Noi saremo gli anticorpi

Anticorpi

di Marcello Foa

Viviamo in un mondo sempre più complesso, in cui l’apparenza non corrisponde alla realtà, un mondo in cui, ricorrendo alle tecniche che Jacques Ellul aveva sapientemente individuato oltre mezzo secolo fa nel suo saggio “Propaganda”, si tende ad appropriarsi di un concetto di un’idea, di un principio, promettendo di difenderlo, per poi fare in realtà esattamente l’opposto ovvero svuotarlo di significato ma sempre pretendendo il contrario. Gli esempi sono innumerevoli.

L’ex presidente italiano Napolitano avrebbe dovuto essere il primo custode della Costituzione italiana, dunque della sua sovranità e dei suoi valori, ma durante la sua lunga permanenza al Quirinale non ha fatto altro che incentivare il trasferimento di poteri e di competenze all’Unione Europea, violando – nella forma e nella sostanza – proprio la Costituzione su cui ha prestato giuramento.

Dopo l’11 settembre i governi occidentali hanno proclamato la difesa ad oltranza delle nostre radici giudaicocristiane ma poi hanno promosso una società i cui valori sono antitetici rispetto ad esse. Il valore della famiglia, del ruolo e delle origini dell’uomo e della donna, viene rimesso in discussione dalla teoria del gender secondo cui l’identità maschile e femminile non è naturale ma frutto di condizionamenti culturali, dalla promozione dell’aborto, dai matrimoni gay e dalle adozioni gay, dai continui attacchi e alla ghettizzazione dei cattolici.

Noi eleggiamo dei Parlamenti nell’illusione che siano sovrani mentre gli ambiti in cui possono legiferare liberamente sono ridottissimi. Nell’Unione europea il diritto europeo prevale automaticamente su quello nazionale ma il fenomeno non è limitato alla Ue. In genere, codici e normative che emanano da organismi sovranazionali sovrastano quelli nazionali, anche se questi accordi non sono frutto di negoziati fra Stati sovrani ma emanano da organizzazioni che non hanno alcuna legittimità popolare e i cui vertici vengono scelti secondo criteri opachi o sconosciuti; “dettaglio” che dovrebbe allarmare tutti ma su cui in realtà quasi nessuno si interroga con la conseguenza che molti Paesi finiscono per prevedere l’adozione automatica di trattati e accordi internazionali.

Potrei continuare citando altri esempi ma mi pare superfluo. La tendenza in atto da molti decenni, e che ha subito un’accelerazione dopo il crollo del Muro di Berlino, è di una progressiva erosione del concetto di Nazione e di identità dei singoli popoli. La globalizzazione funge da immenso frullatore, in cui tutto si mischia e si confonde fino a diventare neutrale, uniforme, omologato. Questo processo è antitetico rispetto alla storia dell’Uomo e all’essenza della Natura che si basa non sulla standardizzazione ma sul proliferare della diversità come fonte di ricchezza sia culturale che biologica.

La grande novità degli ultimi anni è che sempre più persone non considerano più la globalizzazione nella sua attuale forma come un processo ineluttabile e a esserlo non sono i “no-global” della prima ora ma rappresentanti della borghesia, di quell’opinione pubblica moderata, di esponenti del centrodestra e del centrosinistra che non propongono soluzioni estreme ma che, in coscienza, sentono l’esigenza e talvolta il dovere morale di dire basta e di rivendicare la difesa della propria peculiarità nazionale, linguistica, identitaria. Rappresentano, costoro, gli anticorpi della globalizzazione e non propongono un ritorno al nazionalismo (come invece lasciano intendere i loro detrattori), bensì la ricerca di una diversa e più armoniosa collaborazione fra i popoli e la supremazia di valori che sembravano acquisiti – come la democrazia popolare – e che ora non lo sono più.  Sono di destra? Di sinistra? Apolitici? Poco importa, gli orientamenti politici sono molto diversi, non però l’esigenza che accomuna i“neosovranisti”: quella di tornare ad essere padroni del proprio destino e di continuare a credere nella supremazia della volontà popolare, in evidente rottura con l’approccio ultraélitario che accomuna l’establishment internazionalista.

Una sfida che, naturalmente, è politica ma anche culturale; con una distinzione importante. Mentre nel mondo politico stanno emergendo leader e partiti, talvolta con grande successo elettorale, il fermento culturale resta indefinito nei suoi connotati e nelle forme in cui si esprime; oscilla tra l’esigenza di occupare lo spazio dell’informazione, soprattutto sul web, e l’ambizione di dare profondità e struttura al pensiero, che però si esprime attraverso singoli autori che non interagiscono fra loro e che finora non sono stati capaci di dare vita a un vero e proprio movimento di idee.

Questa, però, è una necessità ineludibile: se, come tutto sembra suggerire, la spinta neosovranista ha l’ambizione e il desiderio di essere duratura, dovrà generare anche una corrente culturale e di pensiero, che metta in rete personalità e menti oggi slegate e che sia, per sua natura, il laboratorio capace di dare profondità e lungimiranza a questa istanza, nell’ambito di un duplice percorso: fortemente identitario da un lato ma al contempo fortemente cooperativo a livello internazionale. E non è una contraddizione: si tratta di creare un collante tra pensatori di diverse culture che credono nella valorizzazione della propria identità ma che sono consapevoli di poter incidere davvero se sapranno creare sponde, occasioni di incontro e di cooperazione con intellettuali di altri Paesi che condividono la loro stessa ambizione. I liberi pensatori che hanno avuto il coraggio di esporsi personalmente oggi devono trovare la forza di trasformarsi in un vero movimento. Di iniziare un percorso comune, polifonico nell’identità ma solidale e coeso nelle intenzioni.

Marcello Foa su Logos

p.s. Nota di Claudio Messora. Questa è un’esigenza forte che ormai proviene trasversalmente e in maniera sinergica da più parti, e che io sento profondamente almeno dal 2015. Era un percorso che volevo già iniziare col progetto Europaleaks, poi messo in standby a causa dei tempi ancora evidentemente troppo prematuri. Presto anche questo blog evolverà nella direzione dell’interdisciplinarità e dell’evoluzione della coscienza sociale.

18 commenti

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  • Sante parole.
    L’aristocrazia finanziaria ha messo in campo Il Pensiero Unico e un esercito di giornalisti, artisti e intellettuali lo propina quotidianamente al mondo intero.
    Dall’altra parte della barricata molte voci isolate, a volte meravigliose, non sempre convergenti.
    Bisognerebbe cominciare ad unire queste voci, cominciare a “scrivere uno spartito” sovranista e keynesiano.
    Le forze politiche potranno poi attingere a quello spartito, “suonarlo”, realizzarlo.
    Al momento attuale solo Salvini e la Meloni sembrano seriamente interessati.
    Sarà fondamentale recuperare il M5S…. oppure…. sgonfiarlo….

    • Salvini e la Meloni fanno parte del sistema.
      Sono cresciuti con esso e dentro di esso, Salvini con i pantaloncini corti faceva da portaborse a Maroni e Bossi, mentre la Meloni faceva l’attacchina “abusiva” per MSI.
      Non hanno mai lavorato e forse non saprebbero neanche farlo!!
      Pensiamo ad altro e non facciamoci prendere in giro!!

      • E’ vero. Anch’io a 20 anni sognavo la Rivoluzione Bolscevica…. negli ultimi 30 anni sono cambiate molte cose.
        Bossi voleva la secessione, Salvini oggi sta lavorando per un’Italia federale (autonomia delle regioni) e SOVRANA (fuori dall’Euro e dall’Europa) e per la difesa degli interessi nazionali.
        E sta facendo una grande battaglia all’interno della Lega per portarla su queste nuove posizioni.
        Stesso lavoro la Meloni con i suoi Fratelli d’Italia.
        Ieri c’era lo scontro destra-sinistra, borghesia contro lavoratori.
        Oggi lo scontro è fra l’Aristocrazia Finanziaria Globale contro il Resto del Mondo.
        Se fosse unito il Resto del Mondo non ci sarebbe partita, vinceremmo 99 a 1.
        Invece il Resto del Mondo è diviso fra destra e sinistra, fra atei e credenti, fra nord e sud, fra “ognuno dice la sua”….
        E così quell’1%, che invece viaggia compatto, fa quello che vuole e ci scaraventa ogni giorno di più nell’abisso della povertà e della miseria.
        Se non prendiamo coscienza, il più velocemente possibile, di questa realtà verremo tutti quanti stritolati da banchieri e multinazionali. Ricordo una bellissima canzone degli INTILLIMANI

        “EL PUEBLO UNIDO JAMAS SERA’ VENCIDO”

