Governo Gentiloni: cambiare tutto per cambiare in peggio.

La conferenza stampa di Paolo Gentiloni dopo l’incarico ricevuto da Mattarella ad esplorare la formazione un nuovo Governo. Nuovo Governo che, secondo lo stesso Gentiloni, si muoverà in continuità con il Governo precedente e con la stessa maggioranza. Un renziano al posto di Renzi. Come dice il Movimento 5 Stelle, un Governo Avatar. Un Governo che dovrà occuparsi in via prioritaria dei temi afferenti all’economia tra i quali (Gentiloni non lo dice, ma è chiaro) la questione MPS. Questione che dopo l’affondamento ad orologeria ad opera della Banca Centrale Europea che ha negato inspiegabilmente una proroga di un mese sui tempi per cercare una ricapitalizzazione tra gli investitori, sarà da cercarsi in un salvataggio pubblico da attuarsi per decreto. Un decreto che tutti sanno essere già pronto, e che potrebbe riguardare una somma di 15 miliardi da destinare complessivamente a tutto il sistema banche e ai “non performing loans” (i crediti in sofferenza). Quello che non viene detto è che – con tutta probabilità – per ottenere questi 15 miliardi, il decreto chiederà aiuto all’Europa e ai fondi dell’ESM, il Fondo Salva Stati. Il che significherà (e questo non è ancora chiaro a nessuno) il commissariamento del Paese e l’inattivazione di qualunque altro Governo, eletto o non eletto dal popolo, che dovesse venire in futuro.

E nessuno, neppure tra i Cinque Stelle, al momento sembra averlo messo bene a fuoco. Serve dirlo con chiarezza e fare la dovuta pressione perché questo non accada. È necessario chiedere immediatamente e con insistenza che il decreto salva banche non si rivolga all’ESM, spiegando bene all’opinione pubblica che questo significherebbe ribaltare l’esito referendario che ha detto un chiaro e secco no a un Parlamento più asservito all’Unione Europea e alle necessità delle grandi banche d’affari, e un sì alla conservazione della forma repubblicana parlamentare autonoma e sovrana, garantita per l’appunto dal bicameralismo perfetto e proprio dalle diverse composizioni di maggioranza tra Camera e Senato.

Che senso avrebbe andare ad elezioni una volta che il ministero dell’Economia venisse infatti imbrigliato dalle condizionalità obbligatorie discendenti dalla richiesta di un aiuto al Fondo Salva Stati? Nessuno. Qualunque governo andrebbe avanti con il pilota automatico e avrebbe un valido alibi per alzare le spalle e dare la colpa a qualcun altro della sua impossibilità a spostare una pianta. E sarebbe così per anni e anni a venire.

Lo volete dire o no, subito, adesso, gridandolo forte e chiaro a tutti?

1 commento

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  • Allo stato dei fatti gli unici che possono contrastare tutto ciò sono quelli delle opposizioni, ma il vero problema è capire fin dove vogliono e possono arrivare. Lì le interpetrazioni si fanno nebulose, c’è un diluvio di si, ma però, vedremo. Da capire se questo atteggiamento è frutto di ponderatezza , paura o furbizia. ma i tempi stringono e questi signori, volenti o nolenti, devono uscire allo scoperto e farci capire le loro intenzioni

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