Caro Burioni ti scrivo, così mi rilasso un po’.

Caro Burioni,

chi ti scrive non è pregiudizialmente ostile ai vaccini per partito preso. Anzi ti posso assicurare che, nel migliore interesse dei miei figli, cerco onestamente di capire, districandomi tra informazioni contrastanti e poco rassicuranti da un lato, e reazioni scandalizzate di gran sacerdoti del tempio che si stracciano le vesti urlando “sacrilegio” dall’altro.

Non tutti sono laureati in medicina e hanno specializzazioni nel merito, e …certo: di capre e di cavoli non possono capirne tutti, senza essere esperti “caprologi”. Tuttavia è un grave errore ritenere che solo chi ha seguito un certo corso di studi possa decidere su questioni così fondamentali e legate alla libertà personale, che incidono cioè direttamente sulla salute e sul nostro corpo, tanto più se parliamo del corpo dei nostri bambini. Innanzitutto ci sono questioni che attengono alla sfera generale della ragionevolezza e del buon senso e, esulando dal piano strettamente scientifico, possono essere valutate anche senza una specifica conoscenza tecnica. Ma poi, Burioni, pensa se una certa categoria di cittadini, che hanno in comune una qualunque conoscenza, avesse anche il monopolio della decisione. Vivremmo non già in uno “Stato di diritto” e neppure in uno “Stato di polizia”, ma addirittura in uno “Stato di medicina”. E poi gli ingegneri potrebbero rivendicare uno “Stato degli ingegneri”, e così gli psicologi, i filosofi e tutte le altre categorie di professionisti riconosciuti.

La verità è un’altra: senza scomodare la Costituzione, che dice che la sovranità appartiene al popolo, c’è una sovranità individuale che appartiene solo a se stessi, e tutte le categorie professionali di cui la società si dota per risolvere i suoi problemi fondamentali (salute, mobilità, alimentazione etc) sono – e non può essere altrimenti – al servizio dei cittadini e delle organizzazioni che li rappresentano, e non il contrario. Da questo discende che se i singoli individui – le persone – non sono convinti o non hanno capito (anche solo una parte di loro, non fa differenza), dotti medici e sapienti hanno l’obbligo di mettersi a disposizione, rimboccarsi le maniche, “comunicare” e convincere. Così come non basta infatti che gli ingegneri siano certi della bontà di un ponte, perché i cittadini si determinino a finanziarlo e percorrerlo (e ci mancherebbe il contrario), così un dottore deve essere disponibile a dialogare con il paziente, accoglierne le richieste, le perplessità e, per quanto possibile, confrontarsi. E no… non importa quanto la legge imponga obblighi e coercizioni, nati a misura di questo o di quel gruppo di interessi: su questioni come la salute dei bambini, ad esempio, vale una sola legge: la tranquillità dei genitori. Se un genitore non è tranquillo o non è convinto, niente e nessuno al mondo lo potrà mai obbligare a infilare un ago sotto la pelle del suo piccino, fonte di gioia e soprattutto di grande responsabilità.

Detto questo, vedi Burioni, oggi ciò che manca è proprio il confronto. Non è di leggi che abbiamo bisogno, non è di allarmismo e non è di disprezzo dispensato con paternalistica sufficienza, dall’alto di un ruolo, né di saccente presunzione di superiorità, ma di sano e sereno confronto. Un genitore che oggi voglia capire e – possibilmente – placare dubbi e paure, si trova a metà tra due schieramenti: chi è assolutamente convinto dell’utilità e della fondamentale innocuità dei vaccini, e chi non lo è. In mezzo: il nulla. Ci sono conferenze e convegni per divulgare l’una e l’altra tesi, ai quali partecipano solo esponenti dell’una o dell’altra fazione, ma nessun “Burioni” siede mai nello stesso studio o sullo stesso divano di un pediatra più cauto nella somministrazione dei vaccini. Così, agli sventurati genitori autenticamente desiderosi di capire, non resta che aderire fideisticamente a questo o quello slogan, a questo o quel mantra, a questo o quel personaggio.

