Guerra in Siria: radar h24 su Isis, Russia, Nato e Assad

Guerra in Siria: proseguiamo la nostra analisi del conflitto, sempre con la stessa chiave di lettura di collegare gli eventi militari a quelli politici. Il nostro intento è quello di giungere ai colloqui di Ginevra III con un retroterra di conoscenze che ci permettano di interpretare il più correttamente possibile gli eventi che verranno.

Guerra in Siria: la mappa del conflitto al 3 gennaio 2016

Guerra in Siria: i fronti più attivi

Usiamo ancora una volta la mappa dei fronti più attivi – un po’ datata, ma ancora valida – e basiamo su questa un rapido aggiornamento rispetto al post precedente “Siria: la situazione reale vista dal campo, come non ve la raccontano”.

Guerra in Siria: le manovre in tempo reale della Syrian Arab Army
KUWEIRES
La SAA (Syrian Arab Army) procede nell’ampliamento della zona di sicurezza della base liberata, e manovra verso Ovest in direzione Aleppo, minacciando diverse infrastrutture occupate da IS e tentando di chiudere il nemico in una sacca. Un ulteriore obiettivo potrebbe essere il villaggio di Al Bab più a Nord.

 

Guerra in Siria: i ribelli guadagnano terreno a Sud-Ovest di Aleppo.
EAST ALEPPO
La situazione generale (Kuweires si trova sulla destra): i ribelli guadagnano un po’ di terreno a Sud-Ovest di Aleppo, riaprendo l’autostrada M5; mentre il regime tenta di soffocare i rifornimenti provenienti da Nord. In generale, uno stallo.

 

Guerra in Siria: l'offensiva governativa intesta la provincia di Latakia
LATAKIA
Come anticipato, invero poche ore prima che iniziasse, l’offensiva governativa ha investito la provincia di Latakia, riportando finora ottimi risultati, in una velocissima avanzata che ha catturato, dopo la roccaforte di Salma, anche lo snodo di Rabi’a. Le truppe della FSA presenti si stanno ritirando in massa verso Jisr al-Shughour, e sembra proprio che l’intera provincia stia per tornare in mano lealista. Da questa mappa si può notare come Jirs al-Shughour sarà il luogo dello scontro finale nel governatorato, e primo passo dell’ “operazione Idleb”, ad ora interamente in mano agli insorti.

 

Guerra in Siria: Assad conquista Shaykh Miskin
DARA’A / SOUTH FRONT
La situazione volge nettamente a favore di Assad, grazie alla completa conquista di Shaykh Miskin e delle sue alture, da cui era possibile bombardare la strada usata dai lealisti come linea di rifornimento.

 

Guerra in Siria: Assad può recuperare il controllo del confine ed eliminare sacche di jihadisti
Ora sarà possibile sferrare offensive con comodo, per recuperare il controllo del confine con la Giordania ed eliminare le sacche isolate di jihadisti come quella visibile a Nord, grazie alla possibilità di utilizzare la strada di cui sopra, non più disturbata dalla presenza nemica

 

Guerra in Siria: il Generale Maggiore Issam Zahreddine resiste all'assedio di Deir Ezzor
DEIR EZZOR
Le truppe guidate dal Generale Maggiore Issam Zahreddine resistono all’ assedio di questa piccola enclave lealista nel Governatorato di Deir Ezzor. Si tratta di un altro degli epici assedi di questa guerra, come quello di Kuweires, ma con un certo peso specifico nel disegno della futura Siria, per i motivi che vedremo. Al momento i difensori sono estremamente stressati, con il loro comandante che combatte in prima linea per tenere alto il morale: di certo non potranno resistere a lungo sotto i quotidiani assalti di IS, e le notizie che giungono sono scarse.

Guerra in Siria: verso i colloqui di pace di Ginevra III.

La vera partita deve ancora cominciare. Quella politica, quella dei negoziati di Ginevra. La guerra in corso non è altro che l’atto di forza che i contendenti esprimono nel sistemare le pedine sul terreno, nell’attesa dell’inizio dei giochi. Com’è prevedibile, la situazione sul campo influenzerà posizioni ed equilibri negoziali, ma non solo: già da ora sono visibili i segnali della presenza di machiavellici e perversi meccanismi, i quali daranno luogo a molte sorprese.

A prima vista sembra che la coalizione russa si presenterà agli incontri in maniera più coesa rispetto a quella saudita, o a quella ribelle, o rispetto all’ambiguo ruolo degli statunitensi. Al contrario degli alleati di Assad, i ribelli sono disuniti: faticano a trovare una linea comune e rappresentanti condivisi da inviare. Hanno interessi (e finanziatori) diversi. John Kerry ha recentemente redarguito coloro i quali – tra i ribelli – volessero sfilarsi dalle trattative mentre, al confine col Libano, IS e Al Nusra si scontrano tra loro (con la vittoria dei primi).

Anche i loro finanziatori hanno interessi diversi: Turchia, USA, Arabia Saudita e alleati rappresentano tutti parti diverse con obiettivi diversi. In comune hanno un solo obiettivo: la guerra per rovesciare Assad.
Ma non tutto sta andando come pianificato: questa mancanza di coesione potrebbero costare loro cara.

Guerra in Siria: situazioni critiche.

