Ce lo chiede Beppe

Ce lo chiede Beppe

Quindi, ricapitolando, il “collegio dei probiviri” di un movimento di democrazia diretta come il M5S è composto da tre nomi fatti per intero dal capo politico, senza che la “rete” possa nominarli non dico tutti, ma almeno un paio o anche uno solo. Peggio del direttorio dove almeno un nome lo lasciavano decidere alla base. Un “prendere o lasciare” che ricorda “Volete libero Gesù o Barabba?” e che sappiamo bene a quale esito porta.

Devo essere per forza pagato dal PD per dire che continuo a rimpiangere i tempi in cui tutti i nomi si facevano in rete, come accadde per l’elezione del Presidente della Repubblica pensata e voluta da Gianroberto Casaleggio, e poi i più votati entravano in nomination? Che differenza c’è tra un movimento in cui i vertici propongono tre nomi da approvare con plebiscito, rispetto a un partito che piazza lì le sue segreterie fatte di nominati? Scegliere e deliberare in rete è diverso dall’avere la libertà residuale di scegliere unicamente “se ratificare decisioni già prese”. Questo secondo modo ricorda tanto come i Parlamenti hanno ratificato tutti i trattati internazionali che hanno costruito l’UE e smantellato i diritti dei cittadini, senza chiedere, con un prendere o lasciare che ovviamente doveva essere “prendere”, perché “ce lo chiedeva l’Europa”. Ecco, qui è “Ce lo chiede Beppe“, ma la sostanza è la stessa.

 
Democrazia diretta era quella così come pensata da Casaleggio, dove i nomi si facevano in rete, i candidati proposti dal basso si presentavano e descrivevano i motivi per cui volevano ricoprire quel ruolo, e tutti gli iscritti sceglievano. Questa, invece, messa così sembra più la democrazia del “se vi va bene è così, altrimenti andatevene affa…”.

9 commenti

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  • Hai ragione al 100% questo M5S sembra quasi una parodia.
    Di base è un partito politico come gli altri dove la base, che si fa un gran mazzo, non conta nulla.

    L’idea del M5S era grandiosa, ma dopo qualche mese dall’entrata in Parlamento tutto è cambiato… in peggio.

    Non condividi qualcosa? Sei del PD quindi fuori a calci in c…

    Vogliamo poi parlare del discorso Di Maio-Trilaterale? Del gigantesco passo indietro dopo la Brexit?

    Per me o cambiano subito (e basterebbe tornare alle origini) o sono come tutti gli altri.

  • 3 nomi sono sufficienti, l’importante che svolgano bene la funzione di probiviri sono persone che, per particolare autorità morale, sono investite di poteri giudicanti e arbitrali, sugli eventuali contrasti interni, sui rapporti con altri enti e simili.

    La pretesa che per ogni piccola o insignificante scelta si debba passare per le votazioni on-line mi sembra esagerata e demagogica.

    • Ah ecco ‘sta democrazia, e Monti a Camerano gli ha rinfacciato un “eccesso” di democrazia, ahh u capisciti cumpari?
      Movimento di Cia&Mossad che dire ancora? Ammuina o come dice Federico Dezzani blog, l’ultima cartuccia de ‘o Sistemm’ con faccino pulitino pulitino del doroteo Di Majo ridens!

  • Il M5S rischia di diventare una enorme opportunità sprecata. La prima forza politica italiana che poteva rivoluzionare pacificamente il paese non è riuscita a costruire una linea politica da seguire. Mi sembrava che Sovranità Monetaria, Fuori dall’Euro, Fuori dall’Europa, Modello Economico Keynesiano, insieme a Fonti Rinnovabili, Acqua Pubblica, Rifiuti Zero… fossero le parole d’ordine del Movimento. E invece? Oggi euro ed Europa non sono in discussione, la sovranità monetaria rimane alla BCE, “i mercati possono stare tranquilli perché il M5S non farà nessuna rivoluzione” (parole di Grillo). Un Fronte comune fra tutte le forze politiche anti euro, anti Europa e contro il Libero Mercato cambierebbe la sorte del nostro paese, ci farebbe uscire dalla crisi e farebbe rinascere l’Italia. Per fare tutto ciò il M5S deve diventare un vero partito, avere una linea politica ed economica ben precisa. Altrimenti si scioglierà come neve al sole e i suoi voti si sposteranno altrove. L’Italia e gli Italiani non hanno più tempo da perdere. O si cambia adesso, subito, per davvero… oppure il cambiamento lo faranno Salvini, la Meloni, Fassina, La Torre, Galloni, Rinaldi, Borghi, Bagnai…..

  • Col metodo Casaleggio usci’ fuori il nome di Prodi….
    Certamente la democrazia diretta attraverso la rete è la meta da perseguire, ma occorre una cittadinanza disintossicata dalle partigianerie e dalle tifoserie destra sinistra, altrimenti esce fuori il nome di Prodi…frutto dei vecchi schemi da tifoseria calcistica…televisiva! E allora, se l’intelligenza collettiva della rete è ancora troppo acerba, è meglio che decida il capo politico.

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