Si può ancora fare, Dario. Possiamo ancora farlo!

Questo video lo registrai personalmente il 19 febbraio 2013 in piazza del Duomo, a Milano. Beppe Grillo e Dario Fo, insieme su un palco. Grillo racconta di come Repubblica rifiutò di pubblicare la recensione del libro di un Premio Nobel, solo perché l’aveva scritta insieme a lui. Poi Dario prende la parola, e dice:

Mi sembre di essere tornati indietro di molti anni, alla fine della guerra, l’ultima guerra mondiale. Ci fu una festa come questa, e c’era tanta gente come siete voi, felici, pieni di gioia. Non dico speranza – la speranza lasciamola a parte – di certezza! Che si sarebbe rovesciato tutto… e non ci siamo riusciti!“.

E poi l’urlo, che a risentirlo ancora adesso fa venire il groppo in gola: “Fatelo voi, per favore! Fatelo voi! Ribaltate tutto, per favore!“.

Vien il magone a sapere di averci provato, e con tutte le forze, ma non esserci ancora riusciti. Certo, non è che sia un’impresa facile, quella che ci avevi chiesto, ma in qualunque modo uno ci abbia provato, sente sempre di non avere fatto abbastanza. Sente sempre di essere un uomo piccolo piccolo davanti alle lezioni di un gigante. Si guarda indietro e sente di avere lasciato che i grandi sogni, i grandi ideali, venissero contaminati dalle piccole miserie umane che sempre li accompagnano.

Però c’è ancora tempo, sai Dario? Qualcuno disse che non è mai finita, finché non è finita. E io ci credo profondamente. Credo che non bisogna mai smettere di lottare, né quando si è vinto tutto, né quando si è perso tutto. Hai urlato disperatamente “Fatelo voi!“. Si può ancora fare, Dario. C’è un tempo che va da qui all’eternità in cui si può ancora fare, e la tua scomparsa è stato l’ultimo urlo che hai lasciato per incitare questo popolo a guardarsi allo specchio e ad amarsi finalmente un po’.

Salutami Gianroberto, e vedete se riuscite a mandarci, tutti e due, un’indicazione, una mappa, o semplicemente un abbraccio, perché ne abbiamo tanto bisogno. Tutti.

8 commenti

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  • ciao byoblu mi piace molto quello che fai e ti ringrazio di renderci partecipi alla tua disclosure informativa. ascolta giusto per informazione io leggo e vedo tutto mi rimase impresso un video su utube su fo, che ci sono rimasta male…anche perche venne a farci una lezione all accademia e va be come nobel…quanti nobelcriminali ci sono oramai non meraviglia piu ok te lo mando e ti saluto …sempre in gamba vai cosi byoblu ciao 🙂 Antonella.
    https://www.youtube.com/watch?v=hyXvTPBUPBQ

    • ancora col fascismo e il comunismo siamo… cento anni dopo… Non ne usciremo mai. Mettete la freccia e superate! 🙂
      p.s. il video in questione si trova su un canale decisamente di parte. Probabilmente se Fo fosse ancora vivo, ti darebbe una visione diversa.

      • Io stimo moltissimo Fo e la sua adesione al progetto politico del M5S ha rafforzato la mia stima, tuttavia, a onor del vero, c’è da dire che le sue “giustificazioni’ riguardo alla partecipazione (come volontario) nelle file dell’esercito di Salo’ sono un po’ tirate per i capelli e poco credibili….io credo che Fo fosse rimasto prigioniero della sua immagine pubblica e non intendesse offuscare questa immagine, d’altra parte all’epoca dei fatti era giovanissimo e chi di noi non ha mai preso cantonate da ragazzino?… Quanto all’onestà intellettuale, nessuno è perfetto, neanche il grande Fo.

      • Un intervento molto conosciuto fu quello in favore degli autori della strage conosciuta come il Rogo di Primavalle, in cui Soccorso Rosso sostenne l’innocenza degli autori dell’incendio della casa di un militante dell’MSI (fatto che causò la morte di due dei suoi figli). La battaglia innocentista di Soccorso Rosso fu uno dei fattori che portò all’assoluzione in primo grado degli autori, poi condannati definitivamente in secondo grado, quando ormai erano scappati all’estero.
        Nel 1976 SRM pubblica, presso Feltrinelli, un libro dossier sulle Brigate Rosse fornendo un’interpretazione di sinistra militante delle loro azioni. L’attività di Soccorso Rosso Militante fu oggetto di indagini da parte della magistratura italiana con l’accusa di associazione sovversiva e sostegno al terrorismo.

    • Ho letto anche io adesso della questione del rogo e del presunto (nel senso che non ho verificato di persona) telegramma di sostegno di Franca Rame a uno dei fermati.
      Ho letto però questo presunto telegramma e ovviamente non si dice mai che hanno fatto bene a bruciare quella casa, ma si parla di sostegno (e si potrebbe intendere che la Rame non intendesse dire che bruciare una casa era una cosa giusta, ma che ritenesse che al fermato non fossero addebitabili i fatti ascritti, cosa che poi pare si evinse, cioè sulla vicenda gravavano molti punti oscuri).
      Ma al di là di questo, un dato che non viene mai citato è che un mese prima di tali fatti, Franca Rame venne violentata da tre fascisti in un parco, che la seviziarono, la stuprarono, la bruciarono con mozziconi di sigarette e la picchiarono. Questo fa ben intendere due cose: il clima di violenza e di scontro tra destra e sinistra nell’Italia di quel tempo, e il fatto che Franca Rame fosse comprensibilmente ancora molto sconvolta e piena di rabbia, quando scrisse quel telegramma (se lo scrisse).

      Di più non so (e la violenza non si scusa mai). Faccio congetture. E tutti quelli che non c’erano o che non sono a conoscenza dei fatti di prima mano, dovrebbero limitarsi a questo: fare congetture.

  • una guida , un uomo che destandosi dai sogni insegna che fare i maestri è una strada difficile., che essere veri èla strada giusta del divenire.

  • mi è sempre più difficile capire quale sia il fine ultimo nel raccontare retroscena e storie più o meno veritiere di personaggi pubblici ultranovantenni che non hanno avuto nessun peso politico o responsabilità governative nell’Italia del dopoguerra, Fò è uno di questi uomini come Albertazzi che a modo loro hanno descritto artisticamente con una personale visione sociale e culturale la vita passata e odierna di noi italiani, a torto o ragione con un pensiero condivisibile o meno non hanno inciso nella vita politica non avendo ruoli istituzionali e partitici, come ad esempio ha fatto l’ex P.d.R. Napolitano che dal 1953 siede nelle istituzioni della Stato incidendo ancora oggi profondamente nella vita di tutti i cittadini italiani nolenti o volenti.
    Additare persone scomparse all’età di 90 anni sottolineando fatti e misfatti risalenti agli anni 30 come fossero degli inverecondi criminali di guerra è un operazione meschina, dimenticando che all’epoca questi personaggi erano ragazzini appena 17enni, che per senso di appartenenza e patriottismo credevano in un ideologia giusta o sbagliata si arruolavano per una guerra già persa rischiando la propria vita, sapendo di toglierla ad altri.
    In guerra non esistono colpevoli né innocenti, né ragioni o torti, vincitori e vinti sono compartecipi della stessa immane tragedia, forse Dario Fò e Giorgio Albertazzi erano ciò che mostravano nella vita e dimostravano in teatro a causa di quelle terribili esperienze di vita vissuta in prima persona.

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