Gli insegnanti dicono “basta!”: 35 mila firme in 24 ore.

Scuola neoliberismo

Anche gli insegnanti si accorgono della “deriva neoliberista“, che trasforma “le scuole in aziende, i dirigenti scolastici in manager e gli studenti in clienti da stritolare per le logiche economiche neoliberiste“, con la complicità dell'”informazione propagandistica” di giornali e televisioni.

La battaglia per una scuola a misura di insegnante e di allievo, per la libertà, la dignità e la consapevolezza passa anche dall’adeguamento dello stipendio, certo. E gli insegnanti hanno messo in rete una petizione che ha superato le 35 mila firme in un solo giorno.

Tuttavia, visto che finalmente esiste questa chiara presa di coscienza, suggerisco agli insegnanti di affiancare alla più tipica delle battaglie salariali anche quella per scalfire il monopolio del pensiero unico, dando agli studenti strumenti adeguati per comprendere i loro tempi e sviluppando la loro capacità critica attraverso la presentazione di contenuti e posizioni diverse rispetto alla propaganda dei media.

Gli insegnanti dovrebbero mostrare interviste come quelle realizzate da questo blog a Mauro Scardovelli, a Marco Guzzi, a Enzo Pennetta, a Giovanni Fasanella, a Pietro Ratto, a Marcello Foa, a Nino Galloni, ad Alberto Bagnai, Ilaria Bifarini, Marco Saba e tanti, tanti altri che non si possono menzionare in poche righe.

Io metto questo vasto e sconfinato materiale, realizzato in dieci anni di lavoro ostinatamente libero, a disposizione gratuitamente di tutti gli insegnanti che vorranno stimolare i loro allievi a sviluppare la capacità di leggere le dinamiche della vita e della società oltre la cortina fumogena della manipolazione dei massa media.

Se sei un insegnante e vuoi organizzare una proiezione, commentata e ragionata, scrivimi dal modulo contatti. 

 

Ricevo e pubblico da Salvo Amato, di Professioneinsegnante.it

La deriva neoliberista ha colpito anche il mondo della scuola. In un’ottica che mira alla deflazione salariale e allo smantellamento della pubblica istruzione, è stato proposto, dopo 9 anni di vuoto, un rinnovo contrattuale che prevede un aumento di 85 euro lordi. Secondo alcuni calcoli basati sull’inflazione degli ultimi 9 anni, lo stipendio dovrebbe subire un adeguamento di 200 euro netti in media. L’aumento, oltre ad essere risibile, viene considerato dagli insegnanti l’ennesimo colpo alla professione stessa e alla pubblica istruzione, oggi calata in una privatizzazione di fatto che ha trasformato le scuole in aziende, i dirigenti scolastici in manager e gli studenti in clienti. Tale direzione è stata resa ancor più evidente dal cospicuo aumento riconosciuto ai dirigenti (+450 euro mensili netti), che ha lo scopo di allontanare sempre più il vertice della scuola da chi, effettivamente, lavora alla preparazione culturale di coloro che saranno i cittadini di domani.

Tale attacco non viene più tollerato dagli insegnanti che reclamano il ruolo centrale dell’istruzione nell’ambito di una visione di crescita positiva di un paese. Chiamati a ricoprire ruoli di psicologi, assistenti sociali, progettisti, pianificatori per competenze, “clienti” di corsi di aggiornamento che
sono costretti a seguire, gli insegnanti dicono ”basta”. Avendo compreso che gli scioperi non hanno dato
alcun esito e vengono, peraltro, sminuiti da un’informazione propagandistica costruita ad arte (“La fabbrica del falso”, di Vladimiro Giacché, docet) allo scopo di creare un’opinione pubblica che veda
l’insegnante come colui che lavora solo 18 ore e gode di tre mesi di ferie, sul sito Professioneinsegnante, amministrato da Salvo Amato e con oltre 95.000 iscritti, si sono interrogati sul da farsi.

La prof.ssa Bianca Rosa Demontis, nel mese di agosto, scrive “…e se diffidassimo i sindacati dal firmare per un aumento inferiore ai 200 euro netti, con la minaccia di disdire, in caso contrario, le tessere sindacali?”. Ecco che gli insegnanti riflettono, comprendono di dover agire compatti, oltre le sigle sindacali di appartenenza e le convinzioni di partito, si documentano, confrontano e, finalmente, il 29 ottobre, lanciano la petizione “Gli insegnanti chiedono un adeguamento di almeno €200 netti di stipendio, fermo da 9 anni“. In un giorno vengono raccolte più di 35.000 firme, ne parlano i giornali
di settore, il contatore sale vertiginosamente.