Inter nos, un po’ di “comunicazione” la conosco anch’io, e da un mero punto di vista comunicativo comprendo la strategia della delegittimazione dell’avversario che si attua non sedendosi allo stesso tavolo con lui: solo che questa tecnica di contenimento funziona nelle prime fasi, quando ancora la nascita di un “focolaio” di dissenso è circoscritta e si spera così di non alimentarla. La discussione sui vaccini, invece, è ormai travalicata: non serve più chiamare Grasso e dirgli di togliere l’utilizzo delle sale del Senato a chi vuole fare tavoli di confronto sul tema, non serve più invitare in televisione qualche povero genitore impreparato e fargli fare la figura dello sprovveduto, e non serve più continuare a radiare un medico dopo l’altro, per dimostrare che sono tutti dei truffatori, perché tutto questo al contrario dà l’impressione della medicina come di una setta chiusa, di una religione che emette fatwe e condanne, di una società medioevale che organizza pubbliche gogne, roghi e indici di argomenti proibiti, anziché di un settore al quale le famiglie possono affidare con certezza granitica le sorti della propria salute e di quella dei loro bambini. Se oggi in tanti sono onestamente spaventati, quello che serve, come accade in politica dove le decisioni devono fondarsi su un consenso, sono confronti pubblici di natura divulgativa, sereni, pacati, dove nessuno vuole convincere nessuno, nessuno deve sminuire nessuno, dove non si fa leva sulla paura ma sulle argomentazioni, dove si portano studi e si discute con calma sul loro reale significato. La fiducia, Burioni, è uno dei primi motori del mondo. E per fidarsi bisogna sentirsi considerati, rispettati, convincersi che chi abbiamo davanti agisca per il nostro bene e soprattutto per quello dei nostri figli. Una condizione impossibile da ottenere a colpi di provvedimenti disciplinari e di proposte di esclusione della scuole per i bambini non vaccinati. Che non sono privi di copertura vaccinale perché figli di genitori irresponsabili, ma al contrario, in molti casi, perché figli di genitori fin troppo responsabili, al punto da chiedere più garanzie, più informazioni e meno propaganda.

Per questo, oggi, vorrei invitarti a iniziare un confronto pulito, onesto, nel migliore interesse dei bambini e di nessun altro. Per semplificarlo, ti propongo una domanda alla volta, semplice, diretta.

La prima domanda

I vaccini obbligatori in Italia, al momento sono quattro. Correggimi pure se sbaglio: difterite, tetano, poliomielite ed epatite B. Il vaccino contro l’epatite B  è stato introdotto dalla legge del 27 maggio 1991 n. 165. L’obbligatorietà di quel vaccino è nata nel contesto del cataclisma giudiziario che ha “ridotto la struttura direttiva della Farmindustria a un cumulo di macerie“, secondo il Corriere della Sera dell’11 novembre 1993, che qui ti allego per tua comodità.

In Prigione il Gota dei Farmaci - Corriere della Sera 11 novembre 1993
Click sull’immagine per leggere

Soltanto Duilio Poggiolini, responsabile del servizio nazionale farmaceutico per il ministro Francesco De Lorenzo, in quegli anni ha intascato 500 miliardi di bustarelle, per poi, una volta in carcere, dichiarare ai giudici: “Vi parlerò dei meccanismi che regolano il sistema farmaceutico. E vi racconterò degli uomini che fanno girare gli ingranaggi. Non dimenticate, d’altronde, che i Ministri della Sanità sono sempre stati espressione dell’industria farmaceutica“.

Il ministro Francesco De Lorenzo, che dunque secondo uno dei suoi collaboratori più stretti era “espressione dell’industria farmaceutica” e che rese obbligatorio il vaccino contro l’Epatite B, intascò dalla Glaxo -SmithKline, unica produttrice del vaccino, una tangente di 600 milioni di lire, e per questa fu condannato. La conferma della sentenza definitiva della Corte di Cassazione imputa a De Lorenzo e a Poggiolini i reati di concussione e corruzione, dato che “negli anni 1982-1992, nelle posizioni rispettivamente rivestite nell’ambito della pubblica amministrazione, avevano percepito somme da numerose case farmaceutiche, producendo un danno erariale derivato dalla ingiustificata lievitazione della complessiva spesa farmaceutica”.

Stante questi fatti, Burioni, non ti sembra comprensibile che un genitore si domandi perché dovrebbe inoculare una sostanza nell’organismo di suo figlio che non è stata introdotta nel novero dei trattamenti obbligatori sulla base di valutazioni scientifiche e dopo ampie valutazioni, ma perché frutto delle pressioni della lobby farmaceutica e del mero profitto personale? Siamo tutti d’accordo, credo – medici e salumieri -, che l’introduzione di qualunque sostanza nel nostro corpo ha delle conseguenze. E non mi riferisco soltanto ai farmaci, ma anche agli stessi alimenti, che influiscono sulla salute anche se banalmente ingeriti e non iniettati nel sistema circolatorio. La somministrazione di un vaccino dunque, per essere giustificabile, dovrebbe essere il frutto di un’esigenza concreta, fattuale, risultante da un’evidenza medico-scientifica e senza nessun altro fattore inquinante a concorrere nella valutazione. Come può un genitore sapere che una sostanza somministrata al suo bambino (per di più direttamente nel sangue, superando dunque le normali barriere fisiologiche) dipende non da una necessità ragionata, ma da un atto di corruzione, e consentire che tale sostanza sia inoculata, esponendo il suo piccolo a un qualunque rischio, piccolo o grande che sia?

Come vedi, Burioni, i presupposti di questa domanda non sono di carattere scientifico, ma riguardano la sfera della politica e del processo decisionale che porta a normare la vita dei cittadini. Mi sembra un interrogativo che un qualunque genitore di buon senso abbia il diritto di porsi senza per questo essere delegittimato o stigmatizzato.

