L’onda gigantesca dell’informazione alternativa.

L'Onda gigantesca dell'informazione alternativa

di Marcello Foa

Quanto sta avvenendo in queste ore a Claudio Messora, autore del blog ByoBlu, è grave. Google AdSense gli ha comunicato l’interruzione immediata e irrevocabile del proprio servizio. Cos’è Google AdSense? Semplifico al massimo per i non addetti ai lavori: è la pubblicazione automatica di inserzioni pubblicitarie che garantisce un introito a chiunque sia disposto ad ospitarle. Più traffico, più pubblicità: gli importi sono minimi ma servono a garantire un po’ di redditività sia ai singoli utenti sia ai gruppi editoriali, che a loro volta ne fanno uso.

Claudio Messora, qualche ora fa, ha annunciato di aver ricevuto un’email da Google in cui viene accusato di aver pubblicato una “fake news” e in cui si annuncia la cancellazione immediata e non contestabile di AdSense. Naturalmente Google non dice a quale titolo si arroghi il diritto di discriminare tra notizie false e vere. E sapete qual è la “fake news” imputata a ByoBlu? Il filmato di un intervento dell’onorevole Lupi tratto dal sito della Camera dei deputati italiani e pubblicato senza commenti sul blog!

Voi direte? Messora scherza e Foa ci è cascato. Niente affatto: tutto vero! L’arbitrarietà della decisione di Google è scandalosa ma non sorprendente. I blog, i siti alternativi e i social media hanno svolto un ruolo decisivo nelle campagne referendarie sulla Brexit nel Regno Unito e sulla riforma costituzionale in Italia; e soprattutto alle presidenziali statunitensi contribuendo alla vittoria di Trump.

Come ebbi modo di spiegare qualche mese fa, l’influenza della cosiddetta informazione alternativa ha assunto proporzioni straordinarie, approfittando della disillusione popolare nei confronti di troppe grandi testate tradizionali, che col passare degli anni hanno perso la capacità interpretare le necessità di una società in continua evoluzione, ammansendo il proprio ruolo di cane da guardia della democrazia, per eccessiva vicinanza al governo e alle istituzioni. Non tutte le testate, sia chiaro e non in tutti i Paesi: ma in misura tale da generare una frattura fra sé e il pubblico, come dimostra il fatto che la grande maggioranza dei media inglesi era favorevole al Remain e che la totalità dei media sosteneva Hillary ed è stata incapace di prevedere la vittoria di Trump .

Un’onda si è alzata e spinge milioni di lettori a cercare fonti alternative sul web; alcune di qualità, altre meno, alcune credibili altre no, come peraltro è naturale e legittimo in democrazia. Un’onda che l’establishment, soprattutto quello anglosassone, che è il più influente nella nostra epoca, ora cerca di fermare. E nel peggiore dei modi. La crociata avviata negli Usa e in Gran Bretagna contro “fake news” e “post-verità” è chiaramente strumentale ed è stata solertemente recepita in Europa (la risoluzione approvata dal Parlamento Ue contro la propaganda russa rientra in questa corrente) e in alcuni Paesi europei tra cui l’Italia, dove il presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini recentemente ha annunciato l’avvio di una campagna contro le bufale sul web.

Annunci che sono serviti a preparare l’opinione pubblica. Ora si passa dalle minacce ai fatti, attraverso i due Grandi Fratelli del web. Facebook, che ha già cominciato a segnalare come “pericolosi” alcuni blog (ad esempio, ma non è l’unico, quello di Maurizio Blondet), e Google che toglie ai siti anticonformisti la possibilità di finanziarsi, prendendo a pretesto , con sprezzo del ridicolo, proprio un post in cui viene diffuso un frammento di un dibattito del Parlamento presieduto dalla stessa Boldrini, quanto di più innocente e di ovvio ci sia in democrazia.

Resta il fatto che Google si arroga il diritto di giudicare e di censurare un sito libero. Per ora solo finanziariamente, domani, chissà. Vi invito a guardare questo video di Messora. Sono sei minuti di ottimo giornalismo. Giudicate voi.

Io esprimo a Claudio Messora tutta la mia solidarietà. E la mia indignazione. E’ in pericolo la libertà di pensiero e di espressione.

Articolo pubblicato sul blog di Marcello Foa: “Attenti, arriva la censura: Google punisce il blog di Messora!“.

16 commenti

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  • Io dico che se si vuole andare “contro” bisogna smetterla di piangere quando il nemico ti esclude dalla lista degli invitati. Bisognerebbe piuttosto opporre un netto rifiuto, e mostrarsi anche sdegnati, qualora ti invitassero.

  • Claudio, mi dispiace immensamente, ma siamo ben oltre la frutta, in un tragico pasto nel quale la nostra vituperata democrazia è stata fagocitata, digerita e trasmutata in indegni escrementi da ristrettissimi gruppi di potere, raccoltisi come insaziabili falene attorno al falò di enormi interessi finanziari.
    E così, “1984” del mai abbastanza compianto George Orwell, torna ad essere sempre più attuale.
    Sei stato Grande ed ancora mi chiedo come tu, praticamente da solo, sia stato capace di diffondere così tante preziosissime informazioni.
    In tutto questo, credo però che sussistano i presupposti per far causa a GOOGLE. Certo, si tratterebbe di un percorso decisamente in salita, di costo e soprattutto di durata indeterminabili, ma allo stato attuale non vedo altre strade.
    E noi, in quanto riconoscenti fruitori dei tuoi dignitosissimi servizi, oltre ad incoraggiarti, potremmo magari contribuire con un piccolo aiuto economico. Una goccia nel mare, ma è quello che – se non mi si blocca la carta prepagata – mi accingo a fare adesso.
    Saluti da un “amico”,
    Nicola Mosti

  • come reagire ?