  • Grazie a Claudio e Marcello per l’opera informativa e divulgativa svolta. Mi permetto una normale riflessione, da cittadino qualsiasi: avete fatto caso che in Italia ci sono più Presidenti di Associazioni che cittadini pensanti? Che esistono associazioni anche x la dieta del delfino congolese? Non sarebbe il caso di aderire, semplicemente, aderire ad organizzazioni che svolgono iniziative ed attività riconducibili alle nostre aspettative? Senza ulteriori distinguo? Il rischio è disperdere le forze in mille rivoli. A Santo Nalbone mi permetto di far notare che le due persone da lui citate, appartengono a partiti (o sono stati in partiti) che hanno votato la cessione di sovranità in costituzione! Come ci si può fidare? Poi l’espressione “recuperare” sa tanto di quella partitocrazia corrotta e ladra, con la presunzione di essere elite, che io suggerirei, riconoscendo la buona fede, di non usare. Io suggerirei di partecipare, non di parlare dall’alto dello scranno di un convegno, come se il mondo stesse lì ad aspettare il mio verbo. Il m5s è lì perché ha i voti, ha saputo parlare e convincere, ma sopratutto ha l’immagine di nuovo, di pulito, di speranza. Se lo si vuole diverso, è dall’interno che tocca operare, discutere, convincere. È possibile, ovvio, ma dall’interno ed alla luce del sole. Se la pincopallino qualsiasi, addirittura prima delle votazioni, stringe accordi con “gli altri”, al buio di segrete stanze, è roba da vecchia politica non più “recuparabile” (questa volta l’uso dispregiativo è voluto).
    Mi permetto una chiosa finale: “nessuno resti indietro”, 3 parole che metterei in Costituzione (dopo regolare referendum), è di destra o di sinistra? O semplicemente giusto?

    • Caro Nunzio non è colpa mia se oggi gli unici a dire a chiare lettere: “FUORI DALL’EURO E FUORI DALL’EUROPA” siano Salvini e la Meloni, un pochino negli ultimi tempi anche Fassina e D’Attorre.
      Vorrei tanto che ce ne fossero molti altri.
      Vorrei tantissimo che ci fosse anche il M5S.
      L’espressione “recuperare” deriva dal fatto che, come dice Foa e come hanno sempre detto tutti i “Sovranisti” da Bagnai a Borghi, da Galloni a Rinaldi, da Fusaro a Becchi… è necessario unire tutte le forze politiche e intellettuali in un fronte comune contro l’Aristocrazia finanziaria, contro l’Euro e l’Europa, contro il Libero Mercato e la Globalizzazione.
      Seguo Grillo da moltissimi anni, quando nel silenzio assordante era l’unica voce che si levava contro il Pensiero Unico Dominante.
      Sono convinto che lui sia su queste posizioni, a parte il suo parteggiare per la Decrescita Felice.
      Ho seguito ogni suo comizio in Sicilia e in Italia alle ultime politiche.
      Purtroppo ancora oggi il M5S ondeggia su questi temi e non mi sembra che ci sia un grande dibattito interno e nemmeno se ci possa essere… a parte le domandine su Rousseau.
      La Francia ci ha mostrato che se non si è tutti uniti vincono i banchieri.
      Nella Resistenza, contro l’occupazione nazi-fascista, si sono uniti tutti: cattolici, comunisti, socialisti, repubblicani, persino liberali.
      Tutti uniti hanno liberato l’Italia e hanno scritto la Costituzione più bella del mondo.
      Ecco, oggi dobbiamo unirci tutti contro i banchieri, le multinazionali, la globalizzazione, il libero mercato, l’euro, l’Europa tedesca.
      Tutti uniti in questa battaglia.
      Poi domani potremo discutere se è meglio il reddito di cittadinanza o uno stato che garantisce a tutti un lavoro, se vogliamo andare decisamente sulle fonti rinnovabili o continuare a inquinare con petrolio e carbone, se vogliamo difendere la famiglia o equipararla alle unioni gay…………..
      Il guaio è che se il M5S con la sua forza elettorale attuale non ci unisce agli altri Sovranisti l’Italia rimarrà nelle mani di chi la sta spolpando quotidianamente.
      SOLO UNITI SI VINCE.

      • Sono convinta e pura realtà per unirci non abbiamo bisogno di un ideale politico; ma bensì come dici tu Santo per scrivere la Costituzione Italiana, tutti erono uniti” cattolici, comunisti repubblicani, socialisti, liberali,”. Così come dice Marcello Foa recuperare i sovranisti = Bagnai, Borghi, Galloni, Rinaldi, Fusaro, Becchi + Barnard per sconfigggere e unire le forze politiche contro il neoliberismo finanziario, euro, europa,libero mercato, globalizzazione.