Io me lo pongo, ad esempio. E, se non dovessi trovare delle argomentazioni convincenti in senso contrario, che ti prego di fornirmi, la mia risposta a questa domanda resterebbe la stessa.

Resto in fiduciosa attesa.

29 commenti

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  • …lascia stare Claudio…è un massone che produce lui stesso i vaccini- EH CHE CASO!!-e che quasi sicuramente nonha vaccinato i figli…se ne ha…AMEN

  • Il primo motore che fa andare avanti il mondo è la fiducia.
    Per esperienza personale, potrei correggerla con un:”è il primo motore che fa andare l’acqua in salita all’usufruttuario, assetando il donatore di fiducia”. Di sensi lati ce ne sono: chi da fiducia sta sempre in una situazione di svantaggio (posto sempre sotto, nella classica piramide), chi si fida fa la fine del farlocco, è qualcosa che va contro le regole di natura, anche perché diciamocelo: un po di sana diffidenza (non abbastanza da far in modo di coprirci le parti basse e fare la figura dell’eremita al di fuori della propria famiglia, e forse il più delle volte diciamo figura dell’eremita e basta) fa in modo che non si finisca falliti materialmente, che se ne dica spiritualmente (si pensa a pancia piena… ah le nonne), ciò fa in modo di poter continuare la nostra vita al di sopra dei classici ponti. Poi si può pensare all’amore, a mettere su famiglia, ai bambini, alle “amicizie” ecc…
    E’ di oggi la notizia sul blog degli infami che i vaccini siano innocui e che servano per debellare le malattie. E analogamente per la notizia, sempre sul blog degli infami, della pericolosità delle onde E.M. dei cellulari Ivreoniani (roba che sia inferiore in potenza al router Wi-Fi del computer di casa, a banda larga che stà per passare ad ultralarga cioè a lunghezze d’onda molto ampie, onde radio, inferiori alle radiazioni solari, che non riescano ad eccitare un elettrone, nemmeno in bikini… tanto vale parlare della pericolosità dei raggi solari e di come proteggersene utilizzando le creme solari) nessun accenno alla ferraglia presente nei vaccini, nessun accenno all’inceneritore di Borgofranco, attaccato ad Ivrea.
    E parliamo di fiducia che dovremmo riporre nelle istituzioni/nazioni? che dovremmo riporre nelle (chiamiamole) “Lobbies”? (Gruppi di tecnici finalizzati ad una materia, al “servizio” di stato e popolo… alias gruppi mafiosi finalizzati al tornaconto di chi ne fa parte ai danni di territori e popoli).
    Parto per prima cosa dallo stato di diritto/istituzioni/nazioni, che sulla seconda mi viene da ridere.
    La legge è uguale per tutti. Date le premesse, chi può dargli torto? tutti e dappertutto, semplicemente perché se la macchina della giustizia funzionasse, se la macchina della politica funzionasse, se tutto ciò che concerne la legge funzionasse, non staremmo qui a parlarne. Parlo dell’Italia ovviamente, perché la strada della normalità è ancora in salita e noi che ci avvaliamo dell’ ultrasbandierato diritto romano e di un sistema di leggi che farebbe impallidire un regno a caso posto sull’yggdrasil, siamo col fiatone a metà collinetta, mentre altri paesi e non faccio nomi, stanno col gilet di Giacobbo sulla vetta del K2.
    E veniamo alle Lobbies: in un mondo dove non scoppierà più una guerra mondiale pena l’esclusione dalla riproduzione sessuale, le istituzioni a che servono? a niente (parere mio). Ma non perché c’è bisogno di difendere i confini e quindi niente guerra -> nessun pericolo -> inutilità di istituzioni. Ma perché, dal gruppetto di negus di quartiere, all’organizzazione tentacolare posta fra più stati, si è trasformato l’obiettivo della “guerra”, ma non è una guerra fra popoli, è diventata una guerra fra bande, bande che utilizzano le ceneri degli stati e la loro architettura per proprio tornaconto personale. Poi, perché qualche persona è favorevole ai trattati di libero scambio? perché è già una realtà affermata… solo andremmo a liberarci da questa ipocrisia e più persone si “armerebbero” (di santa pazienza per sopportare tutto ciò, si intende) per far fronte a questa violenza.
    Anche perché, non c’è cinematica senza dinamica, no?

