Terrorismo: le borse lo sanno 5 giorni prima.

Terrorismo - le borse lo sanno 5 giorni prima

Nik Crepaldi, un consulente che opera nel ramo finanziario, ha scoperto che l’indice VIX, anche chiamato “indice della paura“, si è impennato del 9,31% venerdì 13 novembre, senza alcun motivo apparente. L’indice misura il grado di nervosismo delle borse: quando è alto tutti vendono, quando è basso tutti comprano. Non solo, il VIX ha manifestato un rialzo del 40% nei 5 giorni precedenti all’attentato di Parigi, dopo due mesi di sostanziale noia!

Allora Stefano Fugazzi, giornalista e consulente finanziario a sua volta, è andato a vedere il comportamento del VIX nelle fasi precedenti a tutti i maggiori eventi terroristici della storia recente.Quello che ha scoperto è impressionante. In tutti i casi, a partire dall’11 settembre 2001 (attentato alle Torri Gemelle), passando per l’11 marzo 2004 (metropolitana di Madrid), per il 7 luglio 2005 (metropolitana di Londra), per il 7 gennaio 2015 (Charlie Hebdo) e arrivando infine al 13 novembre scorso, il valore dell’Indice della Paura prima dei 5 giorni precedenti all’attentato è sempre inferiore a quello registrato alla chiusura della data fatidica e, con la sola eccezione dell’11 settembre (perché le borse restarno chiuse parecchi giorni), l’indice si è sempre normalizzato il giorno successivo.

Ovviamente, il ricercatore ne ha concluso che si tratta di un caso. Ovviamente. Anche voi, immagino.

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11 commenti

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  • A mio modo di vedere, quella del VIX rimane senza ironia alcuna una coincidenza; nella conclusione affermo infatti che
    “The above mentioned patterns may indeed have happened by chance i.e. other elements may have determined the VIX Index to increase prior to the terrorist acts (on the broad assumption that the markets, of course, could not possibly anticipate their occurrence)”.
    Ovviamente una variabile che concorda una taluna ipotesi (mettiamo che l’ipotesi sia appunto che i mercati fossero informati con anticipo) non significa affatto che essa colga una relazione causa-effetto e che quindi la coincidenza sia appunto che una semplice coincidenza. Che è poi quello che affermavo nella conclusione. Per verificare se la variabile ha visto giusto bisogna osservare il comportamento di altre variabili. E il comportamento di petrolio e oro sembrano dare ragione alla mia conclusione originaria:
    “This very conclusion is reiterated while observing the behaviour of Gold and Brent Oil prior to the occurrence of the very same acts of terror. The reader will observe that the graphs reported below do not seem to suggest otherwise.”
    http://abceconomics.com/2015/11/18/commodityterror/
    Stefano Fugazzi

  • Il ricercatore dice che e’ una coincidenza perche’ da un punto di vista scientifico e’ una coincidenza. E’ facile selezionare 5 picchi (per altro modificando opportunamente la scala in modo che sembrino tutti uguali) nell’arco di 14 anni e vederci una correlazione. Basta guardare qui http://www.bloomberg.com/quote/VIX:IND impostare la finestra a 1Y o 5Y e vedere quanti picchi ci sono. Immagino che secondo la teoria presentata qui siano tutte premonizioni di attacchi terroristici.

    • Io sono andato a ritroso di qualche anno e i picchi sono quasi sempre in concomitanza con elezioni, crisi di governo, referendum e grossi cambiamenti economici (fallimento Lehman Brothers, nascita di FCA ecc…). Ma la cosa interessante è che aumenta prima di quei 5 attentati, ma prima anche dell’attentato dell’ETA all’aeroporto di Madrid, dell’attentato alla maratona di Boston. Sono andato a ritroso di qualche anno e l’unico caso in cui il VIX è sceso nei giorni precedenti ad un attentato – almeno nel periodo che ho valutato io – è nei giorni precedenti l’attentato di Breivik in Norvegia.
      Forse è solo una coincidenza, ma a dir la verità a me viene in mente la teoria junghiana sull’inconscio collettivo.

  • Ho passato qualche minuto a studiare l’indice VIX ed ho letto che
    – Valori del VIX pari o inferiori a 20 indichino una situazione prevalentemente rialzista.
    – Valori del VIX superiori a 20 ma inferiori a 40 descrivano uno scenario teso ma non necessariamente ribassista.
    – Valori del Vix superiori a 40 indichino uno scenario pericolosamente volatile, con notevoli implicazioni ribassiste.

    In pratica, quindi, stiamo guardando un’oscillazione non significativa degli indici.

    La domanda quindi è: come mai, da due giorni, il Sole 24 ore diffonde questa bufala?

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-11-17/solo-caso-come-l-indice-paura-ha-previsto-5-stragi-terroristiche-171534.shtml?grafici

    Cioè… io posso non sapere cosa è il vix… Caludio pure… però il sole 24 ore dovrebbe conoscere gli indici di borsa. No?

    • Parlano di aumenti relativi nei giorni precedenti, non di valore assoluto. Per esempio, il valore minimo del VIX è il 24 gennaio 2007, il secondo valore minimo è il 14 dicembre 2006. Quindi il periodo meno “pericoloso” della borsa da 30 anni a sta parte. Però, tra il 27 e il 29 dicembre, il VIX ha un picco, il 30 dicembre attentato dell’ETA all’aeroporto di Madrid.
      Anche aprile 2013 è un periodo relativamente tranquillo, ma tra il 12 e il 15 aprile, il VIX aumenta di ben 43 punti percentuali e poi ridiscende quasi ai livelli precedenti il 16. 15 aprile 2013 attentato alla maratona di Boston.

      Altri picchi del genere, cioè aumento relativo e immediatamente calo, compaiono quasi sempre in vista di elezioni, crisi di governo, grossi referendum e in occasione di qualche riunione di capi di stato e – ovviamente – di grandi scombussolamenti economici (il picco più alto è quando fallisce Lehman Brothers, un altro è quando nasce FCA). E questo ci sta ed è comprensibile.
      L’unico caso in cui il VIX scende (io sono andato a ritroso di qualche anno) prima di un attentato in Occidente è nei giorni precedenti all’attentato di Breivik in Norvegia.

      In realtà sta cosa è parecchio interessante. Non che pensi a complotti o a chissà che, in realtà guardando quelle coincidenze penso che forse Jung aveva ragione quando parlava di inconscio collettivo.

    • Capita spesso che gli indici siano estremamente fuorvianti quando non vengono usati con gli intenti per i quali sono stati concepiti.

      Statisticamente parlando, se si ha una capacità di calcolo sufficiente, è possibile trovare correlazioni tra una serie di eventi qualunque (tipo, per esempio, le carie nella mia bocca) ed un numero qualsiasi di serie numeriche.

      Il fatto è che le serie numeriche sono infinite mentre i dati per i quali dobbiamo trovare una quadratura sono solo 5 o 6.

      Esiste inoltre un errore proprio della nostra mente che tende ad enfatizzare le correlazioni.
      (Vedete http://www.pensierocritico.eu/pregiudizio-di-conferma.html ).

  • Avete visto l’indice VIX a 6 mesi? L’unico picco c’è per la crisi asiatica di fine agosto, per il resto oscillazioni normalissime.
    Basta zoomare un po ‘ ed è relativamente facile trovare picchi dove interessa che ci siano.
    Chi sostiene questa tedi della correlazione riferita ai fatti di Parigi, o è incapace in materia, o è intellettualmente disonesto.

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