L’affondo finale della Germania: “lasciate perdere il sud Europa e lavorate per noi”!

Attenzione - i tedeschi di riprovano - ora che non avete più niente lavorate per noi

Solo due giorni fa l’ex ministro delle finanze tedesco, Theo Waigel, aveva dichiarato che uscire dall’Euro sarebbe stato un disastro, sì, ma per la Germania, per il suo export, il suo mercato del lavoro e il suo bilancio federale. Ieri è stato il turno di Wolfgang Schäuble che, su Augsburger Allgemeine, nel rispondere a una domanda sulla Brexit, ha così commentato:

Intervistatore:Signor Schäuble, il Brexit è l’inizio della fine dell’unione europea?

Wolfgang Schäuble: No. Per quanto gli inglesi ci mancheranno , l’UE sopravviverà anche senza la Gran Bretagna. Ciò perché, per quanto le critiche siano giustificate, l’integrazione europea rimane la giusta risposta alla globalizzazione. I paesi europei, inclusa la Germania , da soli sono troppo piccoli per affrontare le sfide internazionali. Ma dobbiamo agire in fretta per evitare che il Brexit si trasformi in una deflagrazione. L’Europa deve ora dimostrare rapidamente di sapere offrire un valore aggiunto sulle questioni urgenti. Basta pensare alla migrazione – nessuno Stato da solo è in grado di affrontarla. Ma anche la disoccupazione giovanile in particolare nell’Europa meridionale che sta a cuore a molte persone. Perché non creare una rete europea di formazione? In Germania, i posti di apprendistato rimangono vacanti, mentre i giovani greci e spagnoli sono senza lavoro. In quest’ambito si può ancora fare qualcosa. Sono necessarie soluzioni pragmatiche e non interminabili dibattiti istituzionali.

Dopo avere deindustrializzato l’Italia (vedi: “Come ci hanno deindustrializzato“), dopo avere distrutto la domanda interna (vedi: “Monti confessa: ‘Stiamo distruggendo la domanda interna’“) e dopo avere modificato lo Statuto dei Lavoratori, adesso è venuto quindi il momento di offrire lavoro a quei poveracci di disgraziati, disoccupati, saccheggiando il capitale intellettuale residuo e portandosi a casa manovalanza cheap, senza bisogno di cercarla in Cina o nei paesi arabi.

La Merkel ci aveva già provato con i profughi, nel settembre scorso. Non tutti però, solo quelli siriani (che sono più qualificati), quando prima se li prese a casa (suscitando il plauso incondizionato dei media), e poi cercò di inserirli nell’industria automobilistica tedesca. La conferma di quello che stavamo dicendo arrivò successivamente dal Financial Times (in un articolo molto interessante da leggere). Poi c’era stato lo scandalo Volkswagen e addio al giochetto. Inoltre, i tedeschi dimostrarono di non essere ancora pronti per il melting pot culturale a base di insetti. Così, adesso, vengono alla carica con i nostri giovani.

Schäuble si fa i suoi interessi. Il problema è capire esattamente perché noi non ci facciamo i nostri, piantandola di fare i lacchè di una Europa che è tutto tranne che Unita e ricostruendo un Paese come siamo capaci di fare (liberi dagli euroburocrati pagati dalle grandi banche d’affari).


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1 commento

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  • sembrerebbe che la Germania abbia un macigno di dimensioni titaniche che grava economicamente sulle scelte politiche sia interne che comunitarie, sembra che la loro principale banca abbia debiti/crediti per migliaia di MLD di euro sotto forma di finanza creativa/cartastraccia che non riesce a smaltire.
    Se così fosse si spiegherebbero le azioni politiche volte a favorire economicamente la Germania anzichè l’UE, in poche parole (spero di sbagliarmi) le politiche di austerità imposte dalla Merkel siano uno stratagemma per evitare che altri Paesi come il nostro possano ripartire economicamente a spron battuto lasciando al palo dei debiti la Germania essendo zavorrata più delle altre.
    Può sembrare paradossale in questo periodo di profonda crisi, ma l’Italia per la peculiare realtà produttiva nazionale ha rispetto al resto d’Europa potenziali di crescita nettamente superiori.

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