Una classe professionale compatta, che reclama dignità e centralità nel ruolo dell’istruzione, che non delega più, che vuole incrementare il livello di preparazione degli allievi e non trasformarli in clienti da stritolare per le logiche economiche neoliberiste che mettono al primo posto il capitale e non più la persona.

“Lavoriamo perché si crei una cittadinanza che si fondi su valori di solidarietà e cooperazione, non certo perché uno fagociti l’altro. Dobbiamo riguadagnare autorevolezza e dignità di ruolo davanti all’opinione pubblica” affermano gli insegnanti “e questo passa anche attraverso uno stipendio che sia, se non proprio adeguato, almeno dignitoso. Ecco perché i sindacati devono sedersi al tavolo delle trattative rappresentandoci con serietà”.


Se sei un insegnante, ecco il link per firmare la petizione: “gli-insegnanti-chiedono…”

15 commenti

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  • Come insegnante con 27 anni di servizio, di cui 19 da precario, mi vergogno per i firmatari di questo appello. Siamo in una scuola in cui gli studenti arrivano alla maturità senza conoscere la grammatica, in cui non viene rispettato il ruolo del docente, in cui ci vengono imposte montagne di documentazioni da compilare di nessun significato, in cui siamo costretti a promuovere ignoranti, a scrivere il falso in documenti pubblici, e questi dicono “Vogliamo un aumento salariale…?” E poi “Stracciamo le tessere sindacali”…? Perché, ce l’hai ancora…? “Chiamati a ricoprire il ruolo di assistenti sociali, psicologi, progettisti per competenze…” Quindi la richiesta: “Almeno pagateci di più…” Ma si rende conto l’estensore della rivendicazione che la “didattica per competenze” è un progetto folle di taylorizzazione del lavoro dell’insegnante mai sperimentato su persone reali…? Lasciamo perdere, per sempre, il sindacalismo. La Società ci pagherà quanto ritiene giusto, ma cacciamo i partiti che sostengono l’ Euro e l’ Europa e la loro politica di austerità, e i sindacati che li sostengono, e ricordiamo il nostro ruolo di insegnanti, che è di DIRE LA VERITA’ e la verità si difende ogni giorno, rifiutando i “Piani dell’ Offerta formativa, i programmi dei consigli di classe per “conoscenze, capacità, competenze”, le “misure dispensative e compensative” con cui gli avvocati dei genitori degli studenti incapaci vogliono ottenere giudiziariamente la promozione del loro figlio incapaci o non meritevoli. Affanculo i collaborazionisti sindacali e le loro richieste salariali.

  • Non posso fare a meno di pensare che la categoria degli insegnanti si merita questo ed altro.
    Per anni hanno seguito ciecamente il pensiero dominante e votato PD, ed ho sempre pensato che avessero in qualche modo abiurato al loro ruolo sociale più profondo.
    Spero vivamente che patiscono gli effetti della crisi che non hanno ostacolato in alcun modo per qualche altro anno, così forse si risveglierà in loro un minimo di coscienza di classe e sociale con profonde radici.
    Difatti temo che se ottenessero l’aumento richiesto tutto il resto cadrebbe nel dimenticatoio.
    P.S con l’ultimo rinnovo del mio contratto nazionale (igiene urbana) abbiamo ottenuto du spicci e 20 minuti di lavoro in più.

  • Invito rivolto a Professione Insegnante: la piattaforma rivendicativa mi sta benissimo tranne che in un punto che mediaticamente ha un effetto, a mio giudizio, non positivo: la richiesta dei 200 euro di aumento. Il messaggi iniziale deve essere piuttosto: dignità alla scuola, asset strategico per il futuro del Paese. Poi, nel resto delle rivendicazioni anche la pur legittima richiesta di adeguamento degli stipendi.

