La rabbia di Putin: mi avete pugnalato alle spalle. Ci saranno conseguenze.

LA RABBIA DI PUTIN - ORA CI SARANNO CONSEGUENZE

Questo quanto ha appena detto Putin, in relazione all’abbattimento del caccia russo da parte dei Turchi e all’uccisione dei due piloti, di cui potete leggere estensivamente qui, a Sochi, parlando davanti a Re Abdullah II di Giordania.

Questo evento va oltre il normale quadro della lotta al terrorismo. Certamente i nostri militari stanno compiendo un lavoro eroico contro il terrorismo. Ma questa perdita, oggi, è una pugnalata alle spalle, perpetrata dai complici dei terroristi. Non posso descrivere quello che è successo in nessun altro modo. Il nostro aereo è stato abbattuto sul territorio della Siria, con un missile sparato in volo da un F-16 Turco. E’ caduto nel territorio siriano, a 4 km dalla Turchia.Nessuno dei nostri piloti né dei nostri caccia ha minacciato il territorio della Turchia. Questo è ovvio. Sono lì per combattere il terrorismo nell’area a nord attorno alla Latakia, dove si trovano i militanti (più che altro persone provenienti dalla Russia) e stavano facendo il loro preciso dovere, per assicurare che queste persone non facessero ritorno in Russia. Si tratta di persone che sono chiaramente terroristi internazionali.

In considerazione del fatto che abbiamo firmato un accordo di non belligeranza con gli Stati Uniti, e come sappiamo la Turchia era tra quelli che faceva parte della coalizione USA, siccome l’Isis ha risorse così ingenti, di centinaia di milioni e miliardi di dollari che provengono dalla vendita illecita di petrolio, e sono protetti dalle forze armate di altri stati, è dunque chiaro perché sono così sfacciati, perchè uccidono la gente, perché portano attacchi terroristici in tutto il mondo, incluso il cuore dell’Europa.

Analizzeremo ogni cosa, e i fatti tragici di oggi avranno conseguenze significative, incluse le relazioni tra la Russia e la Turchia. Abbiamo sempre trattato i turchi come uno stato amico. Non so chi fosse interessato in quello che è successo oggi. Certamente non noi. E invece di mettersi immediatamente in contatto con noi, per quanto ne sappiamo, i turchi hanno immediatamente chiamato i loro partner della Nato per discutere dell’incidente, come se fossimo stati noi ad abbattere un loro aereo e non il contrario.

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