Messora a La Gabbia: perché tengono segreto il TTIP

Il mio intervento a La Gabbia di mercoledì 4 novembre 2015, andato in onda alle 23.40 circa.

Gianluigi Paragone: Claudio Messora, tu sei stato al Parlamento europeo con i Cinque Stelle e da tempo parli di questo trattato sul tuo blog. Cos’è veramente e perché non ci fanno sapere niente?

Claudio Messora: Non ci fanno sapere niente perché altrimenti non riuscirebbero mai a farlo. Sapremo tutto alla fine, quando ormai sarà troppo tardi. Quello che succede è che gli Usa vogliono creare un nuovo blocco globale che assicurerà il dominio delle grandi corporation americane. E’ quella che Wikileaks chiama una partita per il controllo finale. Il TTIP sarà l’atto conclusivo.

Si tratta di un gigantesco accordo commerciale con la UE che abolirà le barriere commerciali. Il suo scopo è di aggirare l’Organizzazione Mondiale del Commercio, dove i Brics hanno preso troppo potere. E isolare la Cina.

Paragone: E come pensano di fare?

Messora: Semplice: stanno costruendo un grande blocco fatto da 51 paesi del mondo, cioè un miliardo e seicentomila persone, e due terzi del Pil mondiale. Contro questo progetto, tre milioni e mezzo di cittadini europei hanno firmato una petizione e il 10 ottobre a Berlino sono scese in piazza 250mila persone. Purtroppo però nessuno ne parla.

Paragone: come mai?

Messora: Ci sono almeno sei motivi importanti. 1) Privatizzerà i servizi pubblici, liberalizzando la sanità, l’istruzione e l’acqua. Come in America, se non avrete un’assicurazione privata, nessuno vi curerà. 2) Distruggerà la sicurezza alimentare e ambientale, perché avremo le stesse normative USA. Normative, come noto, assai blande basti dire che negli States il 70% dei cibi venduti nei supermercati contiene OGM, che da noi sono vietati, viene fatto un uso disinvolto di pesticidi, che da noi sono vietati, e il 90% delle mucche sono bombate di ormoni della crescita, che da noi sono vietati perché ritenuti cancerogeni.

Paragone: Questo l’abbiamo spiegato anche noi con i nostri servizi.

Messora: Ma non è finita qui. Il Ttip, infatti, allenterà le misure di sicurezza imposte alle banche statunitensi dopo la crisi, restituendo tutto il potere nelle mani dei banchieri. Allenterà la privacy: i fornitori di servizi internet potranno controllare quello che facciamo. E aumenterà pure la disoccupazione, come ha ammesso anche l’UE, perché il lavoro si sposterà negli USA dove gli standard e i diritti dei lavoratori sono più morbidi. E, come se tutto ciò non bastasse, le multinazionali potranno anche fare causa ai Governi se con le loro politiche causeranno loro una perdita di profitti.

E’ già successo: in Germania, una società di energia svedese ha fatto causa allo stato per 3,7 miliardi di dollari, perché ha deciso di diminuire l’utilizzo del nucleare, dopo Fukushima.
In Australia, la British American Tobacco ha fatto causa allo stato per avere approvato una legge che limita la pubblicità delle sigarette.
E l’intero Egitto è stato portato in tribunale da un’azienda francese per aver alzato il minimo salariale.

Paragone: Sei riuscito a capire chi sta conducendo il negoziato per questo trattato?

Messora: Dovrei risponderti: le lobby. E quindi ti dico: la Commissione Europea. In particolare Cecilia Malmström, il Commissario per il commercio. Quella che ha detto che il suo mandato non deriva dai cittadini, e quindi delle nostre proteste se ne frega. Più chiara di così…

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