    Fare il tam tam…nazionale ed estero..e reagire con uno sciopero particolare. Invece che so..scendere in piazza…fare lo “sciopero dell’web” : che so oraganizzare uno sciopero di internet…fare il tam tam con le date…e da quel momento non navigare ..per che so 3 gg o + o una settimana o un mese.

    Voglio vedere cosa fanno quando di botto milioni di persone non navigano più…per tot tempo…è una cosa che mi viene in mente al momento…ma secondo me modi incisivi e pacifici di ritorsione se ne possono elaborare tanti…: uno è questo. Loro ci impediscono di esprimerci liberalmente…e noi non navighiamo …voglio vedere quando vedono che mancano di botto milioni di accessi.,,per protesta.

    • questa forma di protesta si puo organizzare anche con un tam tam internazionale…visto che vogliono far la censura ovunque.
      Bellissimo : mancano che so 50 milioni di accessi per 2 settimane….qualcosa succederà…

      • le lotte di Donald Trump contro le vere fake news….cioè quelle della CNN

        http://www.ilgiornale.it/news/mondo/trump-punisce-cnn-no-rappresentanti-negli-show-rete-1358179.html

        evidenzio questa frase:

        —->>>”Una totale caccia alle streghe”, aveva risposto Trump, criticando anche la Cnn, che non aveva pubblicato il documento, ma ne aveva comunque parlato. E ora la Casa Bianca, sostiene Politico, starebbe impedendo alla rete l’accesso “diretto” all’amministrazione, rifiutandosi di inviare portavoce o rappreentanti negli show del canale.

        dico: anche noi “piccoli” dobbiamo assolutamente trovare modi pacifici di rappresaglia….quello dello sciopero da web potrebbe essere un idea.

      • Uhmm siete ottimisti, milioni di persone non riescono a stare 5 minuti senza internet, vedi facebook, instagram e sciocchezze simili, tutta la mia solidarieta’ a Claudio, ma la vedo dura, strano che il M5S non dica nulla…..un silenzio molto sospetto!

      • ma la vedo dura, strano che il M5S non dica nulla…..un silenzio molto sospetto (GIANNI )

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        Se questa facenda delle “fake news ” va avanti …e la censura diventa incisiva e pervasiva….(come credo che abbiano intenzioni di fare: negli Stati Uniti vorrebbero fa chiudere grosse realtà alternative …perché hanno appoggiato Trump: vedi infowors.com di Alex Jones oppure Braibard…o Drudgereport (tutte realtà di internet alternative ..che hanno appoggiato fortemente Trump…) ..dicevo se vanno avanti ed incominciano a far chiudere molti blog …e se la facenda viene presa da realtà politiche (es M5s in Italia ) …io invece credo che ci sarà adesione .

        Esempio: prima un bel dibattito …perché se ne parli ..annesso a protesta…poi che so il M5s come grossa entità politica ..proclama pubblicamente uno sciopero dell’web—->> io sono convinta che aderirebbero qualche milione di persone…la cosa farebbe notizia..e potrebbe allargarsi come metodo di lotta. Anche perché altre forme di ritorsione non ce ne sono. E’ questa è incisiva…come dire: o ci date la libertà nel web…o tenetevelo.

    • I stessi Google e Facebook fanno i soldi con gli utenti, quindi la rivalsa è altrettanto semplice, si toglie google dal browser come motore di ricerca predefinito e come pagina iniziale, per facebook vale la stessa cosa, ovvero ti cancelli e non hai più modo di frequentarlo, se ti servono gli amici o confrontarti con qualcuno scendi per strada. Non mi sembra difficile abbatere chi sostiene il sistema, visto che anche loro per vivere hanno bisogno di tutti noi.

      • Non mi sembra difficile abbatere chi sostiene il sistema, visto che anche loro per vivere hanno bisogno di tutti noi.(navigatorecurioso )

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        esatto: colpirli con la stessa loro arma….mi neghi la libertà? ed io rinuncio allo strumento web ….sino a quando non ti ripensi…(ma deve essere legato ad una protesta veicolata politicamente e argomentata politicamente …se un entità politica la propone e sbandiera come mezzo di lotta/ritorsione…le adesioni ci saranno )

  • Lo spettacolo offerto dai media mainstream è ormai così desolante che ognuno di noi è costretto a diventare redattore e cronista di sè stesso, andando a cercare la verità sul web, lontano dai giornali e dai network. Ma, di fatto ,vorrebbero toglierci anche questa possibilità. Mai come in questo periodo la libertà di informazione è in pericolo.

  • Mi dispiace davvero per Claudio (e per noi) perché questo è davvero un colpo sotto la cintura ma è anche un piccolo autogoal (da parte loro) perché all’osservatore intelligente non sfugge che se questo è accaduto evidentemente è perché Claudio diffonde verità che qualcuno vuole siano taciute. La mia stima verso Claudio è enorme..se puoi tieni duro fratello speriamo di vedere l’alba ma in ogni caso non avremo ceduto le armi senza combattere

    • Ottima idea Vincenzo,
      se togliessimo le fake news dai tg di regime, i notiziari durerebbero non più di qualche secondo, a meno che non decidessero di cominciare a dire anche la verità!

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