Parigi: dice la verità, nessuno lo ascolta.

Un predicatore solitario e folle grida in mezzo a una piazza. Si chiama Maurizio Martigli e da tempo conduce una battaglia sui voti comprati a Firenze dall’allora sindaco Matteo Renzi. Qui, il giorno dopo gli attentati di Parigi, lo vediamo imbracciare un megafono e tentare di scuotere i suoi concittadini, richiamando l’attenzione sulle responsabilità taciute dai media e, chiaramente, dalla politica.

La cosa più impressionante di questo video è l’indifferenza con cui i passanti guardano e passano. Taluni neppure guardano. Chi dice le cose che nessuno vuole sentire, è solo un pazzo che urla alla luna. Confrontarsi con i pazzi è contagioso. Si rischia l’emarginazione. Si rischia di superare il punto di non ritorno, quello varcato il quale niente sarà più lo stesso. Non si potrà più guardare la televisione allo stesso modo. Non si potranno più leggere i giornali allo stesso modo. Non si potrà più credere alle parole di chi dice di avere a cuore la nostra sicurezza, di operare per il nostro bene. E non si potrà più restare con le mani in mano, senza sentirsi colpevoli, corresponsabili.

Ecco, è per questo che la gente, in piazza, non si ferma ad ascoltare. Perché spera che passando oltre, svoltando l’angolo, quando quelle urla stridule e fastidiose saranno poco più di una eco lontana, potrà continuare a credere in un mondo fondamentalmente buono. O se non altro, non così ferocemente lontano da qualunque nostra capacità di sopportazione.

13 commenti

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  • https://youtu.be/32Zf9h9Udukspesso la vita ci mette di fronte, esperienze dolorose, crudeli e ingiuste, passiamo anni e anni a cercare colpevoli. Viviamo come se fossimo all’inferno e non immaginiamo neppure lontanamente che senza spostarci fisicamente, buttando il binocolo con cui guardiamo il nostro mondo(le nostre esperienze) potremmo scoprire il paradiso

    • Il tuo commento ha del geniale, almeno sul piano umoristico.
      Io credo che il titolo si riferisca ai “fatti di Parigi”, ma dubito fortemente sia stato girato a Parigi. Più probabilmente a Firenze o da quelle parti.
      Ad ogni modo il ragazzo che grida dice cose verissime che condivido totalmente. Ce ne fossero a milioni di pazzi così, forse diventeremmo più facilmente “normali” tutti quanti.

  • Bell’articolo. Soprattutto questo paragrafo:
    “Si rischia di superare il punto di non ritorno, quello varcato il quale niente sarà più lo stesso. …. non si potrà più restare con le mani in mano, senza sentirsi colpevoli, corresponsabili.
    Ognuno di noi può essere il cambiamento. Iniziare a chiederci per chi andiamo a lavorare ogni giorno? Perchè compriamo tanti oggetti che non ci servono?
    Iniziamo a liberarci di certi stereotipi dannosi e a dare più spazio alle attività che ci appassionano di più.
    I lavoratori, quelli veri, sono coloro che portano avanti la società umana. E quando si è lavoratori, non bisogna mai temere di non riuscire a trovare lavoro. Poi l’auto costosa e l’orologio di lusso non determineranno l’intelligenza di un uomo, anzi la minacciano, perchè sono segni di insicurezza personale,
    E se questi comportamenti sono diventati così diffusi, questo non significa che non possiamo abbatterli. Non bisogna mai aver paura di essere veri. Perchè passare il punto di non ritorno, cioè entrare nella consapevolezza, non porta per niente all’emarginazione, ma all’inizio del senso della vita!

  • …e basta, lo sappiamo già da molto tempo…bisogna agire a livello parlamentare,e smettere di votare i soliti idioti…visto che c’è una alternativa valida, urlare ai 4 venti non serve a nulla…forse solo a sfogarti un po’…

  • ma da quello che so io si la francia e andata a bombardare li, ma il motivo e per difendere gli innocenti che vengono uccisi da questi fanatici del isis, per motivi religiosi, quindi li approvo se hanno fatto la missione di pace ma con le bombe, che pretendete che difendono gli innocenti dal isis con le paroline di pace, con quei lunatici non si può ragionare, quindi se per evitare la guerra con isis, si deve essere vigliacchi e far sempre finta di nulla, lasciandoli ammazzare quelli della loro stessa nazione, no preferisco la guerra.

    • La violenza genera solo violenza che significa morte dolore e distruzione. A Parigi sono stati uccisi degli innocenti, ma le persone comuni uccise dalle bombe francesi a Raqqa non erano altrettanto innocenti? Ci stanno portando a credere che è giusto difenderci con la guerra, quando per spegnere questa violenza basterebbe bloccare tutti gli approvvigionamenti ai terroristi…senza mezzi di sostentamento né armi sarebbero resi innocui nell’arco di una settimana. La domanda è: “Perché non lo fanno?” Non facciamoci ingannare e non mortifichiamo le nostre coscienze!

