Draghi è finito. Da Marine Le Pen a una guerra in Europa – Alberto Bagnai

Mario Draghi non può fare più niente: l’Europa scivola verso un’epoca di autoritarismo e un conflitto appare sempre più inevitabile. La vittoria di Marine Le Pen non è la risposta a una domanda di sicurezza, ma viceversa il Front National spopola nelle aree dove la disoccupazione è alta. Abbiamo letteralmente paura di morire di fame. E in questa guerra tra poveri anche le banche sono vittime. La lotta tra due sistemi capitalistici, quello degli Stati Uniti che vuole accelerare e quello europeo che vuole frenare, presto diventerà insostenibile. Per il suo 53° compleanno, Alberto Bagnai, intervistato ieri per voi, è seriamente preoccupato e si aspetta “cose molto brutte“.

24 commenti

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    • Lei Marco Saba mi deve ancora una risposta alla sua mancata pubblicazione di un “Bilancio bancario reale” che dimostri come una Banca appunto crei moneta e poi riesca a trasperirlo nei paradisi fiscali Cayman .. Rimediamo ?

  • Se andiamo avanti con questo pessimo governo la situazione sarà sempre più brutta… L’unica speranza sono i 5stelle, che stanno dalla parte della gente perbene.

    • Purtroppo e con sommo dispiacere credo di no.
      Il movimento 5s dovrebbe fare solo una cosa: stare dalla parte dell’uscita dal’euro…
      Purtroppo di un partito o movimento che ha collaborato all’elezione della presidenta sboldrina ne farei anche a meno.
      …è solo un esempio per capirsi…

    • Hanno raccolto le firme per il referendum… E finora hanno fatto decisamente bene, infatti il regime marcio ha paura di loro ovviamente.

  • Solo una cosa mi sento di dover direi a Bagnai e con molto rispetto ed ammirazione:
    “Grazie a dio il M5S non è solo il reddito di cittadinanza, che tra l’altro vuole solo ridare un po’ di dignita’ ai piu’ sfavoriti e togliere la gente dal clientelismo a favore dei partiti politici nella compravendita dei voti; il M5S parla anche di una economia differente, di produzione di beni differenti che hanno un altro significato.
    Quello del M5S è un progetto ben piu’ complesso del solo gesto del reddito di cittadinanza”.

    • scusami ma questo discorso mi sa tanto di decrescita…
      non voglio interpretare Bagnai ma so per certo che odia i fautori della decrescita felice.
      Bagnai è soprattutto un keynesiano, spesa pubblica per creare lavoro, sovranità monetaria e bancaria per difendersi dagli squilibri…
      Casta-cricca-corruzione-debito.pubblico-ecc. molto lontano dal suo pensiero.

  • ..inoltre la situazione mondiale ha proprio bisogno di “Movimenti” culturali, sociali, che rinnovino il pensiero, il modo di agire dell’uomo; e non ancora di partiti politici.
    Il nuovo, il cambiamento avviene nel pensiero alternativo! ce lo insegna la fisica dei quanti, scienza dalla quale nemmeno un economista oggi puo’ piu’ sottrarsi. L’uomo si condanna sempre, sistematicamente, perche’ mette sempre il cap, la direzione in un unico punto preciso e che poi, come un albero, porta ad un “cul de sac”, ad un ramo che, se non si secchera’ nella migliore delle ipotesi, ad un certo punto ci obblighera’ a fare marcia indietro. I movimenti di pensiero ci permettono invece di rimanere sempre sulla strada maestra, nel senso di migliore crescita dell’albero, e seguirne a pieno che è di vita sempre piu’ che millenaria.

    • il senso etimologico della parola partito significa di parte.
      anche il “movimento ” e’ di parte.
      come la “lega” e il “front”.
      non si usa piu’ la parola partito per lo sputtanamento degli stessi negli anni, quindi i nuovi soggetti politici vogliono differenziarsi dai “partiti tradizionali” chiamandosi in altro modo per marcare la distanza agli occhi degli elettori, ma la sostanza non cambia.
      bagnai ironizza su questo.
      chiamarlo movimento culturale, sociale, e di rinnovo del pensiero e’ assurdo.
      che differenza c’e’ se lo chiami partito con nuove idee culturali, sociali ecc?
      tutto fumo negli occhi del popolino
      anche perche’ la parola “movimento” da l’idea di andare “oltre”…
      non ti dicono nulla queste due ultime parole virgolettate?
      casaleggio & co. ne sanno una piu’ del diavolo…

    • possiamo discutere fino a capodanno.
      renzi vuole introdurre il reddito della gleb…ops, scusa di cittadinanza per togliervi voti.
      non ha senso tecnico.
      noi abbiamo bisogno di lavoro e di imprese che assumono e che danno un reddito (possibilmente non da fame) ai propri dipendenti.
      e poi cosa vuol dire che esiste in europa!?
      mica tutto quello che c’e’ in europa c’e’ anche da noi o viceversa.
      forse non sai che l’euro non c’e’ in tutta Europa, quindi…

    • sicuramente un aiuto economico transitorio è indispensabile ma il vero problema è ciò che dice Bagnai: maggiori risorse per i consumi si traducono in squilibri con altri paesi euro,
      è, è, è necessario tornare alla sovranità economica, altrimenti tutto si traduce in indebitamento….