  • “Tuttavia è un grave errore ritenere che solo chi ha seguito un certo corso di studi possa decidere su questioni così fondamentali e legate alla libertà personale”.
    Qui mi sono fermato nella lettura, perche’ questo e’ il problema di fondo e tutto nasce da questo assioma errato.
    Ma se per ipotesi lei stesse ristrutturando casa e l’architetto le dicesse: “guardi che ho fatto i calcoli statici, se buttiamo giu’ quel muro come vorrebbe lei c’e’ il rischio che le crolli il soffitto in testa”, cosa farebbe? Le risponderebbe che non e’ lui a dover decidere solo perche’ ha fatto un corso di studi? Tanti auguri allora…
    E’ proprio questo atteggiamento di fondo che e’ errato. Pensare che l’opinione di uno che ha studiato quelle materie per tutta la vita conti quanto uno che non ha la minima conoscenza nel settore e’ follia pura. Che poi, proprio siccome e’ follia, va giustificata, e allora giu’ con le giustificazioni: e’ un massone, e’ al soldo delle multinazionali… concetti semplici e alla portata di tutti, cosi’ anche quello che di medicina non sa niente puo’ portare la sua obiezione perfettamente legittima perche’ perfettamente logica e comprensibile (anche se non provata, ma evidentemente la prova non interessa). Anni di studi e ricerche? Inutili, e’ un massone. Lauree in chimica, in fisica, in medicina? Inutili, sono tutti al soldo delle multinazionali.
    Il problema e’ che, finche’ applichiamo questo concetto alla prossima formazione dell’Italia ai mondiali, va anche bene, ma non quando lo applichiamo alla medicina, alla fisica, alla chimica e via dicendo allora no, non va piu’ bene. E siccome il problema non e’ che morite solo voi, ma fate morire anche gli altri, la risposta e’: si’, solo chi ha seguito un certo corso di studi deve poter decidere di queste questioni, perche’ sono questioni delle quali voi non sapete un cazzo.

    • Gentile signore, la sua analisi è molto diffusa, e tuttavia a mio parere è errata. Il paragone corretto non è tra far fare la ristruttutazione di casa a un architetto o a un salumiere, perché è chiaro che chiunque si affiderebbe a un architetto. Per fare un paragone corretto, bisogna porsi nello scenario in cui l’architetto vuole farle a forza una ristrutturazione che lei non ha chiesto o che non la convince. L’architetto le assicura che la sua casa cambierà in meglio, ma senza la sua approvazione immagino che lei giudicherebbe un sopruso che costui si presentasse con martello e cazzuola a farle i lavori. E se poi lei si lamenta, l’architetto le dice che non può discutere di architettura con lei che non l’ha studiata. Se una cosa del genere può darle fastidio su un bene importante come una casa, ma non così intimo e prezioso come il suo stesso corpo o la sua stessa vita, immagini come si deve sentire un genitore costretto a vaccinare suo figlio a forza, senza potersi confrontare, sapendo per di più che quella “ristrutturazione” è frutto di una mazzetta.

      • si perché invece il suo paragone con il fare un ponte invece è corretto e opportuno di questi tempi. Andiamo bene.

        • Il ponte è più innocuo di un farmaco. Un farmaco ha effetti avversi statisticamente certi. Quando si verificano (uno ogni tot) mietono vittime. Ci sono ponti imvece che crollano senza fare vittime, come l’ultimo cavalcavia in Piemonte, quindi statisticamenre parlando sono più sicuri i ponti.

      • qualsiasi paragone non regge la questione, ho anche sentito parlare di cinture di sicurezza, di tagliando delle auto. Davvero assurdo! se proprio devo scegliere una architettura in tutto questo direi che il corpo è il nostro tempio, ma la medicina è riuscita ad evolvere a tal punto da considerarlo tale e con il dovuto rispetto. Soprattutto quando è uscita dalla sua auto-referenzialità e dal suo etnocentrismo, e si è aperta ai mondi che non conosceva. Parlo della medicina integrata, che ha di fatto cambiato il nostro rapporto anche coi farmaci. Ovvio che sono andate in crisi le case farmaceutiche!

    • Commento incredibile per non dire altro !!!

      Ribalto il suo esempio: Se l’architetto le dovesse dire: “Guardi ho fatto calcoli statistici e si può buttare giù il muro senza il rischio che crolli il soffitto”…….lei lo lascerebbe fare senza batter ciglio? Solo perchè l’architetto ha studiato? Non si porrebbe nemmeno una piccola domanda tipo: “Ma è certo di quello che dice? di quello che fa?”……..non mi scandalizzo certo di questo suo commento, ormai la gente ha fatto propria una “forma mentis” voluta dal 90% dei media per cui non ha più tempo ne volontà di “pensare” e demanda ad altri le scelte che a loro costerebbe in termini di tempo e fatica. Questo è il vero problema della società attuale: “La gente si affida ciecamente a coloro che sono ritenuti per legge i veri detentori della verità, leggi emanate da persone che sono espressione o servi di “potentati” e addiritttura siedono illegalmente sulla poltrona del legislatore”. (A tal proposito visto che lei sostiene che le decisioni vanno lasciate prendere a chi ha seguito un certo corso di studi, cosa mi dice della nostra ministra della salute?)
      Tenga ben presente che l’espressione usata dal Sig. Claudio Messora, che tanto l’ha indignata, è riferita ad un argomento che è semplicemente fondamentale nella nostra vita, ovvero “la libertà di scelta, di decisione” che viene sempre più limitata giorno dopo giorno(ma noto che non se ne sta accorgendo) e se parliamo di scelte che i genitori devono esprimere in merito ai propri figli, si ricordi che nessuno può sostituirsi a loro, a meno di casi patologici seri ovviamente (ma anche qui bisognerebbe capire qual’è il confine……….), il cui scopo principale è crescerli con amore(che contempla la scelta di vaccinarli o non vaccinarli), Credo che Il Sig. Messora non abbia alcuna intenzione di mettere in discussione la professione medica ne un’altra qualsiasi, ma abbia puntualizzato come ognuno di noi debba sentirsi libero di scegliere, asuspicando un confronto democratico tra professionisti del settore e con professionisti del settore che possano chiarire concetti e idee che non devono rimanere prerogative dei professionisti stessi, visto che nella vita potrà mai capitarmi di abbattere un muro, ma ogni giorno può capitarmi di capire cosa succede al mio organismo!!!

