25 aprile: scontri a Milano. L’altra versione.

Titolano così i maggiori quotidiani italiani, mettendo in evidenza il marcato antisemitismo che cresce in Italia. In realtà l’episodio che si riferisce alle brigate ebraiche è stato molto più marginale e vi sono stati tafferugli in tutt’altra parte del corteo, per motivi molto diversi e non riportati.

25 aprile - scontri a milano - l'altra versione

di Angelo Mandaglio

Alla marcia per il 25 aprile nel centro di Milano si sono verificati un paio di episodi di contestazione contro le brigate ebraiche, in almeno due punti del corteo, ma tanto è bastato per occupare le prime pagine dei maggiori quotidiani italiani. La contestazione tuttavia sembrava annunciata: le brigate ebraiche infatti erano protette dai manifestanti del PD che avevano deciso si sfilare insieme ai partigiani israeliani.  Ma un paladino della giustizia diventa tale solo se c’è un aggressione, quindi se questa aggressione non avviene bisogna crearne una. Per fortuna, ci pensano come sempre i media.

Non è la prima volta che le brigate ebraiche partecipano al corteo. E tutte le volte sono contestate dagli stessi gruppi antagonisti. È una consuetudine populista e pregiudiziosa, che insinua la teoria per la quale tutti gli ebrei siano sionisti e in linea con la politica dei falchi del governo israeliano. Ma questa consolidata tradizione, seppure incresciosa, non aveva mai suscitato molto interesse da parte del PD… prima di ieri!

Notiamo infatti che in piazza del Duomo hanno avuto luogo contestazioni con tafferugli della stessa portata, ma per ben altri motivi, e con un’altra componente del corteo. Questa marciava con le bandiere dell’ESL (esercito libero siriano), quando i contestatori hanno intonato cori al grido di “terroristi” e “assassini“, con tanto di tafferugli. Una partecipante al corteo, nonché simpatizzante dell’ESL, ha mostrato anche un video sul sito pubblico del “comitato permanente per la rivoluzione siriana”. Eccolo:

I contestatori fanno parte di associazione comunista non legata agli antagonisti. In una breve intervista che ci hanno rilasciato, hanno spiegato le ragioni della contestazione. Le brigate dell’opposizione siriana (ESL), secondo i contestatori, sono infiltrate dai terroristi di Al-Qaida (in Siria conosciute come Al Nusra). I contestatori non tollerano che queste persone siano in Italia con lo status di rifugiati politici, ma ritengono che dovrebbero essere considerati terroristi.

Purtroppo, è noto che formazioni di ribelli addestrati dai servizi segreti di molti paesi NATO (tra i quali l’Italia gli USA) hanno disertato e si sono arruolati con Al-Nusra poco dopo essere entrati nel territorio siriano. Alcune versioni dei fatti però spiegano che la defezione dei ribelli verso i gruppi terroristi sia una capro espiatorio per coprire il traffico di armi. I gruppi addestrati che passano il confine riceverebbero solo l’addestramento che serve ad usare le armi, che vengono loro consegnate al fine di insegnare, a loro volta, il loro utilizzo ai gruppi terroristici che riceveranno poi la fornitura finale. Molti infatti dubitano dell’esistenza di forze ribelli non legate ai terroristi. I dati in possesso dello stesso dipartimento americano della difesa dovrebbero indurre a un maggiore approfondimento circa la provenienza di queste persone e circa le ragioni stesse della loro emigrazione.

Perché allora i nostri media non se ne occupano? Perché alimentano improbabili tesi complottiste antisemite in linea con il frame del pensiero unico? Forse perché ritengono che fare leva su complotti sionisti che piacciono tanto al PD sia più remunerativo che indagare sul modo in cui il nostro governo gestisca i flussi di rifugiati mantenuti dal contribuente? Per fotuna, in Italia alcuni cittadini sono più attenti dei nostri media.

di Angelo Mandaglio

 

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