Il piano Juncker ha fallito: adesso la Commissione Europea a casa!

Il presidente della Commissione Europea è stato eletto con un programma che prevedeva un piano di investimenti, il cosiddetto piano Juncker, che avrebbe dovuto creare come per magia 315 miliardi di euro, in massima parte provenienti dal settore privato. E mentre aspettavamo il privato, il pubblico veniva massacrato dalle curiosi teorie come quelle dell’austerità espansiva. Il piano Jucker si è rivelato un flop. Se ci fosse un qualunque residuo principio di responsabilità politica, Jean-Claude Juncker dovrebbe andare a casa insieme a tutta la sua Commissione, il Governo UE. Ma siccome questi signori non rispondono a nessuno, se non alle élite che rappresentano e che hanno altri obiettivi rispetto al rilancio dell’economia, solo una bomba potrebbe rimuoverli dal loro posto. Uno studio dell’OCSE, però, li inchioda.

Il piano Juncker ha fallito - Ora la commissione UE a casa

Ricordate il fantasioso piano Juncker di rilancio della crescita con leva 1:15? Quello dove a fronte di soli 21 miliardisottratti in gran parte ad altri capitoli di spesa o forniti dalla BERS – si sarebbero dovuti ottenere ben 315 miliardi di investimenti dai privati? Il rapporto OCSE appena pubblicato è spietato: il piano di investimenti di Jean-Claude Juncker, sbandierato due anni fa come il toccasana della crescita, è giudicato “deludente“.  Ecco i risultati reali rispetto a quelli previsti dalla Commissione:

 

Jean-Claude Juncker ha fallito - I dati del suo piano investimenti

Gli investimenti dopo un anno e mezzo restano inchiodati ad un magro 0,35% di PIL, quando il piano Juncker prevedeva investimenti per il 2,3% in tre anni. La leva (rapporto tra denaro UE e apporto dei privati) è in realtà intorno a un più ragionevole 1:4 – 1:5. Un flop del velleitario piano Juncker prevedibile (e previsto all’epoca da Scenari Economici). Sembra proprio che l’OCSE voglia dimostrare che è illusorio contare sugli investimenti privati per rilanciare la domanda.

Il report OCSE – che contiene molti altri elementi interessanti – rivela anche una sorprendente conversione keynesiana, che non mancherà di irritare i sacerdoti dell’ortodossia europea ordoliberale e i propugnatori della bislacca teoria dell’austerità espansiva, già sconfessata da Blanchard e dall’FMI:

“Un’azione collettiva di investimento pubblico combinata con riforme strutturali porterebbe ad un guadagno maggiore di PIL, riducendo quindi il rapporto debito/PIL nel breve termine”.

fonte: ScenariEconomici

ndr: meglio sarebbe stato che la mozione di sfiducia a Jean-Claude Juncker, discussa a Strasburgo in seguito all’inchiesta sulla fiscalità agevolata del Lussemburgo, denominata LuxLeaks, fosse stata votata da tutti l’emiciclo.

Bolgia Strasburgo: si alzi l'imputato Juncker

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi