Tu vieni dal ventre di una donna: ricordalo!

Festa della Donna - Anche tu sei stato qui dentro

L’uomo e la donna: una cosa sola

Il primo libro della Bibbia, la Genesi, ai versetti 27 e 28 recita: “Iddio creò l’uomo a sua immagine … lo creò maschio e femmina … li benedisse e disse loro «Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo …»“. Anche nella filosofia cinese, il concetto di yin e yang è rappresentato dal simbolo T’ai Chi T’u, l’unione dei due principi in opposizione. Giorno e notte, caldo e freddo, acqua e fuoco, terra e cielo, sole e luna… Allo stesso modo maschio e femmina, pur nelle loro specifiche diversità, si fondono per dare origine alla vita.

D’altra parte anche il termine donna, da “domina” (signora), in analogia con “dominus” (signore), hanno la stessa origine: “domus” (casa). La casa è il luogo nel quale, come la tana per gli animali o il nido per gli uccelli, si può allevare il risultato dell’unione tra maschio e femmina. È soltanto attraverso il seme piantato che la terra può dare i suoi frutti. Così anche l’uomo e la donna sono interdipendenti, hanno origine reciproca e l’uno non può esistere senza l’altra.

Eva e la costola di Adamo

Eppure, la vulgata è quella per cui Eva fu creata da una costola di Adamo: “Questa sarà chiamata donna, perché è stata tratta dall’uomo“, gettando così le basi per una vera e propria subalternità della donna rispetto all’uomo.

Rosa o celeste? Già prima di venire al mondo i generi vengono distinti: ma la loro definizione avviene solo con gli anni, quando è la natura a distinguere, non le convenzioni umane (maschili).  Invece, si vuole conoscere già nel grembo il sesso del futuro bimbo, con una curiosità quasi morbosa. “È per organizzare meglio il corredino“, si dice. Allora, al prossimo nascituro il corredino prepariamolo bianco, il colore della purezza. Tutt’al più, giallo, come il polline dei fiori che sbocciano in primavera.

Per secoli la donna ha subìto il dominio degli uomini e, anche se oggi in alcuni paesi occidentali cominciano a nascere movimenti che cercano di cambiare le cose, tale dominio continua. In alcuni posti del mondo anche con ferocia.

Il dono più grande, quello di creare la vita, diviene così per un’incomprensibile scherzo del destino quasi una macchia da pulire. Anche nelle società più evolute, le donne ancora faticano a raggiungere gli stessi stipendi, le stesse posizioni, la stessa considerazione e lo stesso potere degli uomini. E la maternità, anziché un rito da celebrare con sacralità e deferenza, diviene uno scomodo impiccio di cui liberarsi. Uomini nati da donne, che dopo essersi nutriti al loro seno, rinnegano le loro stesse madri. 

La giornata della donna, per lavare i sensi di colpa

Oggi si festeggia la giornata della donna, una festa che affonda le sue radici nel Congresso di Stoccarda dell’agosto 1907 e passa per l’8 marzo 1917, dove a San Pietroburgo le donne manifestarono per chiedere la fine della guerra. Ma dopo le dure battaglie degli anni ’70, dalla parità dei salari alla denuncia contro le violenze sessuali, oggi la festa della donna rischia di trasformarsi in una specie di “libera uscita“,  dove più che rivendicare gli stessi diritti degli uomini, le donne si accontentano di una serata in cui concedersi licenze che solitamente sono difficili da soddisfare. È la società della mercificazione globale che rende ogni cosa un prodotto da consumare. I ristoranti moltiplicano i posti a tavola, i locali assumono spogliarellisti, i venditori ambulanti infestano i semafori, le gioiellerie smerciano, i cinema e i teatri staccano biglietti, i motel a tema affittano tutte le camere… E poi, da domani, tutto come prima. Così non è più la festa della donna, ma l’esaltazione della sua strumentalizzazione. È la società di massa che trasforma il femminino sacro in un utero infiocchettato, con codice a barre e nastrino colorato, da pagare alla cassa. Perfino la mimosa fu scelta in quanto fiore di stagione, poco costoso.

Celebrando la donna, invece, si celebra la vita, il materno e la madre Terra che tutto contiene. Non sarebbe tutto questo forse meritevole di un rito ben più solenne e sacro, che uno squallido traffico di scatole di cioccolatini?

Saranno necessari secoli, e il susseguirsi di generazioni e generazioni, perché avvenga un cambio culturale che porti a una complementarità armoniosa e perfettamente integrata tra il maschile e il femminile, restituiti finalmente alla loro naturale parità. Nel frattempo, per favore, ricordatevi da dove venite. Forse non dal cielo e magari non da una vita precedente… Ma di sicuro, questo è certo: dal ventre di una donna.

3 commenti

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  • la favoletta della donna nata dalla costola di Adamo, se si riflette possiamo eliminarla a priori, in quanto non è la donna ad essere nata dalla costola ma semmai l’uomo, perchè è la donna che dà vita insieme all’uomo, nel suo grembo, e non viceversa, la donna e l’uomo, che in origine sono solo l’essenza ossia l’Anima, che prima di entrare nel corpo non ha sesso, il sesso li viene attribuito nella’unione del seme che viene nel concepimento, dell’atto sessuale, alla donna o al corpo è stato aggiunto non la costola ma , l’apparato per poter procreare, e dare vita nel suo grembo, quindi è stato dato un corpo conforme per accogliere la vita, se non ci fossero tante seghe mentali, le risposte verrebbero da se, perchè tutto quello che sembra così difficile è semplice, ma è l’uomo o gli scienziati che anni fa lo dissero chiaramente, se dessero le risposte logiche resterebbero senza lavoro, ma siamo noi persone che abbiamo un pò di lucidità mentale, o la mente aperta, per comprendere la realtà, Dio esiste e anche se non lo vediamo fisicamente è presente, lo è anche nella scintilla che scaturisce dal sentimento d’amore tra uomo e donna, se non ci fosse questo legame, forte che unisce l’uomo e la donna, proviamo a domandarci cosa saremmo o potremmo essere, la famiglia la donna è sacra, dovrebbe essere rispettata per aver scelto di essere donna, perchè per come è insultata e maltrattata nel mondo islamico, potrebbe rifiutarsi persino di esistere, e ti assicuro io che vivo in un mondo che può sembrare civile, ma mi accorgo che gli uomini veramente quelli che hanno nobiltà e rispetto per se stesso e la donna sono pochi, io ringrazio ogni volta che ne incontro uno anche se pur raramente, ma l’intelligenza è una conquista che va fatta giorno per giorno.

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