Cina, la pacchia è finita? Il governo mette un freno

Stop ad investimenti folli ed ingresso spropositato di stranieri nel campionato.

Cina - La pacchia è finita

Sono ben lontani i tempi in cui la Cina, con tutto il rispetto, potevano al massimo permettersi ed attrarre giocatori nella fase calante della loro carriera come Diamanti e Gilardino. I due fecero dopo appena 6 mesi ritorno in Italia, nostalgia forte del calcio che conta e la consapevolezza di quanto i soldi non siano tutto, specie a fronte di un campionato così mediocre. Nel frattempo le cose però sono cambiate drasticamente, con un livello generale del calcio cinese cresciuto in modo esponenziale nelle ultime due stagioni. Oggi il fenomeno ha raggiunto forse l’apice delle sue possibilità, l’ultimo e chissà se mai raggiungibile step è quello di portare in Cina i top player d’Europa nel pieno della loro carriera.

E’comunque cambiato decisamente il roster di giocatori acquistati dai club asiatici nell’ultimo biennio. Nella stagione 2015/16 hanno cambiato continente giocatori importanti e nel pieno della loro maturità, ma in una fase anagrafica o sportiva della loro carriera non così florida. Rappresentava però in quel dato momento storico il segnale che qualcosa stava cambiando, come poi infatti avverrà: in quella stagione sarebbero arrivati in Cina Jackson Martinez e Paulinho al Guangzhou per rispettivamente 42 e 14 milioni di euro. Lo Shanghai Greenland accoglieva l’ex Inter Guarin e Demba Ba entrambi per 13 milioni, l’Hebei Gervinho per 18 e soprattutto lo Jiangsu del gruppo Suning, oggi proprietari dell’Inter, portava in Cina gente del calibro di Alex Texeira e Ramires per 50 e 28 milioni.

Calciatori ingaggi

Uno schiaffo economico, sportivo e morale alla Mls che dall’altra parte del mondo fatica enormemente a far crescere il movimento calcistico nazionale importando negli Usa, tranne rare eccezioni come Giovinco, vecchie glorie sul viale del tramonto come Kakà, Gerrard, Drogba o Villa. L’ultima sessione di mercato ha sancito la vera esplosione del potere economico cinese nel calciomercato del Vecchio Continente, tanto da render necessario l’intervento del governo per dar un freno all’andazzo recente. L’intento politico è infatti quello di avere una Nazionale in grado di competere degnamente ai Mondiali, magari proprio in Cina, del 2026. Per questo oggi nelle scuole cinesi è d’obbligo la presenza del calcio quale disciplina sportiva: le nuove norme porteranno i club cinesi a non avere in rosa oltre 5 stranieri, ma la Safe (State administration of foreign exchange) ha prontamente smentito tramite ufficio stampa la notizia, anzi incoraggiando nuovi investimenti da parte dei club del Paese.

L’arrivo di Oscar, Witsel e Tevez sono solo gli ultimi fuoriclasse in ordine di tempo ad aver scelto la Cina. Emblematico soprattutto il trasferimento del brasiliano, che a soli 25 anni ed in forza al Chelsea rappresenta forse il primo vero caso di grande talento nel pieno della propria attività ed appartenente ad un club importante che sceglie i soldi alla carriera. Per arrivare ai grandissimi la strada sembra però lunga, non sono un mistero i 100 milioni annui offerti a Cristiano Ronaldo.

Nessuno è al sicuro, anche i club italiani e i tifosi tremano, l’ultimo caso più chiacchierato è legato al nome di Kalinic, che interessa e non poco al club allenato da Fabio Cannavaro. La clausola di 50 milioni di euro non può spaventare, la palla passa all’ultimo carnefice in campionato della Juventus.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza del lettore. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo accettato l'utilizzo dei cookie. Leggi tutto ...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi