Morte e soldi: il film horror del neoliberismo – Gianluca Ferrara

Morte in cambio di soldi: soldi in cambio di morte. Un film horror? No, tutto normale: sono le conseguenze del neoliberismo selvaggio. Gianluca Ferrara ne traccia una breve storia. Da far ascoltare ai bambini, prima di addormentarsi.

Nel 2012 Deutsche Bank effettuò una speculazione definita il “Death Bond“, il “Bond della Morte“. Che cosa fecero i signori della Deutsche? Presero 500 anziani, ovviamente dalle precarie condizioni economiche (di modo che accettasero di essere visitati dai medici della Deutsche Bank dietro compenso), e in base alle loro condizioni di salute fu effettuata una scommessa, una speculazione. Come funzionava?

Se l’anziano moriva entro i 12 mesi, lo speculatore guadagnava il 6%. Se l’anziano non moriva dai 12 ai 38 mesi, lo speculatore più o meno riprendeva quello che aveva investito. Se l’anziano non si decideva a morire, ebbene lo speculatore perdeva quasi il 50% del proprio investimento. In poche parole la speculazione consisteva nello sperare che l’anziano morisse il prima possibile. Allora se noi abbiamo permesso a questi criminali paranoici di effettuare una scommessa sulla vita dei nostri genitori, sulla vita dei nostri nonni, allora questa non è neanche più una crisi economica: questa è una vera e propria crisi antropologica.

Morte e Soldi: così il neoliberismo ha prodotto il più grande film horror dei nostri tempi

 

Adam Smith e John Maynard Keynes.

Un saluto agli amici e alle amiche di Byoblu. Io sono Gianluca Ferrara. Oggi, insieme a voi, vorrei ripercorrere il sentiero che ci ha condotto all’odierna dittatura, che viene spacciata per democrazia. Si tratta del più grande film horror degli ultimi tempi, quello che ha condotto ai Death Bond della Deutsche Bank, le obbligazioni della morte, e che non riesce a trovare un argine in nessuna volontà popolare organizzata.

L’inizio del secolo è stato caratterizzato, in ambito economico, dalle teorie liberiste. In particolare Adam Smith, che era un filosofo scozzese, il quale sosteneva che lo Stato non dovesse in alcun modo intervenire in ambito economico perché, attraverso una “mano invisibile”, l’economia, in maniera autonoma, avrebbe trovato un proprio equilibrio. Queste teorie si diffusero fino agli anni ’30, in particolare fino al 1929, quando ci fu la nota caduta della borsa di Wall Street, a New York. A quel punto, le teorie liberiste finirono in secondo piano e furono sostituite da una vera e propria rivoluzione, che era la rivoluzione keynesiana.

John Maynard Keynes era un economista britannico che, in antitesi a Smith, pensava invece che lo Stato dovesse intervenire nell’economia. In particolare, quando la domanda aggregata (la domanda di beni e servizi nel suo complesso) è insufficiente. In questo caso, secondo Keynes, un intervento pubblico di bilancio espansivo era l’unica soluzione per poter creare nuova occupazione. Le teorie keynesiane si svilupparono in particolare dopo il secondo conflitto mondiale, quando c’era la necessità di ricostruire intere città, interi villaggi, intere strutture portanti che erano state disintegrate dalle bombe. E queste politiche keynesiane, questo intervento sull’economia creò un vero e proprio “effetto moltiplicatore”, che portò alla ricostruzione, il cosiddetto trentennio glorioso.

La stagflazione di fine anni ’70 e l’avvento del neo-liberismo.

Tuttavia, alla fine degli anni settanta le politiche keynesiane andarono poco alla volta declinando, soprattutto per via di fattori esterni, come l’aumento del prezzo del petrolio. Alla fine degli anni settanta si verificò un aumento controllato dei prezzi, ma una riduzione altrettanto incontrollata dei consumi. In campo economico, questa condizione si definisce con il termine “stagflazione“. Quindi, alla fine degli anni settanta ci fu una vera e propria contro-rivoluzione: la contro-rivoluzione neo-liberista.

Sono due le date da tenere in considerazione. La prima data è il 1979: siamo in Gran Bretagna quando la Thatcher viene eletta Primo Ministro. Pensate che quando fu eletta ricevette un fax da uno dei massimi economisti di stampo neo-liberista, l’austriaco Friedrich von Hayek, in cui c’era scritto che la sua elezione era il miglior regalo di compleanno che potesse ricevere per i suoi ottant’anni. La seconda data è il 1981: siamo negli Stati Uniti e Ronald Reagan diventa Presidente. Il neo-liberismo si fonda in occidente, ma non solo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America: anche in Germania, anche nella nostra Italia. E il primo scellerato atto fu noto come il divorzio tra la Banca d’Italia e il Tesoro. In poche parole, noi in quell’anno, senza alcun tipo di consultazione popolare, perdemmo la sovranità monetaria, cosa che ha poi originato il problema del debito pubblico. Bisogna precisare che il neo-liberismo cerca di veicolare un’idea di società, che non è altro che la legge del più forte sul più debole. Una specie di darwinismo sociale, o se volete di calvinismo.

Il neo-liberismo.

