Claudio Borghi: la grande cazzata del debito pubblico

Hanno deciso che dobbiamo morire, e troviamo consolazione nella libera scelta del modo in cui ci dovremmo suicidare? Uno scatenato Claudio Borghi, a Rapallo, mette in luce tutte le contraddizioni, le ipocrisie e le menzogne della narrazione del debito pubblico descritto come ineluttabile cappio stretto intorno al collo, ma che in realtà non è altro che un metodo di governo attraverso il quale decimare le risorse di un popolo stremato, giunto perfino a ritenere che uno Stato sovrano, che eroga servizi ai suoi cittadini e che gestisce il servizio della moneta in autonomia, in dipendenza dai soli bisogni dell’economia reale, sia un’utopia cui non si può aspirare.<!–more–>

È necessario districarsi tra foreste intricate di tabù e complesse mitologie create ad hoc, per riuscire a intravedere lo spiraglio di luce che conduce alla libertà dal falso ideologico del debito pubblico.

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