Vault 7 – La Cia ci spia!

Nel 1948, George Orwell scriveva “1984”. Scritto nel 1948, descriveva un mondo nel quale la televisione ti controllava. Certo che la fantasia… eh?

2017. Sessantanove anni dopo. Le televisioni ti controllano. Altro che Giulio Verne! Dopo avere azzeccato la spinta globalizzatrice, il Ministero della Verità che ora vogliono introdurre con la scusa delle fake news, i due minuti di odio, ora le televisioni e Dio solo sa cos’altro… Orwell è indiscutibilmente il nuovo profeta moderno!

Wikileaks rivela che la CIA è in grado di usare smart-tv Samsung per ascoltarvi e forse anche guardarvi in casa. Anche quando sono spente. Attenti, quando andate su Youporn. Perlomeno voltate le webcam, che non si sa mai… potreste finire nella sezione CIA-SPY-CAM, quella accanto a “piogge dorate”, sponsorizzata da Trump! 😊

Il programma si chiama Weeping Angel, “Angelo Piangente”, è parte dell’EDG, l’unità guardona della CIA. Scritto da americani e britannici, ovviamente spia anche telefonini, Whatsapp, Telegram, e può intervenire perfino nelle centraline dei veicoli a motore. Nel 2014 la CIA aveva già iniziato a pensare a come infettare i sistemi di controllo delle automobili e dei TIR per creare incidenti. Suona sinistro solo a me, o ha un che di vagamente familiare anche a voi?

Presto guideremo (si fa per dire) auto che si guidano da sole. Pensate a cosa potrebbe succedere se state sulle balle a qualcuno: salite in macchina per andare a prendere i figli a scuola, e questa all’improvviso serra porte e finestrini e vi porta in un capannone dove vi attendono un paio di bruti per “spiegarvi la vita”. Oppure vi fionda su un mercatino al grido di Allahu Akbar. E improvvisamente, per il mondo diventate pericolosi jihadisti radicalizzati e incazzati. Di quelli che i vicini “nooo.. ma era una così brava persona”.

Comunque, francamente, tutto questo può stupire solo i gonzi. Se hai uno smartphone, sanno già dove sei e cosa fai. Se hai un qualunque social, sanno già chi sono i tuoi amici e tutti i tuoi parenti di ogni ordine e grado, risalendo fino a Lucy. E conoscono le tue idee meglio di quanto non le conosca tu! E se hai una carta punti, di quelle dei supermercati, il grande fratello sa perfino con quale marca di carta igienica ami pulirti il culo. Se usi un orologino per il fitness, sanno qual è la tua frequenza cardiaca e per quanto tempo devono inseguirti prima che ti venga un infarto naturale. Presto la lavastoviglie ordinerà da sola le pastiglie anticalcare, il frigo chiederà al supermercato di portarti a casa un panetto di burro, che è finito, ma la bilancia wireless glielo impedirà perché ieri hai messo su un etto di troppo, e no, il burro non va bene!

Ma quando la App che ti scrive la dieta chiederà alla dispensa di ordinarti le arance rosse per la spremuta del mattino – che Amazon ti recapiterà in meno di 24 ore -, quanto credi che ci metterà qualcuno ad arricchirtele con del gustosissimo polonio di giornata, dato che sa perfettamente che proprio quelle arance lì sono per te?

La chiamano internet delle cose! È il luna park dei visionari, dei creativi, di quelli che lanciano le start-up, ma è anche il Paradiso dei servizi segreti. Non devono fare più niente, hanno già tutti i dati che gli servono. Anzi, a ben vedere, possono essere dismessi anche loro, rottamati, sostituiti da un software. Magari lo stesso algoritmo che usa Facebook per mettere i bollini rossi alle notizie non allineate. Pensa che roba: scrivi un post che non va bene, ti becchi il bollino rosso… e la mattina dopo il polonio nelle arance. Tutto insieme! Sei stato cancellato. E non è stato Terminator, non c’è bisogno: basta Hal 9000.

Dite che esagero? Sì, è quello che dicevano anche a Orwell. E a Verne, prima di lui… Ma chissà perché, di tutti i sogni bellissimi che sanno sognare gli essere umani, la storia sembra irrimediabilmente attratta solo dagli incubi. E trova sempre il modo di realizzarli!