  • L’unica reale speranza per questo paese è il movimento 5stelle. E infatti il regime marcio lo detesta e lo attacca continuamente. Il vero grande problema di questo paese è ovviamente il maledetto pd.

  • Una riflessione necessaria. Unire le forze per combattere il mostro.
    In Italia, sino a prova contraria, il M5Stelle – pur con tutti i suoi difetti – è l’unica speranza strutturata credibile e coerente. Da appoggiare ora senza condizioni, anche da chi non ci crede sino in fondo. Una spallata al sistema incancrenito va data al più presto.

    • Giusto. 5stelle unica seria opposizione a questo regime marcio italiota. Gli amici di berlusca sono ovviamente finta opposizione.

    • No, il M5S non è l’unica forza per combattere il mostro.
      Oggi c’è anche Salvini e la Meloni, Fassina, D’Attorre e Marco Rizzo, Foa e Giulietto Chiesa, Messora e Paragone, Fusaro, Bagnai, Borghi, Galloni, Rinaldi, Barnard e moltissimi altri.
      Vinceremo se riusciremo a mettere tutti quanti insieme.
      Altrimenti continueranno a vincere i Macron, i Banchieri e le Multinazionali.

    • Il movimento 5stelle è l’unica grande forza che può battere il mostro pd. Speriamo che vinca alla grande le prossime elezioni politiche, vedremo…

  • Io non sono all’altezza di dissertare in campo politico, ma conosco i valori che accompagnano la mia vita. Leggendo ho trovato uno scritto che mi ha molto colpita e desidero condividerlo in questo blog, visto che si rivolge alle nazioni.
    Scritto nel primo novecento si adatta ai nostri tempi.

    Guai alla nazione che abbandona la religiosità per la fede,

    il viottolo di campagna per il viale di città, la saggezza per la logica.

    Guai alla nazione che non tesse le vesti che indossa, che

    non pianta il cibo che mangia, che non spreme il vino che beve.

    Guai alla nazione conquistata che vede nello sfoggio del vincitore

    il colmo della bontà, e ai suoi occhi è bellezza la laidezza del

    conquistatore.

    Guai alla nazione che in sogno lotta contro i torti ma nella veglia

    cede all’ingiustizia.

    Guai alla nazione che alza la voce solo ai funerali, che mostra rispetto

    soltanto al cospetto di una tomba, che aspetta a ribellarsi finché

    il suo collo non giace sotto il filo di una spada.

    Guai alla nazione la cui politica è l’astuzia, la cui filosofia è il

    funambulismo, la cui industria è l’arte di rabberciare.

    Guai alla nazione che saluta il conquistatore con pifferi e tamburi,

    e lo caccia soltanto per accoglierne un altro con canti e fanfare.

    Guai alla nazione il cui saggio è muto, il cui eroe è cieco,

    il cui avvocato è balbuziente.

    Guai alla nazione in cui ogni tribù pretende di essere

    una nazione.

    Kahlil Gibran

    da: “L’ultimo tra i sognatori”

  • Chi scrisse la nostra costituzione cercò di tutelarla con pesi e contrappesi dalla deriva dittatoriale. Purtroppo non previde che tutti i poteri dello stato sarebbero finiti, anche grazie al sovvertimento della legge elettorale proporzionale, unica garanzia per una scrittura delle regole condivisa, nelle mani di un unico partito che avrebbe costantemente espresso il presidente della Repubblica e quindi tutti i membri degli organi da lui nominati, e che la magistratura, in spregio al divieto di iscrizione ai partiti, sarebbe stata politicizzata ed il parlamento in mano ad una minoranza artificiosamente tramutata in maggioranza da una legge incostituzionale. E che questo scempio delle nostre libertà non sarebbe stato denunciato da una stampa asservita a interessi stranieri. I costituenti non previdero neppure che l’attentato alla costruzione sarebbe stato perpetrato in maniera spudorata per restare impunito così come l’alto tradimento

  • Devo dire che su Luogocomune questo “intellettuale” è stato completamente bocciato: https://luogocomune.net/LC/index.php/28-opinione/4667-noi-saremo-gli-anticorpi#comment-39489
    Questo Foa contro l’aborto.. ignorando che i gay son strumentalizzati dai mainstream..che finge di compiacere…ghettizzando nel suo personale laboratorio di lungimiranza…il presunto intellettuale…
    Se codesto scribacchino vuole il collante…Slobbysta sarà il suo solvente…

    Slobbandolo

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