Il tagliando dell’assicurazione sul parabrezza? Toglilo pure: non serve più. Ma…

tagliando assicurazione parabrezza auto - io non servo più

La paletta si alza. Tu accosti, abbassi il finestrino e arriva il fatidico: “patente e libretto“. Così, cominci a rovistare nel vano del cruscotto, tutto sudato. Già, perché in quel gran casino, tra caricabatterie da cellulare in disuso, pezzi di navigatore, penne senza cappuccio, multe stropicciate e residui organici della merenda dei bambini, trovare il libretto dell’auto è notoriamente una scommessa. Ma la vera paralisi arriva quando, mentre tu già stai imprecando con la testa sotto al livello del sedile, con la coda dell’occhio scorgi il tizio con l’uniforme che si accosta al parabrezza e scruta l’angolino ove dovrebbe risiedere il tagliando dell’assicurazione. Perché quello non è come il libretto, no: quello ha una scadenza, come lo yogurt, e tu il premio assicurativo l’hai pagato giusto la settimana scorsa, ma chissà se ti sei ricordato di controllare nella cassetta della posta se il plico contenente la carta verde, il modulo di constatazione amichevole e il famigerato “tagliando” sia poi arrivato. E se è arrivato, chissà se ti sei anche ricordato di portarlo in macchina. Poi glielo spieghi tu che tu la rata l’hai saldata e sei coperto, solo che… mannaggia, dove hai la testa!? Quello ti sequestra la macchina, così torni a casa a piedi e poi, oltre all’ennesima multa da pagare, ti tocca perdere un sacco di tempo e di soldi per rientrare in possesso del veicolo.

Beh, forse non lo sapete ma tutto questo, da domenica 18 ottobre 2015, è solo un ricordo lontano. Non è infatti più obbligatorio esporre il tagliando assicurativo sul parabrezza dell’auto: il controllo della copertura viene effettuato attraverso la verifica della targa. Se una volante ti ferma, le forze dell’ordine possono verificare in pochi secondi se la tua placca è presente nella banca dati dei veicoli assicurati istituita presso la Motorizzazione Civile e sanzionare gli evasori. Se per gli sbadati cronici questa è tutto sommato una buona notizia, per i taroccatori di professione (quelli, per intenderci, che vanno di lametta da barba e di tratto-pen) la pacchia è finita.

Ma c’è di più: la copertura assicurativa potrà essere verificata anche attraverso i dispositivi di rilevazione a distanza. Parliamo cioè degli Autovelox, Tutor, Telepass, nonché dalle telecamere delle zone a traffico limitato (Ztl), non appena verrà approvata la norma che li omologherà anche per il controllo della RC Auto.  Se non hai pagato l’assicurazione e passi sotto al varco di un casello autostradale, per esempio, ti beccano subito e son dolori.

Se è difficile obiettare sulla necessità di inasprire i controlli sul rispetto delle normative relative all’assicurazione obbligatoria, vedrete cosa succederà quando questo sistema verrà adottato anche per rilevare i veicoli sottoposti a fermo amministrativo in conseguenza delle cartelle inevase di Equitalia. Allora sì che il fisco avrà compiuto la sua kafkiana trasformazione verso un sistema orwelliano definitivo. E chissà che un giorno, dalla targa del tuo veicolo, la Società Autostrade, o la Polizia stradale o il tuo Comune non possano sapere anche cosa hai mangiato la sera prima, se hai sofferto di coliche intestinali nell’ultimo mese o magari, previo interfacciamento ai sistemi di Google, conoscere i tuoi gusti e mostrarti una pubblicità mirata, proprio sul cartellone che la tua auto incrocerà un minuto esatto dopo essere passato sotto alle telecamere della ZTL. Forse non ci hanno ancora pensato, ma statene certi: è solo questione di tempo.

Ma perché il progresso tecnologico viene sempre usato per finalità di controllo, o commerciali, e mai per rendere il mondo un posto piacevole e a misura d’uomo? Perché il semaforo all’angolo della strada non può semplicemente limitarsi a dirmi “Buongiorno, Claudio: hai dormito bene?“.

Ricordate comunque che resta obbligatorio tenere sempre a bordo del veicolo il certificato di assicurazione, ovvero il documento che dimostra la regolarità della copertura. Vi servirà sia in caso di incidente (facciamo le corna), per lo scambio di informazioni tra i guidatori coinvolti, sia per circolare all’estero, nei Paesi dell’Unione Europea.

E adesso, non vi resta che una cosa da ricordarvi: pagare. Quello, ho come l’impressione che nessuna legge lo renderà mai obsoleto.

2 commenti

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  • Perché? Perché gli italiani sono un Paese di furbi, e l’unica cosa che capiscono è il bastone. Siamo dei barbari, senso civico pari a zero in moltissimi di noi, rispetto per il prossimo nullo, e va sempre peggio purtroppo, invece di progredire si torna indietro. Quindi ben vengano i controlli.

  • i primi furbetti sono le compagnie assicurative con la politica/antitrust che fa da palo, poi dopo alcuni automobilisti pensando d’essere più furbi taroccavano i tagliandi.
    Ovvio che la crisi economica ha inciso parecchio su questa pratica ma che girassero un numero considerevole di mezzi senza RC auto lo sapevano tutti.
    Se pensiamo a quanto viene spremuto in tasse e costi d’esercizio sull’automobile mi pare scontata l’evasione, 12 mesi di RC costano più o meno 1200 €, bollo/tassa proprietà auto medio/piccola 200 € all’anno, accise sui carburanti pesano il 52% del prezzo al distributore, costo della revisione ogni 2 anni € 64,80, manutenzione ordinaria varia secondo modello del veicolo, in un anno di utilizzo pari a 12 mila Km si possono spendere oltre 250 € al mese!

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