84 miliardi di tasse! Tutte a carico vostro, per colpa loro!

84 MILIARDI DI TASSE - TUTTI PER COLPA LORO

di Antonio Maria Rinaldi.

Nei prossimi 60 giorni, gli italiani saranno chiamati a pagare 83,820 miliardi di euro di tasse. E’ infatti partito il conto alla rovescia degli anticipi e dei saldi di fine anno che porteranno a un drenaggio di liquidità a scapito delle imprese, professionisti, artigiani, commercianti e cittadini costretti letteralmente a fare lo slalom tra circa 500 tributi con difficoltà tecniche d’interpretazione sempre più elevate. Dovremo versare 11.490 miliardi di Irpef, 12.360 miliardi di Irap, 29.920 miliardi di Iva, 15.510 miliardi di Ires, 13.650 miliardi tra Imu e Tasi e infine 890 miliardi di cedolare secca.

Ma tutta questa pressione fiscale è figlia della nostra partecipazione alla moneta unica europea. Infatti, aderendo ai Trattati e in particolare aderendo all’euro, abbiamo completamente abdicato alla nostra sovranità monetaria e di conseguenza alla determinazione della nostra politica economica di cui la moneta è uno strumento essenziale. Tutti i fabbisogni finanziari dello Stato, pertanto, devono essere reperiti per mezzo della fiscalità e del taglio della spesa pubblica, essendo inibita la monetizzazione anche parziale del debito.

Se in tutti i paesi del mondo, tranne ovviamente gli eurodotati, si può ricorrere all’immissione di moneta per non costringere il proprio sistema imprese/famiglie a prelievi fiscali eccessivi, noi siamo costretti ad avanzi primari “disumani” che non fanno altro che comprimere consumi e crescita. Tutto in omaggio ai dogmi previsti dalla partecipazione al “club” dell’euro, che prevede la stabilità dei prezzi, cioè il contenimento dell’inflazione, e il rigore dei conti pubblici fino al perseguimento del pareggio di bilancio, come unico presupposto per la crescita!

Parliamoci chiaro: sovranità monetaria non significa mettersi a stampare moneta a manetta, ma almeno cercare di non far ricadere esclusivamente su famiglie e imprese l’onere del reperimento del fabbisogno finanziario dello Stato. Se poi il prezzo da pagare è un pò di inflazione, ben venga, visto che il modello proposto da Bruxelles, Francoforte e Berlino ha fatto fino ad ora precipitare il continente in una profonda deflazione, con conseguenze drammatiche in termini di tassi di disoccupazione e tassi di crescita.

Riflessione finale: è stupido tutto il resto del mondo o solo i paesi che adottano l’euro? A voi la risposta!

fonte: ScenariEconomici

2 commenti

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  • “La trappola, cosa è successo ai nostri sogni di libertà”, di Adam Curtis (BBC 2007).

    The Trap è il più recente documentario diretto da Adam Curtis per la televisione pubblica britannica, mandato in onda in prima serata da BBC2 nel marzo 2007.
    Toccando temi come l’idea di democrazia, il libero mercato, la crisi della politica e la progressiva sovrapposizione dei programmi politici di destra e sinistra, The Trap indaga sui presupposti ideologici che ci spingono ad accettare un’idea di libertà molto strana. Dipingendo i nostri leader come vittime quasi inconsapevoli di una visione limitata dell’essere umano, il regista sostiene che non c’è niente di intrinsecamente sbagliato in noi e che è possibile costruire una società più giusta che non sia basata sul potere dei numeri e della paura.

    Come nei precedenti “The century of the Self” (2002) e “The power of nightmares” (2004), Curtis indaga sulle ideologie che sono alla base del funzionamento della nostra società, con uno stile ironico e avvincente, per alcuni aspetti simile a quello di Michael Moore. Al di là del gusto di irridere il potere con ironia e sarcasmo, i due registi si differenziano in modo netto per l’uso del materiale di repertorio, che nel caso di Curtis occupa molto più spazio rispetto all’indagine sul campo del tipico reportage alla Moore.

    Il regista britannico infatti fa un uso massiccio di filmati provenienti dagli archivi BBC, che abita per mesi come un inviato dall’interno del tubo catodico. Lo scopo delle sue incursioni archivistiche è evidenziare collegamenti fra eventi storici, idee e personaggi che sono entrati nello spirito di un’epoca in modo sotterraneo e silenzioso, e che ne hanno influenzato profondamente lo sviluppo. Anche se le immagini di repertorio sono la caratteristica distintiva del suo modo di lavorare, il risultato non è mai retorico né prevedibile. Infatti, anche quando Curtis utilizza una sequenza di un vecchio film di Hollywood, la citazione non è gratuita, ma contestuale e coerente. Questa sapienza di montaggio e reinterpretazione, ne fanno uno degli autori più interessanti dell’ultimo decennio, dotato di una capacità non comune di collegare elementi solo apparentemente distanti.

    I filmati di repertorio, insieme alle interviste condotte dallo stesso regista e all’onnipresente voce narrante (sempre di Curtis), costruiscono un racconto tanto fluido e godibile da far pensare a una manipolazione di fantasia, ma le vicende raccontate dall’autore, sono sempre ampiamente documentate. Anche le interviste più condizionate dal montaggio riescono a chiarire le idee di consulenti governativi, scienziati, intellettuali e politici senza stravolgerne il significato e evidenziando sempre il contesto in cui sono state sviluppate.

    L’esempio più illuminante del metodo seguito da Curtis è l’intervista a John Nash, il famoso matematico premio Nobel, che riconosce in prima persona gli aspetti problematici della propria teoria, sottaciuti dal film “A Beautiful Mind” dedicato alla sua vita. Anche in un caso tanto facile, Curtis non indugia sulla polemica, ma punta con coerenza sui problemi nati dall’applicazione della Teoria dei Giochi e prosegue collezionando fatti e idee che hanno modificato il nostro modo di concepire l’essere umano durante gli anni bui della Guerra Fredda.

    L’originalità, l’ironia e le positive conclusioni di “The Trap” sono un antidoto indispensabile all’idea che l’essere umano sia condannato a una vita di sospetto e sotterfugi, a causa della propria incapacità di stabilire rapporti autentici con i propri simili e della spasmodica ricerca dell’autosoddisfazione dei propri desideri irrazionali.

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