  • Perchè la petizione è su Changepuntoorg che ha la sede in un paradiso fiscale? Dobbiamo sempre farci spremere come limoni dagli americani?
    No grazie!… se esistessero ancora i sindacati al servizio di chi lavora, basterebbe indire uno sciopero SELVAGGIO! Come si faceva un tempo!
    Non cascate nel trabocchetto di questi portali che vi offrono petizioni ad personam… che persino su wikipedia si vantano di aver permesso ad una tredicenne americana di vincere una petizione che impedisse alle riviste di moda di pubblicare foto di minorenni photoshoppate!…
    ahahaha!… capite? non di non postare foto di minorenni… ma di non postare foto di minorenni photoshoppate!… ^__-
    Change punto org? no thanks!… sciopero selvaggio? Oh yeah!…

  • Dirigenti? Hanno creato potenziali ducetti tuttologi, facilmente irascibili e oberati di lavoro perche’ devono amministrare più istituti. Guadagnano bene anche in relazione a tagli e risparmio sul personale … come una fottutissima azienda commerciale globalizzata

    • Caro Claudio, mi spiace ma questa volta non sono d’accordo nel dare fiato a questa protesta solo perché si tratta di una rivendicazione di categoria (più o meno giusta), fra le tante, contro un governo di inetti e corrotti contro cui è più che giusto protestare e ribellarsi.
      Io ho sicuramente il dente avvelenato contro scuola e insegnanti, visto che per me la scuola è stata un’esperienza tremenda, per la quale potrei a diritto utilizzare la definizione che ne dà Robert Musil nei suoi Diari.
      Fatto salvo i pochi insegnanti che veramente credono nella loro missione (sicuramente ce ne sono alcuni e io stesso posso dire di averne avuto almeno uno che mi ha fornito un orientamento nella vita), la grande massa è formata da persone senza arte ne parte che in in qualche modo riescono a entrare in quel mondo solo per avere uno stipendio fisso. Quante volte mi capita di incontrare persone di questo tipo che mi raccontavano di essere riusciti ad avere una supplenza nella scuola dopo una vita di lavori o lavoretti che niente avevano a che fare con l’insegnamento e senza alcuna preparazione in tal senso.
      Ma il mio dente è diventato ancora più avvelenato dopo avere sperimentato il modo assolutamente servile e acritico in cui questa categoria ha accettato la legge sulle vaccinazioni: non uno che si sia ribellato contro questa porcheria degna di una novella legge razziale. Lasciamo pure perdere i “dirigenti”, sicuramente messi nel posto dove si trovano per la loro provata fede politica (più o meno comprata o rinforzata con i famosi 80 euro), ma dalla massa di “insegnanti” mi sarei pure aspettato una piccola scintilla di consapevolezza e dignità politica, visto che si vantano di essere dei fari di saggezza per le generazioni future. Invece solo un “appecorinamento” totale senza se e senza ma.
      Sarò felicissimo di essere smentito in futuro, ma per il momento resto con la mia certezza che una volta ottenuti i loro danari, questi diventeranno i servi ancor più fedeli di quegli altri servi che stanno qualche gradino al di sopra di loro, tanto che, per quanto mi riguarda, sono alla strenua ricerca di una soluzione alternativa alla scuola per mia figlia.

      • Molti medici sono contro la porcata vaccini, ma stanno zitti per non avere problemi… Purtroppo siamo in un regime di merda…

  • Esiste “LA SCUOLA CHE ACCOGLIE”
    un gruppo di insegnanti, educatori, dirigenti scolastici, coordinatori pedagogici, personale amministrativo e di servizio…insomma chiunque operi nel mondo della scuola, formatosi liberamente a giugno, che ad oggi conta 1600 persone sparse sul territorio nazionale, ma sta crescendo vertiginosamente! Siamo contro la discriminazione nelle scuole ma anche per una rivoluzione pacifica e culturale che porti ad avere una scuola davvero inclusiva, davvero “buona”. Ci trovate sul forum gruppi uniti o sul nostro blog http://lascuolacheaccoglie.blogspot.it
    Anche su fb… consiglio vivamente di farci un giro e,chissà,magari vi viene voglia di unirvi! 😉

  • La scuola riesce a offrire il servizio solo grazie alle insegnanti che svolgono il proprio lavoro Credendoci. I presidi demotivano gli insegnanti e gestiscono le loro sedi con atteggiamenti manageriali danneggiando gli utenti.

  • Sono un’insegnante precaria del terzo municipio che lotta per quello che crede, il suo lavoro di insegnante, noto che da quest’anno si stia facendo un grande caos nella gestione delle supplenze nelle scuole capitoline di Roma, forse da quest’anno sto avendo qualche certezza in più ma ben poche,noi insegnanti dovremmo avere più considerazioni soprattutto da parte del governo,sperando almeno di vivere dignitosamente per permetterci anche una casa.

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