      Cordiali saluti.

    • L’atteggiamento di fondo errato è che, così come ci sono medici come Burioni, ce ne sono altrettanti che hanno anch’essi studiato e tuttavia non condividono le stesse posizioni di Burioni. Ci sono pediatri di lunga esperienza, immunologi, epidemiologi,farmacisti come Montanari che quei vaccini li hanno analizzati, ma chissà come mai costoro non sono considerati se non per essere radiati. La si butta sempre sul fatto che possono parlare solo persone competenti, ebbene la competenza non esprime una sola posizione ma si fa finta di non saperlo.

  • Caro Claudio sposo in pieno tutto quello che hai scritto.
    Grazie al prof.Montanari e a sua moglie mio figlio è scampato alla “strage degli innocenti”.
    Pretendono di imporci un trattamento sanitario senza chiarire tanti lati oscuri , senza confrontarsi con persone autorevoli e competenti appunto come Montanari. Purtroppo hanno paura questa è la verità…
    Per quanto mi riguarda
    nn infileranno
    mai un ago nel corpo di mio figlio senza il mio consenso.

      • ma per lo stato funziona il il dividi e impera, polarizzare la questione aiuta a manipolare la gente. Stanno usando di tutto per creare ‘il gregge’: Oltre ai libri e ai talk show, radiazione di medici non in linea, i meta-fake, i video fake di uno che si finge medico per fare dei fake (questa è bella!). E poi il premio al giovanotto che ha bloccato il film Vaxxed tramite i social; ma facciamo prima a vederlo sto film e farci una idea da soli. Hanno paura che se lo vediamo scopriamo che la campagna vaccinale che hanno fatto in America qualche anno fa è identica a quella che stanno facendo in Italia ora?

  • “Così come non basta infatti che gli ingegneri siano certi della bontà di un ponte, perché i cittadini si determinino a finanziarlo e percorrerlo (e ci mancherebbe il contrario), così un dottore deve essere disponibile a dialogare con il paziente, accoglierne le richieste, le perplessità e, per quanto possibile, confrontarsi”.
    Mi piacerebbe sapere quando è accaduto che degli ingegneri si siano seduti attorno a un tavolo con dei “cittadini informati” per valutare i calcoli strutturali “alternativi” forniti da questi ultimi, o quando, prima di aprire il ponte al pubblico hanno fatto un incontro per convincere i cittadini della bontà dei loro calcoli.

    • Accade tutte le volte che viene presentato un progetto nelle amministrazioni comunali o al ministero dei trasporti per la realizzazione di un’infrastruttura. La decisione è sempre politica, e siccome la politica, in uno stato democratico, è esercitata dai rappresentanti del popolo, cioè dai cittadini, la decisione ultima è sempre dei cittadini. E i cittadini hanno sempre il diritto di fare pressione sulla politica, non solo con manifestazioni che esprimano dissenso o sostegno, ma anche chiedendo una diffusa discussione pubblica, come per esempio è avvenuto nel caso del referendum costituzionale. Le leggi sull’obbligatorietà di un vaccino (così come su ogni altra cosa) le fa il Parlamento, non l’Ordine dei Medici. E il Parlamento (luogo dove si parla) è l’organo che rappresenta i cittadini. Non tutti i parlamentari sono medici, se non in minima parte, eppure tutti hanno diritto di voto. Quindi l’argomento che dice che “se devo farmi 12 vaccini” lo devono decidere i medici è una stupidaggine frutto di un modo di pensare viziato dall’era della tecnica che si sostituisce all’uomo e alla sua coscienza.

      • Ovviamente sono d’accordo con Lei nel dire che la decisione di realizzare un ponte non deve essere imposta ed è giusto che la decisione sia presa dai rappresentanti dei cittadini.
        Vorrei però spiegami meglio.
        Quello che si pretende nell’ambito delle vaccinazioni equivale per analogia ad una situazione in cui dei un gruppo di “cittadini informati” assieme a qualche ingegnere “alternativo” possano mettere in discussione il metodo con il quale vengono fatti comunemente i calcoli strutturali (in tutto il mondo) per la costruzione di un ponte, dicendo per esempio che sarebbe meglio mettere più sabbia perché la quantità di cemento usata è eccessiva ed è frutto di pressioni da parte delle lobby del cemento. Sono contento che ciò non accada. Mi spaventa che possa accadere con i vaccini.