Le guide di questo modello economico, sono essenzialmente tre:

  1. Primo punto: lo Stato non deve intervenire nell’economia. Anzi lo Stato, come sostenne David Stockman che era il responsabile del bilancio dell’Amministrazione Reagan, è una bestia da affamare. Va da sé che poi questa bestia da affamare, allorquando le banche speculano, le multinazionali creano disastri economici, non è più una bestia, ma viene chiamato a  intervenire per risanare i debiti (i loro debiti);
  2. Secondo punto: non bisogna tassare i ricchi, perché non tassando i ricchi si verrebbe a creare un effetto “gocciolamento” – in inglese si chiama “trickle down” – che farebbe aumentare il mare del benessere. E quindi le barche, sia quelle più grandi che quelle più piccole, navigherebbero in acque serene. Questa è una sciocchezza assoluta perché in realtà (ed è proprio quello che stiamo vivendo) i ricchi, chi detiene i capitali, non effettua nessun tipo di politica redistributiva, nessun effetto “gocciolamento”. Anzi, crea dei veri e propri argini alle proprie ricchezze.
  3. Terzo punto fondamentale è che occorre tutti inginocchiarsi al dio pagano del PIL, del Prodotto Interno Lordo. Pur di vedere aumentare il PIL, gli economisti e i politici – pensate – hanno di recente deciso di introdurre anche il conteggio dei proventi della criminalità organizzata. Per fare un esempio, se noi andiamo all’angolo della strada e acquistiamo della cocaina, dopodiché andiamo da una prostituta, ecco che facciamo crescere il PIL e siamo quindi dei “bravi cittadini”. Al contrario, se invece rimaniamo a casa e insegniamo a nostro figlio a fare un orto biologico, non facciamo crescere il PIL. Questa la dice lunga sul modello di società che ci sta dominando sul sistema economico nel quale noi siamo inseriti.

L’est europeo, il grande nemico

Questo modello economico si diffonde in occidente negli anni ’80. Ma ad est incontra un argine, c’è un muro: è il muro di Berlino.

Il resto della trascrizione sarà disponibile in serata. Nel frattempo, guardatevi il video.

15 commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Gianluca, bravissimo come sempre, ma quella del riscaldamento globale è la bufalona del secolo. Negli ultimi 15 anni la temperatura mondiale è cresciuta di 0.06 gradi centigradi! Le stime sono mendaci. Come ricorderai Goldman Sachs nel 2009 previde la Cina prima economia mondiale nel 2051-2054, lo è diventata nel 2014. Le previsioni si fanno e si sbagliano sopratutto quando c’è poco lavoro serio e tanto marketing. Io mi preoccuperei dell’inquinamento, e l’unica cosa che lo contrasta è la crisi dato che la tecnologia è al guinzaglio. Del resto non potrebbe essere così dato che ci sono ancora persone che pensano di mantenere una famiglia lavorando il carbone! Se non altro l’Italia ha aderito al programma 2020… nel 2016! Che poi mi devono dire a cosa serve pagare gente per studiare una cosa su cui non hanno il controllo. Gaia si è salvata da sola senza di noi. Del resto era qui prima degli uomini e ci rimarrà quando saremo scomparsi.

    • Ciao caro, sui cambiamenti climatici starei attento a dire che è una bufala… è quello che vogliono i grandi potentati economico finanziari in modo da continuare a produrre con queste “esternalizzazioni” che paghiamo tutti. A proposito di bufale, proprio le mandrie sono responsabili dell’emissione di circa il 20% di gas climo alteranti…

  • ottimo intervento di Gianluca Ferrara, esaustivo e chiaro quanto basta per introdurre chiunque ai temi e problemi da sempre sottaciuti dall’informazione mediatica nazionale.

    alla faccia della maggior parte dei giornalisti tv e stampa cartacea che nolenti o volenti, consapevolmente o inconsapevolmente mistificano la realtà.

  • Ho ascoltato il video e ho letto in parto del discorso io ritengo che Gianluca ferrara merita un premio nobbel. E scendere nelle piazze a spiegare a tutto il popolo questa verità svegliante a chi angora dorme.

  • Ho un paio d’obiezioni.

    A rigor di logica, la Tatcher e Reagan dovrebbero essere passati alla storia come coloro che hanno rispettivamente affossato Gran Bretagna e Stati Uniti.
    Grecia, Francia e altri invece dovrebbero essere dei floridi paradisi.

    E invece, come mai, la Gran Bretagna è una delle nazioni europee più floride e gli USA sono ancora seconda economia del mondo? Mentre Grecia e Francia… per non parlare dell’Italia, che non ha mai visto né liberismo né keynesianesimo ma solo mangia mangia… non stanno così benone, vero?

    • porcazozzaluridaschifosamaialapolitica…. è vero!!!
      Il peggio che non si comprendono le motivazioni, la Corsica fu ceduta alla Francia circa 250 anni fa, con diritto di riscatto, perchè mai rivedere i limiti territoriali marittimi e non avvalersi del diritto di riscatto.

      Cosa ci nascondono i politici infami? Questa è la prova che chi ci governa da decenni non ha un minimo senso di patria e coscienza nazionale.

      Esistono casi eccezionali in cui valutate le condizioni si possono rettificare i confini territoriali e marittimi senza che nessuno perda superficie, valore economico e paesaggistico, ma non mi pare sia questo il caso.
      E’ singolare il fatto che i francesi chiedano anche di rivedere i confini nazionali sul monte Bianco, in prossimità della cima.

      Forse abbiamo contratto debiti con la Francia e in cambio ci hanno chiesto la cessione di specchi di mare antistante la Corsica? Sull’isola c’è una base militare con una della più grandi flotte aree francesi, forse per avere più spazi aeronavali per effettuare operazioni militari?

      Possiamo chiedere al M5S un interpellanza parlamentare sulla questione di rilevanza nazionale? Senza fare dietrologia ma dopo la tragedia di Ustica dove secondo le recenti rivelazioni giornalistiche, sembrerebbe che i francesi abbiano le responsabilità dell’abbattimento del velivolo DC-9 Itavia con 81 persone a bordo, lanciando un missile da un aereo decollato forse dalla base di Solenzara in Corsica o dalla portaerei De Gaulle.

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi