Flint: il fiume della morte che entra nelle case

A Flint, negli USA, un fiume dalle acque altamente tossiche ha alimentato l’acquedotto di 500 mila persone. Malattie e danni irreversibili al cervello dei bambini. Una tragedia umana, forse causata da una base militare.

Flint USA Il fiume della morte che entra nelle case

Nella città di Flint, nel Michigan (USA), 500 mila abitanti hanno bevuto per molto tempo acqua inquinata con il piombo. Nel 2014, per risparmiare, l’amministrazione aveva smesso di utilizzare l’acqua potabile del lago Huron e aveva preso a rifornire le tubature domestiche con quelle del fiume omonimo, che tuttavia sono risultate contaminate con composti perflorurati o PFC, molecole che sostituiscono  il legame carbonio-idrogeno con carbonio-fluoro. Secondo un rapporto del Dipartimento del Michigan Community Health, le acque del Flint river sono altamente tossiche per l’uomo. Sono stati riscontrati livelli di piombo pari a 13.200 parti per miliardo e a più riprese i residenti locali si sono lamentati per le eruzioni cutanee, la perdita di capelli e altri disturbi. Ma la notizia certamente più inquietante è che i bambini esposti al PFC avrebbero subito danni irreversibili al cervello. Perfino la General Motors, che ha degli impianti lungo il fiume, ha smesso di utilizzare l’acqua perché corrode i macchinari. Secondo il procuratore generale del Michigan, Bill Schuette, che ha avviato un’indagine, si tratta di una tragedia umana.Il rapporto ha dimostrato come nel fiume siano presenti elevati livelli di PFOA, noto anche come C8, che è stato collegato a numerosi problemi di salute. Tra questi, danni al sistema immunitario, malattie alla tiroide e due tipi di cancro. Oltre ai rubinetti delle abitazioni a Flint, un’alta concentrazione delle stesse sostanze è stata riscontrata ad Hoosick Falls, nello stato di New York, nel New Jersey, in Colorado, nello New Hampshire e in Pennsylvania. L’Epa (United States Environmental Protection Agency) nel corso degli ultimi mesi ha cercato di tranquillizzare la popolazione facendo promesse che non sono mai state mantenute.

Anche la UE, dopo la Convenzione di Stoccolma, ha cercato di classificare i composti più pericolosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Tra questi vi sono i PFOS e i suoi 98 composti correlati. Queste sostanze sono in grado di bioaccumularsi negli organismi viventi e la loro concentrazione viene biomagnificata. La biomagnificazione è il processo che porta all’accumulo di sostanze tossiche negli esseri viventi e che aumentano procedendo dal basso verso l’alto nella piramide alimentare.

Ma questo punto della storia una domanda nasce spontanea: chi ha versato tali sostanze nel fiume? Difficile dare una risposta perché le indagini sono ancora in alto mare. Interessante però notare come a poche miglia di distanza da Flint, dove è situata la Wurtsmith Air Force Base, vi sia una riserva naturale con livelli di inquinamento ancora superiori. Questa base, oggi ufficialmente dismessa, è stata tra gli snodi più importanti per gli aerei da combattimento nelle due guerre mondiali. Quando quest’ultime sono cessate la base fu utilizzata, come ha riportato il New York Times, per lo sviluppo di nuove armi e sistemi di sorveglianza satellitare a lungo raggio. C’è un collegamento tra le due cose? Diciamo che è probabile, e noi ne sappiamo qualcosa, come dimostra l’inquinamento ambientale causato dalle attività militari nella zona di Trieste, tristemente ribattezzato “Sistema Trieste“, nel quale si inserisce il disastro della discarica di Trebiciano.

 

6 commenti

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  • PFOA, lo stesso usato nelle pentole e padella per l’antiaderenza, per fortuna sono anni che non uso più questi utensili sostituiti con il ferro.

  • Enea come mai hai messo che il Flint era inquinato anche da Pfoa non abbimo trovato da nessuna parte che c’era .L’inquinamento è da piombo dovuto alla corrosione delle tubature,Ce en staimo occupando del Pfoa e dei Pfas in Veneto con 350 mila persone che per tanti anni hanno bevuto acqua inquianta dai pfas causa di un industria nel vicentino che li produce ancora

  • Ti copio un commento di un nostro amico che si occupa da sempre di fiumi e che ha analizzato il rapporto: Davide Sandini
    Davide Sandini Ho letto un resoconto sulla qualità delle acque del michigan: nel Flint ci sono pfas a circa 70-80ng/litro, ma a valle della città, circa 30 km. La città pescava dal Flint a monte del centro abitato, e l’acqua risultava potabile (altrimenti ben difficilmente potrebbero aver pensato di usarla). Il piombo , assente alla captazione, era presente ai rubinetti, segno che proveniva dagli impianti. Gli stabilimenti Gm sono in città, a valle del punto di presa. Non ci sono informazioni sulla presenza di pfas alla captazione, ma non sembra averle neanche il michigan. Il blogger aveva citato il documento ufficiale senza andare a vedere i punti di prelievo, forse aveva troppa fretta.

    • Ciao. In merito ai punti di prelievo del fiume su 13, 12 sono risultati potenzialmente a rischio per la salute dei cittadini. E’ naturale che essendo un fiume lungo questo dato può significare tutto e nulla. Anche perché attraversa una vasta aerea. Bisogna anche considerare che la città in sè conta poco più 100 mila abitanti, ma che l’intera zona è popolata da quasi 500 mila abitanti. Non metto in dubbio che in origine il fiume risulti pulito, ma è innegabile che all’uscita dal rubinetto sia pericoloso. Le cause possono essere molteplici e potremmo dialogare per ore. Per saperne di più bisognerà aspettare l’inchiesta del procuratore Bill Schuette che è stata aperta poche settimane fa mentre il rapporto di cui parliamo è di maggio 2015. Buona giornata.

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