Delrio Pinocchio: il tuo Ministero è responsabile del disastro!

Il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Graziano Delrio dichiara, in un comunicato stampa a seguito dell’incidente ferroviario di Andria, che il MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti) ha preso adeguate misure di sicurezza, ma è vero? O concorre invece nella responsabilità penale per le vittime dell’incidente, per gravi inadempienze?

Delrio Pinocchio - Il tuo Ministero è responsabile

di Angelo Mandaglio

In un passaggio del comunicato si legge: “il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il dipartimento appunto per i trasporti e la navigazione, svolge compiti in maniera di sicurezza ai sensi del DPR n. 753 del 1980″. Si tratta di una mezza verità, volta a giustificare le inadempienze nella gestione della sicurezza che il ministero, in quanto datore di lavoro, è tenuto a rispettare nei confronti dei lavoratori del servizio pubblico. Il ministro dimentica infatti di citare il ben più recente D.Lgs 81 del 9 aprile del 2008, che obbliga il il datore di lavoro a mettere in sicurezza i propri dipendenti, quindi a vigilare affinché sia fatto lo stesso da parte delle aziende appaltatrici e/o dell’assessorato dei trasporti della Regione Puglia, con il  quale nel 2000 fu siglato l’accordo di programma grazie al quale fu trasferito all’Ente locale il compito di programmazione e amministrazione dei trasporti ferroviari in concessione (tutte figure giuridiche che concorrono nella colpa).

La legge prevede che l’azienda appaltatrice (Ferrotranviaria S.P.A.), faccia una valutazione dei rischi (DVR) e metta in atto i dispositivi di prevenzione collettivi (DPC) al fine di eliminare per quanto possibile, o ridurre al massimo, i rischi di incidente, quindi un sistema più evoluto non era un’opzione possibile o auspicabile ma un obbligo di legge. Questo lo sanno bene le aziende italiane che investono molte risorse nella sicurezza, togliendole alla ricerca e alla produttività, pur dovendo affrontare la concorrenza delle aziende dei paesi emergenti che oltre a produrre a bassi costi non hanno questo obbligo. Lo stesso ministro ammette la scarsa efficacia del sistema di sicurezza attuale nel comunicato: “Il sistema di segnalamento con consenso telefonico, pur essendo sicuro, è certamente un sistema tra i meno evoluti rispetto alle tecnologie disponibili per la regolazione della circolazione ferroviaria: infatti il sistema si affida interamente all’uomo, nella fattispecie all’operatività dei capistazione, come sopra descritto” (ndr: e infatti si è visto!!).

È inaccettabile, dal punto di vista della sicurezza sul lavoro, un fattore di rischio così alto, quando è noto che sono disponibili sistemi tecnologici che possono abbatterlo, in base ai quali quel treno non avrebbe potuto circolare in quella tratta, in quel momento.

Delrio cerca un comodo capro espiatorio nei capistazione di Andria e Corato, di cui sicuramente almeno uno concorre nella colpa, ma si dimentica degli altri attori coinvolti, tra i quali lo stesso ministro Delrio e i ministri protempore che hanno governato dal momento dell’assegnazione dell’appalto in poi, assieme al dirigente responsabile della concessione della gara di appalto (RUP), all’ex assessore dei trasporti Mario Loizzo (che ha siglato il contratto), all’amministratore delegato di Ferrotranviaria S.P.A. Enrico Maria Pasquini e forse molti altri sui quali si attende che la magistratura indaghi.

E, come minimo, speriamo che si faccia anche una verifica della sicurezza su tutti i treni che viaggiano su binario unico in Italia, perché siamo ancora in tempo per evitare un incidente simile e magari, una volta tanto, non sarebbe male che le teste rotolino giù dall’alto, invece di cadere sempre dalle spalle dei più deboli.

 

Comunicato stampa di Graziano Delrio

Contratto di appalto Regione Puglia – Ferrotranviaria S.p.A.

4 commenti

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    • non poteva rispondere, avrebbe evidenziato e toccato un sistema speculatorio consolidato descritto sinteticamente nel commento 2.

  • non mi riferisco al caso in oggetto che non conosco.

    I ritardi per l’assegnazione degli appalti sono prassi consolidata in Italia, si strumentalizza la farraginosità della burocrazia per indirizzare gli esisti verso quella ditta esecutrice delle opere e un dato gruppo di professionisti progettisti, gli stessi poi gireranno sotto forma di contributo spontaneo del denaro nelle rispettive Fondazioni del partito di riferimento o direttamente del politico di turno.

    Questo è quanto succede e produce la corruzione etica e morale che rende l’Italia debole e moribonda.

    Le così dette “stazioni appaltatrici” sono formate da un apparato politico amministrativo e settore tecnico-scientifico (comuni province regioni) che istruiscono l’iter burocratico che va dagli atti deliberativi di Consiglio o Giunta ai documenti tecnici relativi al progetto dell’opera pubblica, e fin qui le procedure e documenti sono verificabili da tutti se corretti o meno, poi misteriosamente nella fase successiva nell’assegnazione dei lavori con gare d’appalto le procedure si complicano, a partire dai requisiti necessari per gareggiare, alla complessità della documentazione allegata al progetto che giustifica la spesa mediante relazioni tecniche, computi metrici estimativi, capitolati d’appalto ed altro studiati ad hoc per vincere una gara taroccata fin dall’inizio.

    Queste modalità criminali vengono applicate in tutti i settori pubblici dove necessitano secondo legge gare d’appalto per opere pubbliche, forniture di beni e servizi.

    Eccovi servita la crisi economica italiana, altro che €uro BCE MES e disposizioni UE che indubbiamente danneggiano l’Italia, ma che da par sua essendo già malata marcia internamente non ha gli anticorpi per difendersi.

  • aggiungo dopo aver letto il nuovo codice degli appalti che ha cambiato parte delle procedure, purtroppo il risultato non cambierà, in quella logica di cui sopra sarebbe stato da sciocchi modificare le procedure per darsi la zappa sui piedi.

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