      • Claudio, mi trovo a dover sottoscrivere quello che hai scritto e detto. Anzi mi congratulo del coraggio perché abbiamo notato in tanti (dal basso della nostra umilissima posizione di genitori) che il VACCINO è diventato l’innominabile. E se parliamo di scienza c’è anche la scienza del diritto e le scienze della comunicazione che ci permettono di comprendere le strategie messe in atto per farci accettare quello che 5 mesi fa non avremmo tollerato. Qualche mese fa qualcuno era ancora contrario alle vaccinazioni, ora sembra si sia ottenuta una unanimità nel considerarlo necessario e inevitabile e la discussione si è portata al livello della chiarezza e della trasparenza dei medici soprattutto. I vaccini obbligatori diventeranno 13? beh no, accettiamo i nostri 4 obbligatori che avevamo, dimenticandoci che nessuna ricontestualizzazione è stata più fatta su questi 4 vaccini. E ancora non sono state date risposte sul loro contenuto , ancora e sempre di più si irridono i genitori per le loro preoccupazioni sul conflitto di interessi. In tutto questo tempo di spot per il Calendario vaccinale per la vita ancora nessuno sa cosa sia, ancora nessuno si è reso conto che questo scandirà te tappe di una vita da zero a 100 anni. I richiami faranno sì che le inoculazioni saranno 50? 100? non si sa. Ma tantissime, già dai primi mesi di vita, facendoci nascere vivere crescere nel terrore di ammalarci, e come nel ‘Il Teatro e il suo doppio’ di Artaud, la malattia ci inseguirà proprio perché teatralmente manifestiamo la paura che ci insegua. Io non ho paura a dire che non mi fido dei vaccini e sinceramente il calendario vaccinale per la vita lo sento come un esproprio del corpo da parte dello Stato. Se agli italiani questo fa meno paura di una varicella gli italiani si ammaleranno di ben altro! Mi auguro anche io che ci sia un confronto leale e aperto da entrambe le parti, ma niente politically correct.. please! Detto questo ho una bambina che vorrei vaccinare, ma di farle vaccini di massa a tappeto non se ne parla, Gradirei avere un medico libero in coscienza e senza che sia ricattato, con cui poter valutare i rischi e i benefici e quali siano i vaccini opportuni. Più insisteranno con la censura e più ai miei occhi non saranno credibili. La sfiducia si sta ingigantendo, e in ogni regione la gente sta manifestando dissenso. Comunque grazie per il tuo articolo coraggioso, davvero!

  • I vaccini dovrebbero essere volontari in una democrazia. Ma purtroppo non siamo affatto in una democrazia, ovviamente.

  • Buongiorno,
    con i dati tratti da http://www.epicentro.iss.it/ ho elaborato un grafico che confronta i dati di copertura vaccinale (2015) con la fantomatica epidemia in corso.
    E’ una semplice elaborazione statistica ma risulta abbastanza lampante in NON legame fra la copertura vaccinale e i casi per milione regione per regione… anzi, le ultime 7 regioni classificate per bassa copertura vaccinale sono regione la cui incidenza della malattia è sotto la media!!!
    Se vuole dare un’occhiata:
    pdf:
    https://drive.google.com/file/d/0B8x4xOEZisrXVjYtTmxpWmlxSm8/view?usp=sharing
    ods:
    https://drive.google.com/file/d/0B8x4xOEZisrXcnVpVnRJN0VfbTQ/view?usp=sharing
    Buon lavoro e grazie!
    Marco

  • Riassumendo, lei rivendica il diritto a non credere a quello che dicono i medici perché potrebbero essere parte di un sistema corrotto. Ma allora che senso ha fare delle domande a un medico? Se è corrotto, risponderà con delle falsità, no?

    Lei inoltre dice:
    “La somministrazione di un vaccino dunque, per essere giustificabile, dovrebbe essere il frutto di un’esigenza concreta, fattuale, risultante da un’evidenza medico-scientifica e senza nessun altro fattore inquinante a concorrere nella valutazione.”
    Bene, e questo chi lo decide? Lei?
    Un conto è pretendere che le decisioni in materia di politica sanitaria vengano prese con intelligenza e trasparenza dalle istituzioni. Altro conto è scadere nel complottismo di bassa lega, quello che non cita mai fonti e che si poggia sul solito sofisma (la lobby del farmaco è cattiva; i vaccini vengono dalla lobby del farmaco; dunque i vaccini sono cattivi).

