Il video che tutti dovremmo sapere a memoria

Come è suddivisa la ricchezza mondiale? Ci hai mai pensato? Adesso puoi vedere graficamente quanto vali tu, insieme all’80% delle persone del pianeta Terra, rispetto ai buoni pastori che amministrano il gregge: scompari, sei un puntino invisibile. Questa animazione, prodotta da TheRules.org e doppiata da Massimo Mazzucco, ti mostra meglio di qualunque parola, o trattato sulla diseguaglianza sociale, a chi appartiene la tua vita. Che tu ne sia cosciente, oppure no, “un gruppo di persone che può stare dentro un aereo di medie dimensioni possiede più ricchezza dell’intera popolazione dell’India, della Cina, degli Stati Uniti e del Brasile messi insieme“.

E se vuoi avere una panoramica ancora più accurata di quali sono le 147 banche che possiedono e controllano tutto, dalle compagnie petrolifere all’industria farmaceutica, dalla produzione alimentare alle telecomunicazioni, leggi “Il dio quattrino esiste“.

“Non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia: vero, Buddy? È il libero mercato” (Gordon Gekko, Wall Street)

Intanto, Oxfam ci mostra la situazione in Italia.

Nel 2015 il 20% più ricco della popolazione italiana deteneva il 67,7% della ricchezza nazionale mentre al 60% più povero è rimasto soltanto il 14% della torta. Non sono i numeri di un paese in via di sviluppo, ma della nostra industrializzata e democratica Italia. L’iniqua distribuzione della ricchezza a livello globale non risparmia infatti anche il Bel Paese con una forbice larga che separa i ricchi dai poveri. Il risultato è una situazione paradossale, in cui il 10% più ricco degli italiani possiede quasi otto volte la ricchezza detenuta della metà più povera della popolazione.

Numeri che diventano ancora più sconfortanti se si osserva con la lente d’ingrandimento quanto denunciato da Oxfam nel rapporto “Un’economia per l’1%”, diffuso alla vigilia del World Economic Forum di Davos, che inizierà domani. In linea con il trend globale infatti, anche nel nostro Paese l’1% più ricco l’anno scorso deteneva il 23,4% della ricchezza nazionale netta: praticamente, 39 volte quello che si riuscirebbe a ricavare frugando nelle tasche del 20% più povero dei nostri connazionali.

Chi ha beneficiato della crescita della ricchezza?


Tra il 2000 e il 2015, in valore nominale, la ricchezza complessiva degli italiani è cresciuta di ben 4.528 miliardi di dollari. Ma, come si può facilmente intuire, tutta questa crescita è stata quasi totalmente appannaggio di una piccola percentuale dei cittadini del nostro paese. Oltre la metà dell’incremento di ricchezza (53,7%) è andata infatti al 10% più ricco della popolazione, mentre la metà più povera degli italiani ha dovuto accontentarsi di appena un settimo della cifra. Stesso risultato anche se si guarda all’1% più facoltoso della popolazione, che nel periodo considerato ha potuto beneficiare di un incremento di ricchezza 20 volte superiore a quello riservato al 20% più povero degli italiani.

La situazione non cambia se si guarda al reddito.

Secondo i dati del World Panel Income Distribution Database di Lakner e Milanovic, fra il 1988 e il 2011 infatti, il reddito nazionale pro-capite è cresciuto di 220 miliardi di dollari. Ma, come per la ricchezza netta, anche la crescita del reddito ha riguardato soprattutto la fascia più ricca della popolazione: quasi la metà della crescita (45%) è fluita verso il 20% più facoltoso degli italiani e, più nello specifico, il 10% più ricco ha goduto del 29% dell’incremento complessivo, una percentuale superiore a quanto sia fluito alla metà più povera degli italiani. Un dato che diventa ancor più allarmante, se si considera che il 10% più povero degli italiani ha beneficiato soltanto di un misero 1% dell’incremento di reddito nazionale complessivo: praticamente, 4 dollari a testa ogni anno, negli ultimi ventiquattro anni.


Fonte: RaiNews

12 commenti

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  • Eppure non basta neanche questo per svegliare le masse…ho paura che capiranno tutto ciò solo quando saremo ridotti a schiavitù (non che questa già non lo sia). Siamo complici di tutto questo genocidio! Il perchè? Semplicemente ci limitiamo a denunciare le cose che non vanno, ma non AGIAMO! Io non ho conto corrente, ma una carta prepagata sui cui quando mi viene addebitato lo stipendio lo deposito in un libretto postale ordinario (che è ancora tutelato dalla cassa del Tesoro). Inoltro provo a sensibilizzare dentro internet e fuori le persone che sono a mio fianco! Come me penso agiscano in tanti se accostiamo questo numero alla stupidità umana, pertanto rimaniamo ancora un piccolo nucleo chiamata resistenza, e per questo non ci arrendiamo.

  • Bell’articolo peccato che in contemporanea mi passi un banner che invita a diventare un trader come quel 10% di italiani che si è arrichito…….cosi cita la pubblicità del link e immaginate che specchietto per le allodole possa diventare per persone disoccupate o in mobilità. Impara a fare trading…. cosi te magnamo anche quel poco che ti rimane.

  • Ha ormai due anni uno studio approfondito sull’analisi gaussiana della natura applicata alla società contemporanea, e all’intera evoluzione. Tutto volto a dimostrare che siamo NOI CITTADINI dando valore al denaro ad aver permesso questa attuale situzione bene descritta in questo video (dove nel primo grafico altro non si mostra che la curva di Gauss!).
    Tutto può essere risolto in 6 mesi, con la rete e un nuovo patto sociale! C’è una solozione a tutto, e invece noi qui ancora si è fermi alla descrizione e denuncia esasperata dei soliti eterni oroblemi? Basta dai… Claudio Messora: Venus Project, Free World Charter, Popolo Unico, Money Free Party, Principia Cybernetica, Kirghisia… Dai su coraggio!!! È ora dinsmetterla di romperci la testa dobbiamo aggistarcele. Ecchecazzarola. Dai…

    La curva di Gauss e la Pervertitocrazia. Dalle armi all’arma denaro http://ma-guarda-e-passa.blogspot.com/2014/03/la-curva-di-gauss-e-la-pervertitocrazia.html

  • Le regole sono fatte dalla politica ovviamente. E noi abbiamo sicuramente la peggiore classe politica d’Europa. E ovviamente la situazione economica del paese è molto brutta…

  • Il mio commento ancora in attesa di moderazione rispetto a post pubblicatii dopo…no problem drag and drop e post a nastro della pagina cosi vediamo la vostra credibilita….. sarà che ho posto l’attenzione sul banner. facile parlare di informazione libera e poi prendere i soldi proprio dagli enti finanziari. Vedremo che ne dirà la rete

    • Hai le idee un po’ confuse. I banner che vedi, li vedi perché sono contestualizzati da Google, e c’è un’ottima probabilità che Google li contestualizzi (scelga cioè l’azienda da reclamizzare) in base alla tua navigazione pregressa (tramite cookies e altri meccanismi di tracciabilità). Per questo, in genere, i commenti come i tuoi sono dei boomerang che ti si ritorcono contro, perché o ad esempio (e tanti altri) non vediamo le società finanziarie a cui ti riferisci tu, perché non abbiamo uno storico di interesse in tal senso (basta che visiti anche un solo sito).
      AdSense è un intermediario: io non prendo soldi da chi promoziona i servizi che tu vedi pubblicati, ma da Google che fa raccolta pubblicitaria. Si possono inserire filtri ma non sempre funzionano e spesso qualcosa scappa.
      Da ultimo, il tuo commento, valido in linea di principio (pur con le premesse di cui sopra), nella realtà si va ad occupare di un contesto dove di ciccia ce ne è molto poca. Forse tu credi di parlare di migliaia di euro. Bene: il post oggetto della tua feroce critica ha reso fino ad adesso 1,99$, cui vanno sottratte ovviamente le tasse. Il lavoro che ho speso per pubblicarlo secondo te quanto vale? Ci sto guadagnando?

      Scrivimi pure in privato dal modulo contatti che ti mando la screenshot di Analytics.

      Caro Bruno, indirizza altrove la tua energia purificatrice e moralizzatrice. Qui va sprecata.

  • una cosa dovrebbe essere chiara a tutti esperti o meno, la concentrazione della produzione e commercializzazione di beni e servizi nelle disponibilità gestionali di poche persone uccide la libera concorrenza delle milioni di PMI, oltre a concentrare ricchezze finanziarie eccessive sottraendole alle masse asfissiando i principi regolatori del sistema consumistico in favore del capitalismo suicida.

  • l’unica conclusione a cui sono giunto è che dovremmo far sparire queste persone nel silenzio totale! visto che loro non si farebbero scrupolo di fare lo stesso con noi (es. guerre, epidemie,ecc.)

  • Il ritorno ad una vita bucolica, fatta di essenziale, lontani da tutto ciò che rappresenta consumismo e globale appartenenza al nulla, appare sempre più l’unica soluzione.

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