Il triangolo esplosivo tra USA, Turchia e Kurdi:

La Turchia mira ad espandersi nelle zone occupate dai Kurdi, i quali combattono attivamente IS e aspirano alla creazione del Kurdistan. Ora, è chiaro che i Kurdi esigeranno una ricompensa alla fine della guerra. Peccato sia la stessa che vuole Ankara (ricordate la famosa no-fly-zone?). Questo rappresenterà un grosso problema per gli USA che hanno promesso lo stesso premio ai due nemici storici.

La situazione lungo il confine turco invece sorride ai lealisti: la provincia di Latakia è prossima al collasso totale. I Kurdi tamponano efficacemente vaste aree contigue al confine, con l’intenzione di riprendersi l’intera Aleppo. Controllando Aleppo, il regime arriverebbe ad inglobare circa il 75% della popolazione siriana. Se Assad vincesse la guerra, sarebbe piuttosto plausibile uno scambio coi Kurdi: concedere loro il Kurdistan, sfruttando i probabili litigi tra Washington e Ankara, per portarli dalla propria parte (ricordiamo che i Kurdi sono anche alleati di Assad). Ma ricordiamo anche che sono a loro volta divisi in fazioni e formazioni.

I Sauditi offesi

Il Nuclear Deal tra Washington e Teheran ha sbloccato un ingranaggio geopolitico (lo rivela l’immediata visita in Europa di Rohani) e questo influenzerà molto i colloqui. La futura Siria non potrà essere nemica dell’Iran: se sarà allineata agli interessi russi, allora dovrà esserlo anche rispetto a quelli iraniani. A meno che l’intero patto non sia una strategia americana per sfilare l’Iran dall’influenza russa e farne una nuova Arabia Saudita. Ipotesi che i Sauditi non prenderebbero bene. Non solo si continuano a ventilare voci di subbugli finanziari e dinastici, ma gli sforzi per contrastare “il terrorismo” (vedi la coalizione saudita) finora non hanno prodotto risultati. Chissà se riserveranno qualche sgambetto per i “quasi-alleati” americani.

Il Sunnistan

Un ipotetico stato sunnita nell’est della Siria è impensabile senza che venga associato all’IS e alle mire saudite. È qui che stanno le roccaforti degli jihadisti, la loro capitale Raqqa, il fiume Eufrate. È possibile immaginare un Sunnistan senza immaginarlo come un califfato medievale? In fondo, questa è l’istanza originale che ha dato vita all’IS, nonché la speranza a suo tempo tradita da inglesi e francesi. Se anche il capoluogo e ultimo baluardo del regime Deir Ezzor cadesse in mano all’IS, non avrebbe più senso nemmeno immaginarlo. O per lo meno toglierebbe al regime una possibile merce di scambio in sede di trattativa e lo scalzerebbe definitivamente dall’est. Ecco chiarito il motivo per cui questa piccola enclave riscuote così tanto interesse.

Guerra in Siria: cosa aspettarsi nell’immediato.

La guerra continua. I belligeranti sanno benissimo che i negoziati potrebbero impantanarsi, come già successo, e perciò per loro il conflitto prosegue come se niente fosse. Sembra che i Turchi stiano preparando un’invasione di terra nell’area di presenza turcomanna, al di là del confine. Dati gli spericolati azzardi precedenti (l’abbattimento del jet russo), non è possibile fare previsioni sulle mosse di Erdogan. Basti pensare che proprio mentre scriviamo, per un soffio non si è ripetuto lo stesso incidente lungo il confine.
Una rapida occhiata agli articoli 4 e 5 del protocollo NATO non farebbe male, ma ci sono tutti gli elementi per sostenere che l’obiettivo, più che debellare il terrorismo, sia sconfiggere Assad, a qualunque costo, come spiegato da Giulietto Chiesa nel post “Perché sostenere la Russia“.

I russi, tuttavia, non stanno certamente a guardare: si moltiplicano gli indizi di batterie e artiglieri russi dispiegati e impiegati di recente. Un ulteriore stormo di caccia avanzati SU-35 sta giungendo a rinforzare le file. E si vocifera perfino di una nuova base…

INTEGRAZIONI:

Politica:
https://twitter.com/MarkSleboda1/status/687560540999266304?ref_src=twsrc%5Etfw
http://www.foxnews.com/world/2016/01/24/syrian-official-state-will-make-no-concessions-during-talks.html
http://tinyurl.com/zj65kls
http://www.counterpunch.org/2015/10/15/did-russias-intervention-derail-turkeys-plan-to-invade-syria/
https://twitter.com/RSyrianCivilWar/status/693018025973280768?ref_src=twsrc%5Etfw
https://twitter.com/EjmAlrai/status/693070608393990144
https://twitter.com/Syria_Protector/status/693085681460068352
http://www.middleeasteye.net/news/syria-946965384

Militare:

https://www.youtube.com/watch?v=fA6spd6C5qc
http://sputniknews.com/middleeast/20160121/1033489316/turkey-syria-isis-kurds.html
https://twitter.com/leithfadel/status/686723698527621124
http://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-idUSKCN0S61LX20151013
https://twitter.com/EjmAlrai/status/692626683388624896
http://www.globalresearch.ca/america-and-turkey-begin-ground-invasion-of-syria-how-will-russia-respond/5503235
http://www.defensenews.com/story/defense/2016/01/25/russia-denies-report-new-military-base-north-syria/79317974/

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