Gianluigi Paragone si toglie qualche sassolino dopo la chiusura de La Gabbia

Gianluigi Paragone Andrea Salerno

Intendiamoci: La Gabbia era pur sempre una trasmissione televisiva. E come tutte le trasmissioni televisive, ne rispettava il linguaggio, i tempi, le liturgie e i limiti. Quelli che internet era nata per travalicare. Tuttavia, tra tutte le trasmissioni televisive era certamente la più libera. E Paragone, tra tutti i conduttori televisivi, quello più coraggioso. Fu lui, sette anni fa, a buttare nella mischia del talk show politico anche i blogger, permettendo loro di spezzare quel tacito accordo tra giornalista e politico che prevedeva (e ancora prevede) domande concordate e un ambiente controllato, in ossequio alle conservazione del potere. Nei tre anni che abbiamo fatto insieme a L’Ultima Parola, su Rai Due, ricordo di avere visto il terrore puro dipingersi sui volti di parlamentari disabituati al confronto reale, senza paracadute, quando perfetti anonimi prendevano la parola e, senza che nessuno sapesse cosa avevano da dire, gli rovesciavano addosso quelle critiche alle quali erano certamente impreparati a rispondere. Era tutto talmente vero e imprevedibile, che ormai si faticava a trovare ospiti disposti a venire in trasmissione (uno su tutti, onore al merito, era Guido Crosetto, che tra gli eletti dell’allora formazione di governo, il PdL, era tra i pochi ad essere caratterizzato da onestà intellettuale e da una sincera disponibilità a mettersi apertamente in discussione).

Da quel palco si dava del criminale a Mario Monti e si faceva liberamente campagna per quel movimento che ancora era fortemente dileggiato, quando non ignorato, ma che di lì a poco avrebbe preso 9 milioni di voti. Per quel motivo, Paragone fu cacciato dalla Rai. E per motivi molto simili a questo, in un’epoca in cui la libertà di espressione subisce spinte compressive sempre più forti, oggi Paragone ha dovuto subire la chiusura de La Gabbia.

La libertà non si invoca: si difende, tutti insieme e nei fatti, ogni volta che viene minacciata. Per questo, se questo è ancora un Paese i cui cittadini credono alla carta costituzionale, Paragone deve essere circondato da un cordone di gente per bene e incazzata, che rivendica la libertà di essere rappresentata giornalisticamente.

In questo post su Facebook, oggi, l’ex direttore di Rai Due si toglie qualche sassolino con il nuovo direttore di La7, Andrea Salerno.

di Gianluigi Paragone

Ho sempre detto che un direttore ha tutto il diritto di chiudere i programmi. Andrea Salerno ha chiuso la Gabbia.
Ma i programmi che quel direttore ha aperto come stanno andando?
Il suo PropagandaLive (suo perché è anche autore e in un certo senso attore) non vede il 3%; ieri ha fatto 2.4% portando La7 dietro i canali 8 e 9.
Quella grandissima intuizione di Skroll ha chiuso per evidente fallimento di telespettatori (che stupidi che sono questi telespettatori che non vogliono proprio capire).
La grande idea di rimettere in onda Star Trek dopo una puntata è stata accantonata.
Di Corrado Guzzanti non si parla più.
Tra poco comincerà l’Arena di Giletti, e sarà l’unico programma nuovo che andrà meglio degli altri. Infatti è un’idea di Cairo e non di Salerno (che non voleva altri Talk come mi aveva risposto motivando la chiusura del mio programma).
Speriamo di avere torto perché sono ancora una risorsa di questa rete (nonostante il pensiero del direttore), perché lo stipendio me lo paga La7. Sono un rompiscatole ma sono riconoscente a chi mi ha mandato liberamente in prima serata. Ricordo il post di Mentana (un post smentito dai fatti) e ricordo anche le mie critiche tecniche su un palinsesto sbagliato.
Purtroppo dopo la presentazione dei programmi, per Salerno e la sua banda è arrivato il tempo degli ascolti. Speriamo migliorino.