    La domanda finale, nella suo essere palesemente retorica, contraddice quelle pretese di imparzialità declamate all’inizio.
    Mi permetto di farle anch’io una domanda retorica:
    “A chi dovrebbe rivolgersi un genitore per avere delle informazioni il più possibile corrette sui vaccini? A lei? A internet?”

    Cordiali saluti
    Un non-medico

    • “Riassumendo, lei rivendica il diritto a non credere a quello che dicono i medici perché potrebbero essere parte di un sistema corrotto. Ma allora che senso ha fare delle domande a un medico? Se è corrotto, risponderà con delle falsità, no?”

      Il senso del video è nella necessità di alimentare un confronto e non piuttosto di sfuggirvi. Ho scritto ampiamente (se non qui, su Youtube e su Facebook come commenti ai video) perché il confronto, nella forma di un dibattito divulgativo organizzato all’interno di quella che si chiama “opinione pubblica”, è sempre necessario, e non vorrei ripetermi (in sostanza, comunque, le valutazioni scientifiche si fanno all’interno del corpo scientifico, con meccanismi scientifici, ma poiché la posizione risultante non può essere applicata a una società sic et simpliciter, ma passa sempre per un’approvazione legislativa, che in ultima istanza è nelle mani del popolo, quest’ultimo deve eleggere suoi rappresentanti a determinarlo, e questi rappresentanti si nominano sulla base di un consenso che non può che essere di natura dibattimentale, altrimenti – come scritto nell’articolo – avremmo uno stato di medicina). Quindi Burioni è chiamato in causa in quanto rappresentante (non so se autonominatosi, ma certamente de facto) del mondo scientifico che ritiene i vaccini innocui.
      Un confronto, del resto, è necessario anche da un punto di vista comunicativo, perché una volta compreso che una parte sempre maggiore di genitori spaventati da ciò che apprendono (vero o falso) si attesta su posizioni precauzionali, e assodato che lo scopo di profili come quello di Burioni (ma anche di opuscoli informativi a senso unico) sia quello di convincere (in assenza di una coercizione che avrebbe il sapore di un totalitarismo oltre che essere anticostituzionale per più giuristi) sia quello dunque di “convincere”, posizioni di “muro-contro-muro”, radiazioni, o affermazioni lapidarie come “la scienza non è democratica” ottengono il risultato opposto, radicalizzando e creando un senso di opposizione.

      Partendo da questi due assunti (necessarietà del confronto/dibattito e obiettivo della scienza che è quello di convincere i restii) si può pensare eventualmente a come realizzarlo, questo confronto, che non deve essere tra “cittadini”, ma tra medici (ebbene sì, ci sono molti medici, anche pediatri, e anche associazioni di medici, che adottano un approccio molto più cauti alla prassi vaccinale, dunque un confronto tra medici è possibile), e deve basarsi a mio parere su una metodologia chiara (altrimenti i cittadini non capiranno nulla). Per esempio, siccome vi sono molti studi e documenti citati da entrambe le parti che confliggono (o la cui interpretazione confligge), bisognerebbe identificarli, dichiararli almeno un mese prima, e durante il dibattito sarebbero da giudicare ammissibili alla discussione solo gli studi/documenti citati. Sarebbe molto più semplice, così, per un cittadino che assistesse a questo confronto, farsi un’idea rispetto alla fondatezza delle tesi. Non immagina quante cose si possano comprendere vedendo due persone che dialogano.

      E comunque, fatta questa dotta dissertazione, le dico che il problema dei nostri tempi sono proprio le torri d’avorio in cui professionisti di ogni disciplina si barricano, rifiutandosi di parlare se non “inter pares”. Guardi indietro alla storia e ai personaggi che l’hanno fatta: troverà molti esempi di persone che si sono messe a disposizione anche degli ultimi, in maniera umile, e hanno saputo conquistare la fiducia di milioni di persone. Ne tragga le conclusioni.
      Saluti.

      • La ringrazio per la risposta, con cui sono in parte d’accordo. Rimane il fatto che, mi perdoni se insisto, reclamare (giustamente) trasparenza e una giusta dose di umiltà da parte degli scienziati è un conto; fare allarmismo è cosa ben diversa. Così come lamentare un difetto di comunicazione è una cosa, essere contrari nella sostanza è un’altra. Infine, la prudenza nella somministrazione di alcuni vaccini è una cosa, l’essere in toto anti-vaccini è un’altra. Queste considerazioni sono banali, ma spesso i due piani si confondono completamente e il sano scetticismo (proprio della scienza) diventa una contrapposizione irrazionale.

        E’ noto che i farmaci, e ovviamente i vaccini, possono avere effetti collaterali dannosi. Nessun medico è così irresponsabile da dire che i vaccini sono innocui al 100%. E stia pur certo che nessuna persona sana di mente vorrebbe vivere in uno “stato di medicina”.
        Mi sembra che il punto diverso: qual è la probabilità di ricevere un grave danno da un vaccino?
        E qual è la probabilità di tornare a diffondere malattie gravi se non si vaccinassero più i bambini?