5 commenti

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  • Se vai sul sito della Samsung, alla pagina della Privacy Policy( http://www.samsung.com/it/info/privacy/smarttv/ ) trovi le seguenti informazioni: “Se abilitate il Riconoscimento Vocale, l’Utente può interagire con lo Smart TV utilizzando la sua voce. Per fornire la funzione di Riconoscimento Vocale, alcuni comandi vocali interattivi (insieme ad informazioni riguardanti il dispositivo, inclusi i dati identificativi) potranno essere trasmessi ad un terzo fornitore di servizi (attualmente, Nuance Communications Inc.), che li convertirà in testo nella misura necessaria per fornire all’Utente la funzione di Riconoscimento Vocale.”
    Questa informativa è quella aggiornata, ma se guardi il video di Daniele Penna del 2014(https://www.youtube.com/watch?v=qpV0RwnU1K8 minuto 3:23 ) si vede chiaramente che la Privacy Policy della Samsung all’ epoca del video conteneva anche la seguente raccomandazione: «Samsung potrà, inoltre, raccogliere – e il dispositivo potrà acquisire – i comandi vocali e i testi associati in modo da fornire, valutare e migliorare le funzionalità di Riconoscimento Vocale.
    Tenete presente che, qualora le parole pronunciate includano informazioni personali o sensibili, tali informazioni saranno comprese tra i dati acquisiti e trasmessi al fornitore esterno, per il fatto che l’utente impiega il Riconoscimento Vocale». Ciao

  • Visioni del mondo così a senso unico non mi trovano mai d’accordo, tranne quando si fa satira, ma se si vuole informare, credo che le cose vadano inquadrate più seriamente senza far leva sulle paure, peraltro fondate, delle persone che leggono o ascoltano questo blog.

    Prima considerazione: è vero, e sarebbe sciocco sostenere il contrario, che ogni aspetto della nostra vita, anche quello che per noi sembra futile, viene intercettato e incanalato nella rete, dalla quale soggetti di vario tipo ne traggono un’informazione che consente di elaborare strategie commerciali, pubblicitarie e politiche.
    E che abbiamo di nuovo sotto il sole? Cos’ha sempre cercato di fare il potere, se non quello di controllare la vita delle persone in tutti i suoi aspetti?
    Certo i sovietici non avevano i logaritmi di Google per intercettare i dissidenti e i nazisti non scovavano gli ebrei con GoogleMap, eppure non esisteva individuo che, in diversa misura, non fosse inglobato nel sistema e monitorato.
    La novità sta solo nella tecnologia che i sistemi di potere hanno a disposizione, ma il principio è sostanzialmente uguale.

    In secondo luogo, è bene e giusto osservare e riflettere sul mondo che sta cambiando alla velocità della luce, ma perchè limitarsi alle lagne e ai complotti da tastiera? Perchè non provare a trovare delle soluzioni concrete ai problemi che le la rivoluzione di internet ha portato con sè e porterà nel prossimo futuro?

    Siamo portati a scaricare ad entità estranee la causa e la soluzione dei nostri mali: massoneria, Unione Europea, servizi “deviati” (che poi ancora mi devono spiegare cosa voglia significare questo appellativo da libro giallo), tecnocrati, spioni vari, programmi segreti, Wikileaks (e anche qui ancora devono spiegare tante cose), Trump, Brexit, M5S, fake news (ma quando mai il mainstrem ha detto la verità, ma quando mai!!!). Insomma una serie di nomi, sigle e nomignoli, che ci fanno stare male o bene, a seconda di come suonano alle nostre orecchie.

    Scarichiamo le nostre paranoie su ciò che sta fuori da noi, ma non guardiamo mai dentro noi stessi.

    E’ così importante scattare e condividere foto ogni minuto della nostra giornata? E’ davvero indispensabile commentare ogni post che cattura la nostra attenzione? Non si potrebbe semplicemente, come normale che sia, parlare delle proprie idee direttamente con le altre persone e usare spazi come questo come un valore aggiunto e non l’unico modo di esprimersi? Dobbiamo per forza usare Google Map per trovare la via dove vogliamo andare, non potremmo chiedere ad un passante? E per quale motivo dovrei comprare un frigo che mi fa la spesa o una bilancia che mi prescrive una dieta?
    Per farla breve, perchè non cominciamo a pensare che condividere ogni aspetto della nostra vita e della nostra individualità con migliaia di altre persone, non porta a nulla, se non, appunto,a fornire dati personali a chi li utilizza peri propri scopi, non sempre nobili e legittimi? E perchè devo ordinare le scarpe sempre e solo su Amazon? Non posso semplicemente andare in un negozio? E quanti messaggini inutili e banali inviamo ogni giorno? (io almeno una decina).

    Siamo noi i responsabili delle nostre vite, non Google, non Facebook, loro si limitano solo ad assecondare il nostro lato infantile e manipolabile, ma gli individui sono capaci di gradi cose e la Storia ce lo dimostra.

    La Rivoluzione di oggi non si riassume in un’ideologia, ma dalla consapevolezza dei propri bisogni reali e dal rifiuto dell’inconsistente che domina il presente.
    Tutto questo non parte da un blog o da una qualche personalità carismatica, ma da dentro ognuno di noi.

    La parola d’ordine dovrebbe essere “Cittadini di tutto il Mondo: siate responsabili”

    @Messora: seguo il tuo blog da sempre, stai nella barra dei preferiti da diversi anni ormai ed è grazie alle persone come te che in futuro potremo dire di avere capito come stavano andando le cose.

    Buonanotte a tutti.

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