13 commenti

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  • Bravo Gianluigi, uno dei pochi giornalisti “puliti” rimasti. Non mi sei piaciuto subito. Inizialmente (inizi di carriera) mi apparivi come un classico superficiale, polemico, luoghi comuni, interessi privati, vagamente razzista, poi ho avuto modo di apprezzarti, eri molto di più. Forse il superficiale (nella valutazione) ero io. Ho cominciato a seguirti metodicamente, ed ho fatto bene. Mi hai permesso di scoprire ed apprezzare persone (che ora seguo regolarmente) del calibro di Paolo Barnard, Diego Fusaro, Claudio Messora, ed altri di cui mi sfugge il nome. Ho la tentazione di paragonarti a Giulietto Chiesa, ma mi pare prematuro. Lui (Giulietto) è un mostro Sacro del Giornalismo, della Libertà, della Democrazia, del Pacifismo, ha una carriera alle spalle, tu (forse solo per una questione anagrafica) non sei un mostro Sacro, non ne hai l’età (ma ti stai avvicinando, piano piano), ma sei sulla buona strada. Ti auguro di avere la pazienza, la coerenza e l’onestà di diventarlo, ed io auguro a me come a tutti i tuoi attuali estimatori (pochi rispetto a quelli futuri) di avere il tempo di acclamarti Mostro Sacro, come il grande Giulietto (Claudio Messora, mi sa che anche tu sei sulla buona “autostrada”). Grazie, e sii coerentemente libertario. Nunzio

  • mi manchi da subito Gianluigi Paragone, sei in assoluto il meglio conduttore,piano piano i vari Floris che sgambettano non li guardera’ piu’ nessuno, unica voce libera in un coro di coglioni. Pierrica Tabacco

  • Ha sbagliato Cairo ad affidarsi a un ex direttore di Rai3 che ha lasciato distruggere invece di battersi per il recupero degli ascoltatori di tendenze progressiste.
    I nuovi programmi de la7
    sono pessimi.
    L’impostazione della rete la7 ha come base l’informazione e una voce come quella di Paragone ci stava bene perché completava bene il palinsesto.
    Mentana, Formigli, Floris e adesso Giletti sono degli autentici fuoriclasse, ma lasciano spazio ad un giornalismo di ricerca di cui Paragone è la punta di diamante.
    Spero che quanto sopra sia condiviso da molti.

  • Anch’io agli inizi del suo programma “La Gabbia” avevo dei dubbi. Forse dovuti al suo passato in Radio Padania. Subito dopo aver visto la sua prima puntata di “La Gabbia” ho apprezzato il suo coraggio nel dare pane al pane e vino al vino e mi sono convinto che il suo Talk Show era il migliore di tutti i suoi concorrenti. Grande è stata la mia delusione quando ho appreso che il suo programma veniva di punto in bianco eliminato. Sono rimasto anche deluso di Cairo perché lo ritenevo un editore libero e neutrale mentre invece si è dimostrato di essere di parte come tutte le altre reti televisive. D’allora non seguo più la 7 e credo che molti altri ascoltatori hanno reagito allo stesso modo. Ciò viene dimostrato dal calo generale degli ascolti, nonostante il “di martedì” con Giovanni Floris, anch’egli filo-governativo.

  • Seguivo costantemente “La Gabbia” e apprezzavo, in particolare, la prima versione, più dinamica ed appassionante. Ho imparato col tempo a seguire con crescente interesse Paragone; la chiusura del suo programma ha lasciato un vuoto, a mio avviso, ancora non colmato. L’auspicio è che Paragone ritorni e rimanga la voce libera ed onesta che ci rappresenta.

  • Sto abbandonando la 7 anche io…pian piano stà diventando una RAI 3 ed onestamente mi fà schifo….purtroppo ogni mercoledì mi sintonizzavo su La 7 per poter seguire la sua trasmissione che piaceva tantissimo (dato che non era come le altre TUTTE FILTRATE). Mi spiace veramente non poterLa più seguire, le mie preferenze si stanno spostando sulla ( – sul ) – e su Real Time.

  • Avrà modo di cavarsi grandi soddisfazioni, con gli interessi. Anzi lo sta già facendo per come la gente lo considera.

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