        A queste domande, ahimé, può e deve rispondere la scienza medica, non l’uomo della strada. Lei infatti invoca un dibattito, un confronto tra medici e non tanto tra “cittadini”. Mi fa molto piacere trovarmi d’accordo con lei.
        Ma il dibattito c’è, c’è stato nei decenni, e anche un non-medico come me sa che esiste un generale consenso verso il contributo positivo dei vaccini nel debellare molte malattie, o almeno ridurne l’impatto.

        Mi piace anche (lo dico senza ironia) il suo richiamo alla storia e ai personaggi che l’hanno fatta. Albert Sabin potrebbe essere un buon esempio da citare quando si parla di questi temi.

        Cordialmente

  • Oggi è stata una giornata nera per chi non vuole vaccinare i figli. Io sono preoccupatissima come dobbiamo fare qualcuno sa dirmi come uscirne? Per la scuola privata vale lo stesso? E a quanto ammontano le sanzioni? Insomma HELP

  • È possibile chiedere un emendamento che condanni al carcere a vita Chi autorizzi la somministrazione di un vaccino che poi si riveli pieno di sostanze che causano effetti collaterali irreversibili?

  • Cari amici, non dobbiamo essere noi a rifiutaci di fare le vaccinazioni, dobbiamo rifiutarci di FIRMARE, e fare prendere ai medici le loro responsabilità.

  • Ciao, Claudio.
    Dove si può trovare la sentenza che indica che la tangente a De Lorenzo è stata pagata per introdurre l’obbligo di vaccinazione contro l’epatite B?
    Finora ho letto solo riferimenti vaghi: a parte il fatto che sia stata pagata dall’unico produttore di quel vaccino, non c’è altro?
    Grazie per i tuoi approfondimenti!

    • non credo che la sentenza dica esattamente quello, quanto certifichi che De Lorenzo aveva preso miliardi di tangenti, di cui 600 milioni dalla Glaxxo Smith Kline proprio durante il suo Ministero, in cui introdusse obbligatoriamente il vaccino prodotto dalla Glaxxo. Il che, francamente, anche in considerazione di quello che disse Poggiolini, il suo referente al Ministero per i rapporti con le case farmaceutiche, ai giudici (“Tutti i ministri della salute sono sempre stati espressione delle case farmaceutiche”), rende la discussione e la verifica un esercizio sterile.

  • https://www.facebook.com/robertoburioniMD/photos/a.2045888082303031.1073741828.2045450802346759/2360387790853057/?type=3

    Una premessa :Questo commento è rivolto al dott. Roberto Burioni. Sono quello che lei ha bloccato ieri dopo aver cancellato il mio commento sul post dove lei paragonava un auto a un bambino, si quello sull’ altra pagina Roberto Burioni medico,comunque ripubblico il link facebook del post per chi volesse leggerlo, sembra uno scherzo ma lo ha detto veramente.La ringrazio, cosi ho potuto riscriverlo con più calma. Colgo l’occasione per ripostarlo qui e su ogni altro articolo che troverò, dove lei elargisce preziosissime nozioni ma non è lei a gestire la pagina cosi non potrà bloccarmi o cancellare il mio commento, mi raccomando è, sempre in gamba con le gomme!!!

    Il mio commento, poi cancellato e il mio profilo bloccato sulla sua pagina relativo al post linkato sopra:
    Salve dott. Roberto Burioni medico, la ringrazio per la delucidazione in fatto di pneumatici, ne terrò sicuramente conto. Per il resto è aberrante che lei consideri il corpo umano alla stregua di un’ automobile, tralasciando che il sistema immunitario di un bambino di pochi mesi non è ancora formato per sopportare l’inoculazione di 6 virus diversi(che a suo dire “si potenziano a vicenda”; Come si potenziano? forse i possibili effetti collaterali e complicazioni si potenziano? E’ questo che sta cercando di dire?).NON E’ UN AUTO CHE ESCE DI FABBRICA rodata e pronta da mettere in strada. Sicuramente vista la sua alta formazione in campo automobilistico darebbe sicuramente ottimi risultati come gommista!
    P.S.:io non sono stato vaccinato contro il morbillo. L’ho preso all’ età di 6 anni e mia madre mi ha tenuto a letto una settimana ed è bastato, come funzionava al tempo e mia madre non ricorda morti per morbillo (sa… le parlo del lontano ’88), anni in cui si stava meglio con molto meno, ma chissà chi li ricorda più quegli anni?
    Tornando al discorso delle gomme, intanto le faccio i miei più sentiti auguri se decidesse di cimentarsi nel settore data la sua già comprovata esperienza, anche se devo aggiornarla che anche quello è un settore che trema data la crisi economica, la gente ha fame, preferisce mangiare, poi va dal gommista e magari ne cambia solo due di gomme ” dai stavolta facciamo quelle avanti che è arrivata a vedersi la tela”(le garantisco che per molte persone è così), ma questa è un altra storia.
    ARRIVEDERCI!!!

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