Sottomarini russi minacciano la dorsale internet nell’Oceano. Gli Stati Uniti in allerta.

SOTTOMARINI RUSSI SPIANO LA RETE

Virtualmente, tutte le informazioni del mondo viaggiano nelle profondità del mare. Oltre il 95% di tutto quello che si muove su Internet passa attraverso circa 200 cavi, alcuni dei quali sono stesi a una profondità tale da pareggiare, negativamente, l’altezza del monte Everest. Di solito, tutta questa mole di informazioni viaggiano al sicuro lungo i filamenti di fibra ottica sui quali corrono i dati che rappresentano la spina dorsale dell’economia globale.

Ultimamente, però, molte segnalazioni da fonti diverse indicano un rinnovato interesse delle forze russe per quei cavi: i sottomarini di Putin starebbero effettuando un perlustramento dettagliato e mirato del sistema. Le motivazioni tattiche alla base di questo comportamento sono chiare: in caso di innalzamento delle tensioni geopolitiche, l’accesso al sistema di cavi sottomarini rappresenta una ricchissima miniera d’oro per l’intelligence e la potenziale distruzione dell’intera economia del nemico, nonché un vanto per la marina russa, che sta cercando di addestrare i propri uomini ad eseguire le delicate e complesse operazioni tecniche necessarie per allacciarsi alla rete e intercettare il flusso di informazioni.

Negli Usa, è l’Huffington Post a suggerire che i marines dovrebbero essere pronti a difendere i “loro” cavi sottomarini, esattamente come vengono difese le linee elettriche, le industrie primarie e le reti di trasporto. Il che si traduce in un potenziamento dell’operatività sottomarina degli States, sia dal punto di vista della potenza, che dell’equipaggiamento tecnologico e delle competenze degli equipaggi. Ma soprattutto, si lancia l’idea di una task force Nato per il pattugliamento e la sorveglianza delle infrastrutture dati oceaniche, nonché la necessità di aumentare la resistenza e la ridondanza della rete di cavi, che attualmente è molto vulnerabile rispetto a possibili sabotaggi, specialmente nelle parti terminali, dove gli stessi giacciono in acque relativamente poco profonde. Viene inoltre lanciata proprio in queste ore l’idea di avere molti “dark cables”, cioè un sistema di cavi non operativi ma pronti per sostituire quelli eventualmente danneggiati.

La Russia ha replicato che la nave spia Yantar, che il mese scorso si aggirava nei pressi di Guantanamo Bay, esattamente dove parte uno di questi collegamenti, equipaggiata con veicoli sottomarini in grado di tagliare i cavi, sarebbe una nave oceanografica usata per la ricerca scientifica..

1 commento

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  • Nelle fibre ottiche passa il90%di fotoni massazero e 10%circa di elettroni , è sufficiente interagire con un laser ad elevata frequenza per iniettare o assorbire le molteplici frequenze dati in modo risonante con un ago a microfibra innestato, se non è così come in un gioco di specchi non si avrebbe input ed output del sistema definito cavo a fibre ottiche. Poi non è necessario pescare in profondo quando lo si può fare in superficie.

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