La Regione Lombardia come Quarto? Suvvia, non siate ridicoli: pensate a dimettervi.

Roberto Maroni - Lega Nord - Adesso dimettiti - Regione Lombardia - Scandalo sanità

Ho acceso la televisione e ho assistito, nell’ordine, a Renzi che parlava al Senato e poi all’ennesimo dibattito surreale sul caso della malasanità in Lombardia. Tralasciando per un attimo Renzi, che parla di diritto di un popolo a fare un referendum sulla permanenza in Europa, riferendosi al Regno Unito, quando da noi non ci hanno fatto votare mai, né per il Trattato di Lisbona, né per il Pareggio di Bilancio, né per l’adozione del Fiscal Compact, né per il Fondo Salva Stati, né per il recente Trattato che regala alla Francia pezzetti di territorio italiano, e neppure per il Governo (ma il Governo lo nomina il Presidente della Repubblica – direte voi! – Già, ma tra il 2011 e il 2016 abbiamo assistito all’avvicendarsi di tre governi e ad una sola elezione parlamentare, con la formazione immediata di un partito unico trasversale anti Cinque Stelle, con tanto di Presidente della Repubblica schierato – la famosa “terzietà“: avete presente quello che non aveva sentito il ‘boom‘? -, quindi qualche dubbio sulla legittimità del Governo può anche venire), tralasciando Renzi – dicevo – vedo questo dibattito surreale in cui la Lega tenta di dibattersi in un centimetro cubo di acqua sulla questione dell’arresto del braccio destro di Maroni, Fabio Rizzi.

Ovviamente tentano di uscire dall’angolo – e questo è comprensibile – ma per farlo tirano fuori dal magico cilindro indovinate un po’ cosa? Non un maestoso coniglio bianco, non una colomba che si invola leggiadra verso l’aere, niente di tutto questo, ma il caso di Quarto. Secondo costoro – e secondo i giornalisti che glielo lasciano fare – un sistema pervasivo di tangenti durato anni, nel quale i pazienti che si affidavano alla competenza della sanità lombarda (perché, meschinelli, avevano mal di denti) ricevevano cure che non erano pensate nel loro interesse, ma in quello dei funzionari e dei tangentari, realizzando un grave danno per i contribuenti che venivano così truffati, per le aziende oneste che non riuscivano a fatturare un centesimo, nonché per i medici e i funzionari onesti che non partecipavano di un sistema lavorativo meritocratico, secondo costoro – quindi – un tale sistema, così esteso e ben organizzato, che ha infettato il sistema sanitario di una intera regione dove nientemeno si colloca la capitale economica italiana, sarebbe in fin dei conti paragonabile al caso di un aspirante faccendiere di un piccolo comune campano nella periferia di Napoli (dove io ho vissuto quando facevo il militare, e che quindi conosco abbastanza bene), con i marciapiedi un po’ scassati, le strade piene di buche e i servizi di base che non brillano per avanguardia.

Insomma, un piccolo infiltrato intrallazzatore fai-da-te, un candidato camorrista in erba che non è riuscito a farsi offrire neanche un caffè da quel sindaco che cercava di corrompere minacciandolo con una foto presa da Google Maps, sarebbe la prova evidente e conclamata che il Movimento 5 Stelle sarebbe uguale alla Lega Nord, che governa un’intera Regione fregiandosi di averne fatto un’eccellenza, e dove il braccio destro del Governatore in persona (mica l’ultimo dei pisquani) avrebbe preso almeno 50 mila euro per falsare un intero settore economico, collocando nelle posizioni chiave i suoi funzionari, agevolando i suoi appaltatori, realizzando una continuità tutt’altro che simbolica con la vecchia storia di corruttele che aveva caratterizzato l’amministrazione precedente, il tutto messo nero su bianco da un GIP, condito da arresti e – soprattutto – senza che questo Governatore si sia mai reso conto di niente, in tanti anni.

Nel caso di Quarto il Movimento 5 Stelle può essere accusato tutt’al più di una certa mancanza di coordinamento interno, per non avere dato direttive precise e tempestive alla giunta neoletta, ma non solo la piccola aspirante mela marcia è stata espulsa in tempi record, ma addirittura sono state chieste immediatamente le dimissioni del Sindaco, per colpe non sue ma perché è giusto marcare una differenza, per mettere al primo posto un principio, quello della legalità, che poi è l’unico in grado di stabilire un legame di fiducia con il cittadino (c’è bisogno di sottolinearlo?). E tutto, ribadisco, senza che nessuno si sia mai appropriato indebitamente di un solo centesimo. È la legalità al quadrato, sono i garanti delle garanzie, i controllori che si autocontrollano prima ancora di controllare i controllati, in un avvitamento che si può accusare di essere eccessivo, ma mai difettoso.

Nel caso lombardo, abbiamo invece soldi pubblici dirottati a fiumi, abbiamo un Governatore che non si è accorto di nulla per anni e anni (la Capuozzo e i consiglieri M5S a Quarto avevano perlomeno segnalato subito al direttorio che qualcosa non andava, e il signore era stato per l’appunto espulso) e, soprattutto, a fronte di questa incapacità di scegliersi i collaboratori giusti cui affidare un settore così delicato e fondamentale come la sanità lombarda e a fronte dell’evidente assenza di una costanza di controllo, non abbiamo nessuna richiesta di dimissioni.

