Ecco chi è Augusto Barbera, il nome per la Consulta di Matteo Renzi

Augusto Barbera, il nome indicato dal PD per la Consulta e che al M5S viene chiesto di votare, in cambio della candidatura di Franco Modugno, era stato denunciato dalla Guardia di Finanza nell’ambito dello scandalo dei baroni universitari. Ecco la storia.

Augusto Barbera - Renzi lo vuole alla Consulta

I pm della procura di Bari, Renato Nitti e Francesca Pirrelli, hanno chiuso la prima fase dell’inchiesta denominata do ut des che vede indagati 38 tra professori e alti papaveri di diverse università italiane, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, truffa aggravata e falso. Secondo l’accusa i baroni brigavano per far ottenere ad amici e parenti, attraverso concorsi pilotati, le cattedre di diritto costituzionale, pubblico comparato, ecclesiastico e canonico. Non solo all’università di Bari, ma anche in altri atenei italiani. Adesso il fascicolo è nelle mani della procura di Milano per competenza.

Tra gli indagati spicca il nome di Anna Maria Bernini, ex ministro berlusconiano, attuale vice capogruppo di Forza Italia al Senato e nominata docente associato di diritto pubblico comparato a Bologna. A farle accademica compagnia ci sono, in rigoroso ordine alfabetico, Antonio Andreani (diritto pubblico comparato a Firenze), Fabrizio Cassella (rettore univ. Val d’Aosta e docente di diritto pubblico comparato a Torino), Gaetano Dammacco (diritto ecclesiastico a Bari e univ. Telematica “G. Fortunato”), Giuseppe Franco Ferrari (diritto pubblico comparato, Bocconi di Milano), Guido Guidi (diritto pubblico comparato, Urbino), Aldo Loiodice (diritto costituzionale, Bari), Luca Mezzetti (direttore Scuola superiore studi giuridici Bologna), Pier Giuseppe Monateri (diritto comparato, Torino), Maurizio Oliviero (diritto pubblico comparato, Perugia), Lucio Pegoraro (diritto pubblico comparato, Bologna), Francesco Maria Pizzetti (diritto pubblico a Torino ed ex garante Authority privacy), Roberto Scarciglia (diritto costituzionale it. e comp., Gorizia), Marina Calamo Specchia (diritto costituzionale, Bari), Mauro Volpi (diritto pubblico, Perugia).

Il coinvolgimento di Augusto Barbera

Paolo Becchi, nell’intervista di ieri, parla di Augusto Barbera, il nome che il M5S dovrebbe evitare di scegliere alla Consulta, in cambio del candidato pentasellato Franco Modugno. Tratto dall’audio dell’intervista: “Barbera è la persona ideale per fare l’interesse, all’interno della Corte, di Renzi. Questo è il dato di fatto politico, e non ci sarà nessun bilanciamento, perché l’influenza che ha Barbera è notevolissima: in questo caso uno non vale uno. Mettere Barbera è come metterne dieci, per averne in cambio solo uno!”.
 

A questa lista già incompleta di baroni indagati, si devono sommare i nomi di 5 saggi nominati da Napolitano, denunciati dalla Guardia di Finanza ma non ancora sotto inchiesta. Si tratta di Augusto Barbera, Beniamino Caravita, Giuseppe De Vergottini, Carmela Salazar e Lorenza Violini. Se fossero confermati i sospetti investigativi della Gdf, ci troveremo di fronte ad un vero e proprio sistema criminale messo in piedi dai professori-baroni per favorire figli e famigli. Altro che riforme costituzionali affidate ai saggi e insegnamento universitario assegnato secondo meritocrazia. Una associazione a delinquere universitaria più potente di una mafia, piuttosto.

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n.b. La posizione sull’elezione del giudice della Consulta del M5S, apparsa sul blog di Beppe Grillo il 26 novembre scorso: “Ora il metodo M5S per eleggere i giudici della Consulta

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