CHI VI FILTRA LA RETE SOTTO AL NASO? Web e manipolazione delle masse.

di Valerio Lo Monaco

Una delle più grandi promesse di internet, relativamente alle possibilità di espressione e alla capacità di poter raggiungere potenzialmente milioni di persone – oggi possiamo dirlo – è stata tradita. Il tradimento è duplice, perché intanto non è affatto vero che chiunque pubblichi un contenuto qualsiasi (che si tratti di informazione, di intrattenimento oppure di un semplice messaggio), sia in grado di accedere alle grandi platee tanto quanto lo sono altri. E poi perché alcuni contenuti sono “più contenuti” di altri. C’è infatti qualcuno che questi contenuti li filtra e che può farlo grazie alla sua posizione dominante, in forza della quale può arrogarsi il diritto di decidere quali siano i messaggi degni di essere diffusi e quali invece vadano ignorati, se non proprio rimossi dal web Questo ruolo, una volta, spettava agli editori, dai quali ogni autore doveva passare per pubblicare qualunque cosa, perché i macchinari e le strutture necessarie a pubblicare, su qualsiasi formato, erano molto costosi, ed erano dunque esclusivo appannaggio di chi aveva ingenti disponibilità economiche. Il tema è pertanto quello della disintermediazione, e in particolare della disintermediazione del web, che avrebbe consentito a chiunque, – questa la promessa – di disporre di tecnologie utili a produrre e diffondere da sé qualunque cosa avesse deciso di pubblicare.

Grande rivoluzione, dunque. Basta colli di bottiglia! Basta lobby dell’editoria! Basta lobby dell’industria discografica! Nessuno da convincere per dare fiato alla propria voce! Peccato che si tratti, appunto di una rivoluzione tradita. E a tradirla sono stati proprio quei nuovi soggetti che, praticamente in regime di monopolio, non hanno fatto altro che sostituirsi agli editori e ai grandi gruppi di una volta, accaparrandosi tutte le potenzialità del settore, disinnescando la “minaccia rivoluzionaria”.

Qualche tempo addietro, in un video pubblicato da Claudio Messora su questo blog, avevo pubblicato qualche breve riflessione in merito (“Tutti i rischi di Google, Facebook e dei Social Network“) ed erano state sollevate obiezioni di carattere tecnico francamente molto ingenue, con una arroganza mascherata da finta ironia. Mentre il tema non ha carattere tecnico, ma antropologico e sociologico.  È una questione di importanza fondamentale e non consente nessuna ironia. Sempre che ne si capisca la portata nel tema generale dell’informazione e del suo controllo.

Google e Facebook, e gli altri motori di ricerca, sono in grado di manipolare le masse che li utilizzano? O meglio: i risultati che appaiono in pagina dopo aver digitato una richiesta sul motore di ricerca più utilizzato, e nel caso di Facebook gli articoli che compaiono quando vi accediamo, come sono scelti? Con quali criteri? E soprattutto: sono uguali per tutti oppure si differenziano da caso a caso?

Provo a dare una risposta in questo video (lo trovate in cima al post). E per chi vuole, ho pubblicato su Amazon “WEB e manipolazione delle MASSE: Come Social e Motori di ricerca alterano la percezione cognitiva“.

 

Guarda lo scorso video:

TUTTI I RISCHI DI GOOGLE, FACEBOOK E DEI SOCIAL NETWORK

9 commenti

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  • la libertà non esiste, non è mai esistita e mai esisterà, ci sarà sempre un sistema controllato che dovrà garantire una libertà concordata mediante regole, sembra paradossale ma sono le regole che attuano la libertà personale e collettiva, senza ci sarebbe il caos… che stiamo vivendo.
    Il problema verterà su chi farà e applicherà le regole, non esiste nulla in natura che non sia regolato, quindi chi pensa che la libertà sia “faccio quello che mi pare e piace” non ha coscienza di se stesso e del mondo che lo circonda.
    Altro aspetto è non confondere la libertà con il liberismo che il sistema del business propina senza limiti in tutte le sue forme devastanti, ecco la necessità di porre e imporre regole.

  • caro claudio a tal proposito suggerisco a te e a chi leggera questo articolo di guardare e diffondere un documentario che trovi anche su you tube il cui titolo è terms and conditions may apply . è inquietante !

  • Interessantissimo, non basta mai pensare per ragionare e capire. Mi chiedo in quanti l’abbiamo ascoltato tutto? In troppi pensiamo di saperlo già, di essere immuni, non è così. Questo video svolge un operazione di prevenzione, quasi un “richiamino” come per i vaccini. Forse a molti invasati M5S farebbe comodo ascoltarlo con attenzione.

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