Euroinomani: Diego Fusaro e la verità che Porro finge di non capire.

Diego Fusaro: “Appurato il fatto evidente, conclamato, che l’Europa è il nostro problema oggi, per il fatto che sta imponendo politiche depressive, di austerità, di lotta contro i diritti del lavoro e contro i diritti sociali, vi è una sorta di dogmatismo generalizzato che ripete come soluzione, come mantra “ci vuole più Europa”. Ma questa è una forma di euroinomania, perché se vi sto spiegando pacatamente che il problema è l’Europa, dire che ci vuole più Europa sarebbe come dire al cospetto dei mali di un drogato: “ci vuole più droga”.

L’Europa è oggi la negazione di duemila anni di storia dei popoli, di civiltà, delle culture e delle lingue europee. Chi ama davvero l’Europa dev’essere nemico di questa Unione Europea, che è la negazione dell’ideale di Europa di Husserl, di Kant, di tutti i grandi teorici dell’Europa. Oggi essere per l’Europa significa essere contro l’Unione Europea delle banche, del capitale, della distruzione pianificata, organizzata dei diritti sociali e del lavoro. Questo è il punto fondamentale. L’Euro non è una moneta. È bensì un metodo di governo preciso, neoliberista, che serve essenzialmente a svuotare i popoli della loro sovranità monetaria, economica e politica. L’Euro è il compimento del capitalismo assoluto che dopo il 1989, venuto meno il Comunismo, dichiara guerra agli stati sovrani nazionali, come luoghi del primato della politica democratica sull’economia spoliticizzata. Sempre più il conflitto sarà tra chi difende le sovranità nazionali e quindi la democrazia, i diritti sociali del lavoro, e chi invece difende il globalismo apolide, sradicante di cui l’Unione Europea è vettore”.

Nicola Porro: “Fermo: parli come un libro stampato di filosofia. Io non capisco molto.”


Ndr di Claudio Messora:
Nicola Porro capisce benissimo cosa sta dicendo Diego Fusaro, perché non è un ignorante. Il suo problema è un altro: si fa interprete del suo pubblico da casa, delle centinaia di migliaia di casalinghe di Voghera che probabilmente fanno fatica a seguire, e di conseguenza si fa interprete anche della logica dell’audience, perché uno spettatore che non segue è uno spettatore che cambia canale. L’euro che impoverisce il Paese, dunque, ma che paradossalmente non ti permette di dirlo senza impoverirti ancora di più (in questo caso, senza impoverire le casse dell’editore). Un sistema perverso e malvagio che domina l’editoria e dunque la cultura, che dipende dal suo stesso carnefice per continuare a sopravvivere. Sarebbe come se noi dipendessimo dal virus del vaiolo o dal vibrione del colera, al punto tale che per continuare a restare vivi, anziché debellarlo, dovessimo alimentarlo e permettergli così di dettare il ritmo di ogni nostro respiro. Ci vuole un’operazione di coraggio, di ristabilimento della supremazia culturale su ogni forma di sottomissione finanziaria. Bisogna tornare ad avere una responsabilità editoriale che non sia intesa esclusivamente come il far quadrare un bilancio a fine mese, ma il cui successo sia misurato e misurabile attraverso il tasso di penetrazione di un concetto, di un’idea rivoluzionaria nella mente dei cittadini. Perché, come diceva Gramsci, la verità è rivoluzionaria e deve essere rispettata sempre, qualsiasi conseguenza essa possa apportare.

7 commenti

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  • OK, hai ragione. Però se Fusaro capisse che a casa non tutti riescono a seguire i suoi ragionamenti farebbe un passo avanti. Quando si vuole comunicare qualche cosa è inutile specchiarsi in se stessi rimirandosi ed apprezzandosi, è più utile che il messaggio arrivi a chi si vuole far arrivare. E per farlo arrivare bisogna parlare in maniera semplificata. Altrimenti ti capiscono 4 gatti.

    • questo significa continuare ad avallare tutti i Berlusconi del mondo, che giocano e hanno sempre giocato proprio su questo. Invece è arrivata l’ora di smettere di trattare gli elettori come dei perfetti deficienti e iniziare a fare trasmissioni che educhino le persone e si assumano la responsabilità di aprire le loro menti a concetti, ragionamenti, visioni e linguaggi nuovi, altrimenti è un serpente che si morde la coda: cosa credi che succederebbe se ai bambini piccoli si parlasse sempre nel loro linguaggio? Apprenderebbero mai a ragionare in maniera più evoluta?

      È giunta l’ora di premere l’acceleratore sul ritorno culturale di questo paese. Chi capisce, bene, chi non capisce se lo fa spiegare.

      • Calzante il paragone con i bambini piccoli, che imparano da un linguaggio corretto, non con “gnau gnau, mambo, daddo, ecc””. Come dice Fusaro: bisogna studiare, studiare. E poi non è così difficile, basta cominciare a stare attenti..

      • Ciao Claudio,

        pienamente concorde… Del resto la volonta’ di capire passa dal Risveglio della Coscienza e di un minimo di Consapevolezza Critica.

        Ma, paradossalmente, molti, intorno a Noi, NON vogliono svegliarsi preferendo restare in una zona di “comfort mentale” che attiene al Senso di Sicurezza della Responsabilita’ delegata a Terzi…

        Si’…i Peggiori Terzi che non sono riconosciuti, o non vogliono esser riconosciuti come tali; perche’ fa’comodo pensare che c’e’ Chi ha Potere ed e’ piu’ Esperto, e Giusto (si fa’ per dire) di Noi per definire il Ns. Destino.

        Oltre a delineare, cio’, un approccio ricco di triste ignavia…denota mancanza di Responsabilita’ Personale.

        Eppur piccoli e timidi segnali, almeno di “discussione” al bar (in passato neppure quelli…) ci sono, se proprio vogliamo pensare alla Casalinga di Voghera od agli Amici del Bar Sport.

        Sara’ vero? …ho sto’ “sognando” anch’io? C’e’ qualche “fiammella” di reazione?

        :)))

        Ruben

  • concordo con la risposta di Claudio Messora ma in ogni caso non capissero esattamente Fusaro nel suo esprimere motivazioni storiche culturali psicologiche ecc capiscono benissimo il senso…anche le casalinghe di Voghera capiscono che le politiche europee sono solo un pretesto per impoverire i popoli…poi che non ci sia il coraggio la voglia l’organizzazione per rifiutare tutto ciò è altro fatto…forse facciamo tutti finta di non capire per non andare in guerra…come si dice…

  • Porro è un dipendente ENDEMOL-MONDADORI come Renzi, Salvini, Casalino, Fazio, Littizzetto, Conti, De Filippi, Costanzo, Mentana, Travaglio, Rondolino, Greco, Santoro, Bignardi, Gruber, Floris, Vespa, il sosia di Berlusconi etc … la longa manus della Goldman Sachs (Sionisti) in Italia.
    Che volete di più?

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