Al Movimento 5 Stelle si possono rimproverare tante cose e ognuno può dilettarsi al riguardo, ma se c’è una cosa su cui è inattaccabile è il principio di legalità. Sono tutti ragazzi che vengono dal nulla e che, soprattutto, sono circondati da altri ragazzi che vengono dal nulla a loro volta, che fungono da cani da guardia di se stessi e prendono tutti quanti decisioni comuni, che provengano o meno dalla rete, per cui ogni deriva individuale – si sa che l’appetito vien mangiando – è resa quasi impossibile da un sistema quasi delatorio, dove tuttavia all’onestà è fisicamente impossibile derogare senza essere pubblicamente accusati dai propri stessi compagni.

Stessa cosa non si può dire dei partiti tradizionali che, per quanto rinnovati dopo clamorosi suicidi, provengono pur sempre da quello stesso sistema clientelare che ne ha forgiato i dirigenti, i quali se denunciano in pubblico la necessità di un’Italia più pulita ed onesta, nel privato tollerano (e anzi distribuiscono incarichi) ancora gli stessi figuri che sono cresciuti con l’etica del malaffare e che hanno preso soldi da finanziatori non certamente interessati alla legalità e all’onestà prima di ogni altra cosa.

I leghisti dovrebbero evitare di fare paragoni impropri con i Cinque Stelle perché, quantomeno sul terreno della legalità, la gente capisce subito la strumentalità di un raffronto che ha del paradossale. Roberto Maroni dovrebbe invece fare un bel gesto: dimettersi dalla Regione Lombardia, dimostrare che la Lega non è interessata al potere di per sé e che non ha altri interessi da proteggere se non quelli dei cittadini, fare pulizia al suo interno (evidentemente ne ha ancora bisogno) e ripresentarsi alle elezioni, da quello speciale corpo di magistratura politica che sono i cittadini con la loro scheda elettorale. Ogni altra posizione sarà un autogol.

8 commenti

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  • signor marone signor salvini dovete comprare altri 1500 frigoriferi?ma questa volta comprateli molto piccoli cosi non danno nel occhio?hahahaha………..cialtroni il grattacielo pirelli non e’ puo piu di voi andate a casa

  • anche durante Ballarò il conduttore Giannini dopo un intervento di A. Di Pietro evidenziando che la Regione Lombardia a distanza di anni si ritrova a piè pari nella stessa corruzione con gli stessi partiti e metodi, il caro affettuoso conduttore Giannini ha avuto la sfrontatezza di mettere nello stesso degrado partitocratico anche il M5S con Quarto, facendo un distinguo pleonastico dopo aver accomunato vicende giornalistiche e giudiziarie agli antipodi…. alla faccia della chiarezza e correttezza d’informazione pagata dai cittadini per avere un servizio pubblico.

    Adesso però aspettiamoci di peggio con l’arrivo probabilmente della Daria Bignardi pupilla di Renzi come direttrice di RAI 3, menomale che Matteo voleva togliere i partiti dalla RAI, strano che non abbia pensato a L. Sofri.

  • Se le nostre speranze per il futuro sono nei 5stelle, SIAMO GIA’ MORTI…
    PARTITO-MOVIMENTO INUTILE NON VUOLE USCIRE DALL’EURO MA LO FA’ CREDERE…
    ADESSO POTREBBE METTERE IN DIFFICOLTA’ RENZI E FORSE FARLO CADERE NON APPOGGIANDO LA CIRINNA’..
    INVECE SOSTERRANNO IL GOVERNO PER UNA LEGGE CHE NON PORTERAì NESSUN SOLIEVO AI DISOCCUPATI, POVERI, ANZIANI…
    SANITA’ ALLO SFASCIO ECC…
    VERGOGNA VI SIETE PRESTATI A PARLARE PER MESI DI CAZZATE IN PARLAMENTO MENTRE LA GENTE FA LA FAME..STE CAZZATE DI MATRIMONI ED ADOZIONI SONO LUSSI PER RICCHI…
    ALLORA ? USCIAMO DALL’EURO?
    BLOCCHIAMO QUESTA INVASIONE DI CLANDESTINI CHE CI COSTA 3 MILIARDI L’ANNO?
    SALVIAMO CIO’ CHE RESTA?
    L’EUROPA CI STA AFFAMANDO PORTANDOCI VIA MILIARDI DI EURO E VOI STATE A ROMPERE I COGLIONI COI LADRI DI POLLI..
    “PRIMA SALVIAMO LA CASA CHE BRUCIA, POI PENSEREMO AGLI SCIACALLI”.
    TANTO QUANDO GOVERNERETE RESTERETE CON LA MICCIA IN MANO, PURTROPPO PER NOI ITALIANI SARA’ TROPPO TARDI…MA VOI SARETE RICORDATI PER QUELLO.
    BASTA LA GENTE HA PROBLEMI ENORMI DA RISOLVERE SUBITO…

    • Appunto, i problemi enormi del paese si risolvono con gente onesta e perbene, non certo con i buffoni ladroni legaioli o pidioti ovviamente.

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