Il tempo dell’inganno universale

Claudio Messora - Il tempo dell'inganno universale

La mia introduzione al convegno “È la stampa, bellezza!“, ieri nei pressi di Padova, organizzato da Francesca Salvador (Salus Bellatrix) a cui hanno partecipato Giulietto Chiesa, Maurizio Blondet, Bruno Ballardini, Matteo Simonetti, Fulvio Grimaldi e Massimo Mazzucco. Nei prossimi giorni saranno disponibili anche gli interventi dei relatori.


Quando si dice “sono tempi difficili“, io penso sempre: “perché, ci sono mai stati tempi facili?“. Erano “facili” i tempi delle due guerre mondiali, o quelli delle guerre napoleoniche, o i tempi che hanno portato tante persone a far cadere molte teste nella grande rivoluzione del ‘700?Tuttavia, oggi abbiamo qualcosa di diverso, che una volta non c’era. La propaganda, che ha esordito durante la prima guerra mondiale e si è via via perfezionata, ha trovato oggi un formidabile alleato nei grandi media di massa, il cosiddetto mainstream, spesso all’insaputa degli stessi giornalisti che, in alcuni casi, armati più di buona volontà che di arguzia e sagacia, si fanno tramite più o meno involontario di quello che un altro giornalista, Marcello Foa, ha definito come il “frame”, la cornice interpretativa calata dall’alto a cui tutti si adeguano, spesso senza esercitare alcun senso critico (come, ad esempio, nel caso di Rita Katz).

Siamo prigionieri di ritmi e tempi sempre più serrati, di orari di lavoro sempre più estesi, specialmente nelle metropoli, costretti da un sistema che ci vuole consumatori compulsivi a spendere quasi tutto il nostro tempo nel tentativo di mettere insieme uno stipendio che una volta bastava per due. Siamo sempre più soli, più frammentati, divisi, individualisti, e in questa forsennata ruota per criceti – non causale – cosa sappiamo del mondo là fuori? Quello che ci raccontano i media. Che si dividono solo sui fatti della politica interna, secondo il prevedibile teatrino del gioco delle parti, ma – fateci caso – su tutto il resto danno versioni uguali: hanno le stesse notizie, le trattano allo stesso modo, mettono le stesse foto e, spesso, anche lo stesso titolo! È un grande, immenso Truman Show, un’ipnosi di massa tanto estesa, flessibile, resistente agli strappi e abile a richiudersi, a rattopparsi, quanto estremamente vulnerabile: se si guarda, in trasparenza, non è difficile scorgere le anomalie del sistema, non è difficile grattare la superficie e portare alla luce i varchi verso il mondo reale. Ma se non è difficile, allora perché non lo facciamo? Perché il più grande successo di questo mondo orwelliano è l’averci convinto che quello che non viene detto dalla televisione non esista, sia falso, che anzi la finzione sia più reale del vero, e l’averci trasformati tutti, o quasi, nei guardiani involontari e senza stipendio del sistema, dando rappresentazione concreta ai concetti che qualcuno fissò in maniera esemplare nel suo celebre “Discorso sulla servitù volontaria“.

Chi esce dal “frame”, chi non si allinea alla narrazione uniforme dei media, non viene deportato e non viene ucciso, no. La propaganda è divenuta talmente forte da rendere la violenza non necessaria e perfino controproducente. Viene semplicemente ignorato, confinato nel “gulag intellettuale del politically correct“, come lo chiama Vladimir Bukovsky, scrittore dissidente russo che ha trascorso 12 anni nelle prigioni sovietiche e che dunque sa di cosa parla, riferendosi però al complesso mass-mediatico culturale dell’occidente.  C’è gente che ha bruciato carriere, stipendi, posizioni di prestigio, l’agiatezza economica, sottoponendosi perfino all’inevitabile irrisione da parte di coloro che, ben protetti dalla loro incondizionata adesione al “frame”, seguono il vento che tira e nuotano al sicuro, nel branco più grande, sempre nella direzione della corrente.

Per questo chi, pur avento i titoli e la professionalità per cercare gratificazioni sociali, rinuncia a tutto per il solo amor di verità e per onestà intellettuale, oggi io non esito a chiamarlo eroe, un gigante, perché, come sembra abbia detto George Orwell, “nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario“.

8 commenti

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  • Proprio un bel discorso Claudio! Victor Hugo diceva che c’è una forza più potente di mille eserciti che premono minacciosi ai confini di una nazione: è la forza delle idee!. E l’Elite – ahinoi SIC!- che domina il mondo (e scusate se li nomino tutte le volte, ma se non diciamo tutte le volte chi sono, con nomi e cognomi, li facciamo solo un favore ad chiamandoli solo ELITE perchè senza volerlo gli occultiamo proteggendoli involontariamente. Essi sono: le famiglie di banchieri centrali ashkenazite che hanno il controllo del sistema finanziario-monetario col signoraggio e la riserva frazionaria: in primis i Rotschield, Warburg, Schiffin, Rockefeller ecc., le case monarchiche europee in primis i Windsor con la regina Elisabetta II, e poi Borbone, Hoehenzoller, Grimaldi, Asburgo ecc ed infine il “supervertice”, cioè la continuazione dell’impero romano – solo nominalmente decaduto nel 476 d.c. – sotto mentite spoglie di religione universale cattolica, ossia il Vaticano con la sua dirigenza gesuita) lo sa bene da molti anni che la propaganda è fondamentale per l’esercizio e il mantenimento nel tempo del potere mondiale. Ma c’è un qualcosa ancora più potente delle idee, della propaganda di tv e giornali e oggi anche di Internet – ahinoi di nuovo-, degli eserciti e della polizia, della politica, della scienza e l’istruzione, dell’arte, dell’economia e del “signore del mondo” ossia il denaro e i suoi accoliti (praticamente tutti). Questa “cosa” si chiama : risveglio della coscienza collettiva ed individuale: Essa è INSOPPRIMIBILE ed INARRESTABILE!!. Essa è impossibile da neutralizzare. E’ come voler fermare l’arrivo dell”inverno a ottobre, o scongiurare l’alba del sole alle 5 del mattino. E anche questo l’Elite lo sa bene. Di tutto si può accusarli, dei più grandi crimini di certo, ma non certo di essere degli sprovveduti. E in politica l’ingenuità è un aggravante, non un esimiente!! Perciò ne vedremo delle belle! Viviamo un periodo difficile, ma di certo moooolto interessante. Buon risveglio a tutti e buona Apocalisse (apocalisse=svelare, rivelazione) dura o morbida che essa sia per tutti!!. Vostro Luigi Pastorello

  • Bravo Claudio, siamo in un regime marcio e i servi di regime sono un esercito purtroppo.
    Per fortuna esiste la rete libera per informarsi davvero.

  • La verità è che la rete è un posto quanto utile quanto pericoloso. Chi si avvale della rete spesso vuole fare il giornalista improvvisato. Le notizie che sono presenti in rete non sono vera verità ma sono notizie che se si analizzano poi si trovano senza senso a meno che uno ci ragioni sopra e le renda vere. Come esempio vi do la notizia che gira nel web che il satellite Galileo conteneva Plutonio esplosivo. In realtà, dopo aver esaminato a fondo la notizia ho realizzato che il Plutonio 238 non è esplosivo e sono venuto alle conclusioni che se fosse stato esplosivo almeno metà del carico di Plutonio sarebbe stato sostituito segretamente. Ciò fa anche un senso logico perchè il viaggio è stato tagliato improvvisamente per ipotetici guasti tecnici. Ecco come si utilizza la rete. Ci sono persone pentite che vogliono comunicare agli altri l’esistenza di un complotto ma non riescono a pensare profondamente oppure si inventano cose per farci capire che in tale posto c’è un complotto. Spesso tali individui sono derisi dagli altri ma in realtà sono dei pentiti intrappolati nella loro anima.

    • In rete ci sono molti siti interessanti e utili come questo. E i siti come questo sono molto meglio dei media di regime, poco ma sicuro.

  • il vero giornalismo dovrebbe condurre inchieste su quei 201 MLD di € di sofferenze bancarie, soldi prestati agli amici degli amici che mai restituiranno, ma il Governo del fankazzista farà pagare a tutti gli italiani tranne ai veri responsabili.

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