Missile sparato dagli egiziani contro aereo inglese

Il 23 agosto di quest’anno un jet britannico con a bordo 189 turisti inglesi, il charter 476 della Thomson Airways, in fase di atterraggio a Sharm El-Sheikh, ha dovuto compiere un’improvvisa virata a sinistra per evitare un missile, che è sfrecciato a soli 300 metri dal velivolo. La notizia è trapelata solo dopo l’esplosione in volo dell’aereo russo Metrojet, il 31 ottobre scorso, con a bordo 224 persone. Il Ministero dei Trasporti a Downing Street ha confermato, aggiungendo che l’incidente “era probabilmente connesso a esercitazioni di routine condotte dall’esercito egiziano nell’area“.

Come è possibile che una cosa simile possa accadere? Quando sono in corso attività militari, i piloti degli arei devono essere avvisati da quello che in gergo viene chiamato Notice to Airmen (NOTAM), un sistema di notifica stabilito dall’International Civil Aviation Organisation. Esiste cioè un’area, chiamata “Special Use Airspace“, pensata per separare gli aeromobili ad uso civile dalle operazioni di natura militare. I militari sono avvisati della presenza di aerei civili, quando il radar segnala il loro avvicinamento, e i piloti dei medesimi sono avvisati degli spazi aerei all’interno dei quali è del tutto vietato volare.

Il 23 agosto nessuna di queste notifiche è stata inviata. Ci furono un totale di 8 NOTAM, riguardanti cose di ordinaria amministrazione come la chiusura di alcuni percorsi aeroportuali, di alcuni hangar e una concentrazione di uccelli nei pressi di un aeroporto, ma niente che riguardi le esercitazioni militari in corso.

L’Egitto ha successivamente negato di essere coinvolto, ma la domanda è: se il ministero dei Trasporti (Department for Transport) inglese ha confermato l’incidente, come riporta il Telegraph, perché non ha dato notizia appena si è verificato l’incidente? La motivazione ufficiale, e sconcertante, sarebbe che “non era stato l’Isis a sparare, ma l’esercito egiziano per errore“. E quindi? E’ più sicuro se muoiono 189 turisti per mano dell’esercito egiziano, invece che per mano dell’Isis?

Ministro Trasporti Britannico incidente Sinai L’aerea è così doppiamente insicura: da un lato a causa di atti di natura terroristica come quello occorso al jet russo, dall’altro per l’imperizia o lo scarso coordinamento tra le forze militari locali e il sistema aeronautico civile. Non è assolutamente concepibile che le autorità pubbliche, venute a conoscenza di un rischio di tale gravità per i cittadini, lo nascondano sotto al tappeto mettendo così a repentaglio la vita di migliaia di persone che, ignare, continuano a prenotare voli destinate a quelle zone. [stralcio a sinistra: Corriere della Sera, 08/11/2015]

 Il Ministro dei Trasporti Uk, Patrick McLoughlin, dovrebbe risponderne, e non solo agli inglesi, ma a tutta la comunità internazionale, perché quello che è successo al volo della Thomson Airways poteva succedere a un qualunque altro volo di linea di qualunque altro paese. La cappa di omertà  e la reticenza che caratterizza il mondo dei trasporti aerei, dove le notizie degli incidenti sfiorati o evitati per un soffio sono meno, molte meno di quelli che realmente si verificano.  Qui sotto un disastro sfiorato a Barcellona, dove un Boeing 747 e un Airbus A340 stavano per schiantarsi l’uno sull’altro.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi