La manipolazione dei media ai tempi del terrorismo

di Marcello Foa

Dopo l’ormai famosa intervista sule frame e sugli spin doctor, Claudio Messora mi ha intervistato per il suo blog ByoBlu per analizzare il ruolo dei media nell’era del terrorismo. Siamo davvero informati in modo compiuto ed esaustivo? La risposta è no, purtroppo.

Ancora una volta i giornalisti mostrano evidenti lacune nella copertura di eventi drammatici come quello del terrorismo, oscillando fra un’informazione mainstream fin troppo ingenua e che su certi aspetti va contestata e un atteggiamento complottista a prescindere che mira non a verificare i fatti ma a trovare riscontri a idee precostituite. I governi e i servizi segreti tendono, dopo gli attentati, a coprire i propri errori, anche sviando l’opinione pubblica e con una sovrabbondanza di dettagli sorprendente e contraddittoria rispetto ai tempi di un’indagine e al segreto istruttorio. Organizzazioni come l’Isis hanno imparato le tecniche per amplificare l’eco della loro propaganda. E poi c’è chi ha interesse ad ingigantire la percezione delle minacce dell’Isis, manipolando filmati che vengono attribuiti allo Stato islamico ma che molto verosimilmente non sono opera dei terroristi islamici, come dimostrato da esperti di tecniche cinematografiche e dai giornalisti che hanno colto dettagli rivelatori, ma sistematicamente ignorati dalla stampa mainstream, che ama le visioni in bianco e nero. E il cui coraggio intellettuale è alquanto intermittente.
Buona visione a tutti.

2 commenti

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  • l’inconsistenza del giornalismo televisivo italiano non conosce limiti, basta seguire le vicende politiche legate al petrolio Lucano, nessuno si chiede o prova a domandare a chi di dovere quanto traspare dalle intercettazioni telefoniche, si evincono dei chiari conflitti d’interessi tra esponenti delle istituzioni governative e aziende private.

    Il famigerato emendamento venne escluso in Commissione nel 2014 per la legge SbloccaItalia, perchè ritenuto inammissibile, ma poi fatto rientrare dalle stesse persone nel 2015 con la Legge di Stabilità.
    Per quali oscuri motivi il Premier e due Ministre riproposero lo stesso emendamento escluso l’anno precedente? Se era inammissibile prima ora non lo è più?

    Ma non solo, dalle intercettazioni si comprende come la Ministra comunicava al fidanzato che l’emendamento in oggetto inserito nella corsia preferenziale ed approvato avrebbe dato seguito a ulteriori facilitazioni…
    Qualcuno da bravo giornalista si è premurato di capire cosa intendesse esattamente?

    Se tutto ciò non è un reato da CP art. 323 cosa altro può essere?

    Le prove del conflitto d’interessi tra pubblico e privato trovano sostanza anche nelle spiegazioni date dal Presidente della Regione Puglia che evidenzia il motivo del ricorso al referendum popolare richiesto da 9 consigli regionali per far valere le proprie ragioni, in quanto il Governo ha fatto orecchie da mercante bypassando ogni procedura tecnico-scientifica-giuridica autorizzativa tra Stato e Regioni, (iter legislativi originati dall’art.9 della Costituzione) per approvare opere infrastrutturali correlate ai pozzi petroliferi concessi ad imprese private e non opere pubbliche come sostiene il Premier.

    Finisco qui, se facessi altre considerazioni rischierei querele per diffamazione, ma dietro al decisionismo autoritario affatto democratico mostrato da Renzi & C. si possono nascondere molte cose inenarrabili a norma di Legge o DDL.

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