare; per cacciare bisognava essere disposti a morire. Per questo gli animali erano rispettati: perché era una battaglia ad armi pari. I giovani venivano educati ad onorare madre natura. Oggi i bambini nelle grandi città non sanno neppure più da dove arriva, quello che i genitori gli aprono nelle scatolette. E i genitori non saprebbero sopravvivere, senza gli scaffali dei supermercati.

Non ne faccio una questione di mangiare carne, di essere vegetariani, vegani o altro ancora. Qui il problema è a monte. Guardatevi allo specchio e rispondete: abbiamo il diritto di infliggere una pena peggiore della morte a una qualunque creatura vivente?

Possiamo essere d’accordo sul fatto che tra l’uccidere un animale che abbia vissuto in una condizione di relativa libertà per tutta la vita e ucciderne un altro ogni singolo giorno della sua miserabile esistenza, c’è una differenza? E se questa differenza esiste, siamo tutti d’accordo che gli allevamenti intensivi rappresentano l’estremo peggiore del peggior incubo partorito dallo scrittore di fantascienza più cupo e apocalittico che mai la letteratura potrebbe partorire? Parliamo di scenari che, se applicati a noi e ai nostri figli, farebbero inorridire anche la peggiore mente criminale. E allora perché non riusciamo a discutere di un metodo di produzione del cibo meno crudele, insensibile, barbaro, feroce e indiscutibilmente perfino stupido?

Intanto che ci pensate, guardate questo video e iniziate a firmare questa petizione.

Cinquemila mucche annegate in mare
Guarda questo straziante documento: cinquemila bovini, trasportati via mare, muoiono per la cupidigia del produttore che li stipa su un’imbarcazione inadeguata al carico.

7 commenti

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  • tutto vero ,tutto giusto ,in questo periodo storico siamo anche noi trattati in allevamenti intensivi ,ci allevano ci nutrono e ci fanno pensare come essi vogliono ,per poi finire la nostra esistenza tra flaconi di medicine che ti potono agonia della morte ancora più brutale ‘Non peso che noi ci sentiamo al di sopra di quei esseri viventi .’

  • Sono d’accordo, basta che la conclusione non sia che si devono mangiare insetti come purtroppo qualcuno in UE (sempre la solita UE) sta cercando in tutti i modi di inculcarci.

  • cari amici è una vita che mi spreco a dire a chiunque mi capiti a tiro che la civiltà finí quando l’uomo scopri l’allevamento,quindi decidere chi doveva vivere e chi inutile poteva estinguersi, è una guerra inutile, finchè avremo gli occhi tappezzati dalla pubblicità, fino a che sarà qualcun’altro a raccontarci chi siamo e chi dobbiamo diventare da grandi e mai finora deciderlo da soli.
    i signori della carne non si lasciano raccontare da nessuno il proprio futuro, lo impongono.
    non scrivo mai perdonate lo sfogo.

  • complimenti per l’articolo semplice ma efficace per istillare almeno il dubbio su cosa sia diventata la razza umana su questo pianeta, nel bene o nel male siamo determinanti per la sopravvivenza di tutte le specie viventi compresa la nostra, sembriamo assuefatti a qualunque tipo di nefandezza, ignari o menefreghisti di come si produce la ricchezza o presunto e fittizio benessere che la politica propina truffandoci giornalmente, una classe politica e dirigente incapace di governare la vita e le attività dell’uomo ma avida priva di limiti fino alla depauperazione di ogni risorsa naturale e umana.

  • Io non firmo petizioni. Io sono diventato vegano (cose da pazzi, il dizionario di Opera ancora non conosce questa parola) per una questione di rispetto nei confronti degli altri esseri viventi.
    Mio padre firma le petizioni e poi va al supermercato e compra sempre gli stessi prodotti perché, a detta sua, lui ha dato il suo contributo per cambiare le cose, ma sono gli altri che devono cambiare.
    Io sono del parere che, se dico a qualcuno cosa “non fare” e poi lo pago per “farlo”, è difficile che quel qualcuno mi ascolterà mentre si intasca i soldi.

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