La mannaia sulla Mannoia

Fiorella Mannoia - gli scandali del Corriere della Sera - icona


Fiorella Mannoia
è un’artista che in passato si è segnalata spesso per la sua critica al sistema. Per questo, evidentemente, andava punita. Perché il sistema fa così: ti mette sul libro nero e poi usa i media come manganelli sulla tua credibilità.
Ma siccome la povera Fiorella non ha ancora fatto nulla di male, di cosa potevano mai accusarla? Di niente. E infatti sul Corriere della Sera pubblicano una lettera che è il “niente” assoluto. La notizia sarebbe che Fiorella Mannoia, all’uscita di un concerto, non avrebbe salutato i fan. Una cosa di cui si potrebbe accusare non solo tutti i cantanti dopo il 99% dei loro concerti, ma qualunque guest star ospite di palchi televisivi, o politici ospiti di accademie prestigiose che escono come sorci dal retro (ricordo Mario Draghi all’uscita della Sapienza che evitò la folla scappando frettolosamente).

Ma no.. il problema del Paese non è il sistema che l’ha affossato: è che la Mannoia non saluta i fan. Una lettera che, tra le tante che sicuramente il Corriere riceve, non si poteva non pubblicare, riguardando uno scandalo assoluto, un intollerabile sopruso, un fatto di una gravità inaudita da denunciare con forza dalle pagine del primo quotidiano nazionale. Una vera e propria “ingiustizia”, come la titolano loro stessi.

Fiorella… ma mandali affanculo.

Lo screenshot dell’incredibile lettera al Corriere.

9 commenti

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  • Una non notiza che si deve tacere, altrimenti si alimenta ed è quello che vogliono quei del Corrierone, Repubblica, il Sole24 (!!) Lucia Annunziata…’o sistemma de ‘o mainstream. Messora intelligenti pauca verba, e suvvia non si scende mai a livello di questo liquame “mondialista”. Mai.

  • Scusate il commento fuori tema, ma credo che occorra cominciare a discutere seriamente di questo fantomatico e inquietante progetto di “Europa a più velocità” che da alcune settimane occupa le pagine dei giornali e dei siti web. Io, da ingenuo, inizialmente pensavo che potesse trattarsi di una exit strategy per consentire ai paesi del sud di sganciarsi dall’euro senza troppi traumi, ma naturalmente nulla di tutto questo…innanzi tutto è scandaloso che dei dirigenti politici di primo livello continuino a parlare vagamente di “2 velocità” senza informare l’opinione pubblica di quello che cio’ significa in concreto, si resta nel vago, e naturalmente i media della Stampa e della TV restano pure loro ossequiosamente nel vago…dunque di che si tratta? L’idea, come al solito, parte dalla Germania, ed è una sostanziale risposta all’attaggiamento ostile di Trump verso la Nato e verso l’UE a trazione tedesca. La Germania vuole pararsi da questo pericoloso (per lei) attacco degli USA sfruttando il senso di inferiorità dei paesi periferici (Francia inclusa) per coinvolgerli in un avventuroso progetto di natura essenzialmente militare volto, di fatto, a sganciare i paesi dell’Europa continentale dall’alleanza con gli USA creando un Super mega esercito europeo, dotato, ovviamente di un arsenale nucleare. Tradotto in soldoni: la Germania vuole la bomba atomica! D’altra l’esperienza insegna che quando i politici parlano rimanendo nel vago, questo “vago” nasconde progetti di natura militare. E allora Perché lo chiamano “Europa a due velocità”? Semplice, questo nuovo mega esercito europeo, non puo’ avvicinarsi eccessivamente alla Russia, troppo rischioso, occorre dunque che sia solo occidentale, (d’altra parte, nell’Europa continentale, i paesi che posseggono un apparato militare industriale di peso stanno a ovest e sono la Francia, la Germania e l’Italia), i paesi oltre l’ex cortina di ferro saranno tagliati fuori, e cio’ consentirebbe anche di ristabilire buone relazioni tra l’Europa occidentale e la Russia, secondo i calcoli di Berlino…in Polonia hanno fiutato l’andazzo e cominciano seriamente a preoccuparsi, e come dargli torto, visto i precedenti storici…ai polacchi non resterebbe altro che sperare di rimanere militarmente agganciati al Regno Unito o agli USA, uno scenario che in Europa abbiamo già visto qualche decennio fa, quando i signori Ribentrop e Molotov si strinsero la mano!
    Ma il rischio di questo delirio militarista tedesco è la fine di qualsiasi speranza di riscatto democratico per i popoli europei, gli eserciti nazionali in effetti rappresentano l’ultimo baluardo di sovranità nelle mani degli stati, la Germania, fiutando il pericolo di dissoluzione del suo giocattolo Europa (funzionale ai propri interessi economici e strategici) ha capito che l’unica strada per salvare l’Euro e l’Europa è togliere definitivamente sovranità agli stati creando un Esercito Europeo, e non illudiamoci, esattamente come l’euro è un marco mascherato, il nuovo esercito europeo sarà una Bunderswhehr (wehrmacht?…) mascherata. E l’Europa del sud rischia di cascarci in pieno, come è cascata nell’euro, lusingata dalla prospettiva di entrare nel club dei “fighi” di serie A. La stessa identica trappola che i tedeschi hanno teso al sud Europa con il trattato di Maastricht, in quella che potremmo definire una formidamile strategia di costruzione del IV Reich.

    • si, anch’io sono molto preoccupato per questa storia delle due velocità proprio perché come tu giustamente dici, si stanno mantenendo vaghi e questo non suggerisce nulla di buono.
      Per quanto riguarda il resto, non sono d’accordo con te, mi sembra palesemente assurdo che l’eu sia a trazione Tedesca per una e sola semplice ragione : hanno perso la guerra (per non parlare dell’essersi macchiati del peccato originale 2.0 – auscvizz e affini), quindi, tale Nazione può al massimo limitarsi a svolgere un compito : il cane da guardia.
      Bene e tu mi dirai : chi è il padrone del cane? beh sicuramente non cercherei fra le Nazioni sconfitte nella WWII.
      Un saluto

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