    • Guarda che la stessa Francia che ha favorito il bombardamento così come gli Stati Uniti d’America, così come il resto d’Europa compresa la nostra Italia per non dire la finanza internazionale, sono loro che finanziano le guerre e vendono le armi a questa gente e, credo, che addirittura, sottobanco finanziano l’Isis e gi altri gruppi terroristici. Se non erro, l’Italia ha venduto pure le armi ai peshmerga. Insomma, è un cane che si morde la coda

  • […Si rischia di superare il punto di non ritorno, quello varcato il quale niente sarà più lo stesso. Non si potrà più guardare la televisione allo stesso modo. Non si potranno più leggere i giornali allo stesso modo. Non si potrà più credere alle parole di chi dice di avere a cuore la nostra sicurezza, di operare per il nostro bene. E non si potrà più restare con le mani in mano, senza sentirsi colpevoli, corresponsabili.

    Ecco, è per questo che la gente, in piazza, non si ferma ad ascoltare. Perché spera che passando oltre, svoltando l’angolo, quando quelle urla stridule e fastidiose saranno poco più di una eco lontana, potrà continuare a credere in un mondo fondamentalmente buono. O se non altro, non così ferocemente lontano da qualunque nostra capacità di sopportazione…]

    Ho spesso incubi ad occhi aperti quando, per esempio, mi capita di attraversare la piazza del Duomo della mia città (Milano). Mi guardo intorno e non vedo altro che morti viventi. E un enorme senso di solitudine e paura mi assale…

    @Angela
    Condivido quello che hai espresso nel tuo post. Solo non sono così ottimista sulla tua considerazione finale. Tu dici: “Non bisogna mai aver paura di essere veri. Perchè passare il punto di non ritorno, cioè entrare nella consapevolezza, non porta per niente all’emarginazione, ma all’inizio del senso della vita!”. Entrare nella consapevolezza, purtroppo, oltre a costare un enorme sacrificio a livello personale (che va dalla ) non farà altro che allontanare le persone (la maggior parte almeno) da te e dalla tua vita. E questo è nulla! Più ti sforzi di capire, e più trovi, gioco-forza e per reazione opposta, personaggi che, man mano che ti ” avvicini” ad una qualche verità, alzeranno sempre di più la voce, fino a cercare di coprire la tua (se va bene) e, se non riescono, cercheranno di usare la forza.
    Quelle persone che, apparentemente senza motivo, si arrabbieranno al sentire le tue ragioni, sono le più fragili. Hanno così tanta paura di sciprire che la loro intera esistenza si è fondata sul nulla… così tanta paura di realizzare di essere stati presi per il culo proprio da quelli loro credevano essere i giusti, che anche solo la remota idea gli chiude per sempre il cervello. In psicologia mi pare si chiami “processo di rimozione”, una sorta di meccanismo di difesa del cervello che fa in modo, sostanzialmente, di distorcere la realtà che ci circonda, fino a modificarla radicalmente (o fino a farla scomparire.del tutto) per farcela meglio digerire. Qui non si parla di semplici fatti che, col tempo, vengono dimenticati dalla mente (selettiva), ma di una vera e propria rinuncia da parte della mente di elaborare uno o più fatti.
    In un pianeta dove un buon 80% di popolazione vive in questo stato di catalessi auto-indotta, sarà mai possibile la Pace e la giustizia?

  • ROMA – Per strano che possa sembrare, l’Italia, nell’antichità culla della cultura e del sapere, oggi è diventata patria dell’ignoranza.

    Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio Perils of Perception, per Ipsos-Mori, la maggior parte delle persone “ignora” la realtà che e non conosce come stanno realmente le cose.

    La ricerca ha analizzato le conoscenze dei cittadini su diversi temi di pubblico interesse: dal tasso di disoccupazione agli immigrati, dall’aspettativa di vita alla percentuale di cristiani e di musulmani e molte altre. Ebbene in tutti i paesi analizzati (oltre all’Italia, Polonia, Francia, Spagna, Germania, Belgio, Ungheria, Svezia, Gran Bretagna, Giappone, Corea del sud, Australia, Canada e Stati Uniti), la conoscenza di molti temi di pubblico interesse sono risultate bassissime. Decenni di cattiva informazione e di disinformazione hanno ottenuto i risultati sperati e oggi gli italiani non sanno cosa avviene intorno a loro…

    Continua qui:

    http://www.dazebaonews.it/italia/fatti-opinioni/item/38039-l-italia-e-diventata-la-patria-dell-ignoranza.html

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