  • Il reddito di cittadinanza è un cavallo di battaglia del liberismo. A teorizzarne la necessità è stato F. Von Hayek (https://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_von_Hayek), che lo ha pensato come una misura indispensabile a proteggere il sistema economico-politico da lui caldeggiato, fondato sul dominio dei proprietari-capitalisti (i quali vanterebbero il diritto “naturale” di imporre i propri interessi alle masse) dal rischio che le “inevitabili” vittime di quel sistema (disoccupati, indigenti ecc…) possano sollevarsi contro di loro creando “disordine sociale”.

    Il motivo per cui Renzi vorrebbe introdurre il r.d.c. è totalmente irrilevante e i distinguo rispetto alle finalità per cui il m5s vorrebbe introdurlo sono specchietti per le allodole: oggettivamente, il r.d.c. è funzionale ed è compatibile SOLO con un sistema socio-politico-economico di tipo liberista, cioè con un ordinamento il cui architrave è dato dalla precarietà STRUTTURALE del lavoro come condizione imprescindibile della perdita/riduzione della democrazia sostanziale che la nostra Costituzione lega a doppio filo ai diritti sociali che lo Stato deve assicurare alla collettività nazionale (diritto al lavoro e relative tutele, diritto alle prestazioni sociali pubbliche, diritto ad una pensione dignitosa ecc…).

    Nessun oppositore dell’ideologia neo-liberista dotato di un minimo di sale in zucca e di competenza in materia economica e politologica (si vedano, ad es. gli ultimi interventi di N,Galloni) si sognerebbe di condividere il reddito di cittadinanza come auspicabile misura di “tutela” sociale, giacché sostenere il r.d.c. implica che, a monte, si siano accettate come “naturali e inevitabili” le devastanti conseguenze strutturali di quella ideologia.

    • Allora caro Demetrio , siccome di fatto nel momento storico attuale si sono accettate come naturali e inevitabili le devastanti conseguenze dell’ideologia neoliberista e ci sono tantissime persone in difficoltà da qualche parte bisogna iniziare, facciamo in modo che da subito le suddette persone abbiano di che vivere, poi investiamo subito in economia reale, in piccole opere pubbliche, riprendiamo a stamparci i soldi per utilizzarli nell’economia reale ecc……e facciamo tantissime altre cose per creare una società migliore smettendo tra le altre cose di essere tutti contro tutti

  • ciao a tutti, condivido in pieno la prima parte dell’analisi di Bagnai, ma purtroppo è evidente che è totalmente prevenuto nei confronti del M5S. Il signor Bagnai dice ” La crisi frantuma….scatena la guerra tra poveri…..che è il sogno del capitalismo trionfante…se lottiamo tra noi non possiamo riunirci attorno ad un progetto politico, intorno ad uno stato che tuteli i nostri interessi” . E’ esattamente ciò che fa il signor Bagnai sminuendo l’unica forza politica che fino a prova contraria è l’unica interessata al bene del paese. Il fatto che sia prevenuto è evidente dal fatto che egli sostiene di aver SEMPRE sostenuto che il movimento 5S è nato per evitare la coagulazione……., come fa ad sostenere una cosa simile, il movimento sta spingendo tantissime persone ad unirsi, a partecipare alla vita politica ad informarsi, a diventare consapevoli delle dinamiche malate del nostro “sistema”. Bagnai continua dicendo: “L’esperimento francese è unico e interessante, c’è un partito che è un partito e non un movimento (anche quì dimostra il suo fastidio verso il movimento). “Il partito francese, continua Bagnai ‘ dice che c’è un problema economico, la globalizzazione va gestita non necessariamente subita, non esiste un’ordine naturale dell’ economia, esiste un’ordine politico e noi siamo attori di quello che accade nel nostro paese, dobbiamo esserlo all’interno di un discorso democratico” , queste cose le dice anche il movimento 5S , ma il signor Bagnai è talmente prevenuto che non se ne accorge, ho notato che è enormemente infastidito dall’enfasi che gli esponenti del movimento mettono nella lotta alla corruzione, cosa che lui non sopporta dal momento che non fa altro che ripetere la sua battuta sulla corruzione brutta e cattiva. La realtà è complessa e il cambiamento deve avvenire a 360 gradi , purtroppo il signor Bagnai dimostra di essere molto lucido nella sua analisi delle dinamiche economiche e totalmente privo di obbiettività quando si tratta di altri argomenti , nel caso del M5S il suo giudizio è totalmente condizionato dalle forze dell’antipatia che agiscono in lui e si lascia andare a giudizi palesemente infondati

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