Il virus Marburg colpisce l’Africa: peggio della morte nera

NUOVO VIRUS - PEGGIO DELLA MORTE NERA

La peste del Madagascar

Il Malawi si sta organizzando per difendersi dall’epidemia di peste dal Madagascar, come riportato dal Daily Mail, dove si evidenzia che la malattia non cessa di diffondersi su tutto il territorio dell’isola africana. Almeno 143 persone sono morte e più di 2000 sono state infettate da quando, agli inizi di agosto di quest’anno, è stato lanciato l’allarme. Sono ora 10 le nazioni del continente africano colpite dall’epidemia.

Il Ministro della Salute del governo del Malawi ha confermato che il governo è pronto ad affrontare eventuali casi d’infezione, in una situazione di crescente preoccupazione a causa dei “confini colabrodo” che contraddistinguono il continente africano: “Abbiamo attrezzature dedicate alla prevenzione dell’infezione nonché gruppi di lavoro e squadre specializzate pronte per essere attivate nel caso s’identifichi un focolaio”.

Gli stati del Sud Africa, Mauritius, Seychelles, Tanzania, Réunion, Mozambico, Kenya, Etiopia e Comoros sono stati allertati, essendo tutti egualmente a rischio.

africa virus aree interessate

I casi d’infezione sono aumentati dell’otto per cento nel solo spazio di una settimana. Il professor Jimmy Whitworth, esperto di salute pubblica, ha descritto questa epidemia come “la peggiore degli ultimi 50 anni e più.”. I ricercatori stanno lavorando duramente per assicurarsi che la malattia non si diffonda dal Madagascar all’Africa continentale.

La buona notizia è che il ceppo patogeno responsabile della peste può essere combattuto con antibiotici: i soldi dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) saranno impiegati per finanziare personale medico supplementare, la disinfestazione degli immobili e il carburante per le autoambulanze.

Il virus Marburg: peggio della morte nera.

Oggi tuttavia un nuovo virus, per il quale i medici non hanno ancora sviluppato una cura, si sta diffondendo. Il nuovo virus ha una mortalità vicina al 90%, per cui ben più letale della ‘morte nera’ che sta flagellando il Madagascar, come riportato dall’Express.co.uk.

Il primo focolaio è scoppiato in Uganda e ci sono stati già 5 casi identificati. Il virus è conosciuto con il nome di Marburg. È simile all’Ebola e secondo la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità rappresenta una delle infezioni più virulente che possano colpire l’uomo:

Il Virus Marburg è responsabile di una malattia rara con un alto tasso di mortalità, per il quale non c’è alcun trattamento specifico. Il virus si trasmette attraverso contatto diretto con sangue, fluidi corporei, e tessuti di persone o animali selvatici infetti (scimmie e pipistrelli della frutta).”

Il focolaio si è sviluppato all’inizio di settembre quando un trentenne, che lavorava come cacciatore e che viveva vicino a una grotta popolata da pipistrelli, è stato ricoverato presso una piccola clinica locale, manifestando sintomi quali febbre alta, vomito e diarrea. Le sue condizioni si sono aggravate velocemente e la terapia antimalarica è stata inutile. L’uomo è morto subito dopo essere stato trasferito in un altro ospedale. Subito dopo è morta anche la sorella, con gli stessi sintomi.

Dopo la morte di altri tre membri della famiglia, a testimonianza dell’altissima virulenza del virus Marburg, sono stati avviati controlli a tappeto al confine tra Uganda e Kenya, in Turkana. Il personale sanitario è stato invitato a rendere i propri servizi presso le comunità agricole locali, nel tentativo di contenere il contagio. Si teme infatti che centinaia di persone siano state esposte al virus, e che un’epidemia di Marburg vada ad aggiungersi alla peste del Madagascar.

Secondo il dottor Zabulon Yoti, coordinatore tecnico di Emergency presso gli uffici regionali Africani dell’OMS, “il coinvolgimento della popolazione è la chiave del successo della risposta all’emergenza”. Gli operatori sanitari dovrebbero “lavorare con le comunità locali per costruirsi una possibilità di successo e sostenibilità” e sviluppare una più adeguata comprensione delle usanze e delle tradizioni locali.

traduzione e riadattamento di Domenico Migliorini

10 commenti

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  • Così d’improvviso! Così come sucesse con AIDS che alcuni scimpanzè infettarono in mondo; ora sono i pipistrelli della frutta. Non c’è cura, ma a breve sarà sicuramente disponibile un vaccino e sarebbe bene renderne obbligatoria l’assunzione, specie ai bambini sotto i due anni di età, particolarmente esposti ai rapporti sessuali non protetti.

    • I virus di questo tipo (breve tempo d’incubazione) hanno meno capacita’ di espandersi.
      l’HIV o l’HCV (EpatiteC) invece che sono meno letali ma pericolosissimi si espandono senza grandi problemi.
      Per i virus non si hanno mai cure dopo l’infezione. L’unico nella storia per cui se ne e’ trovata una fu l’Epatite C con l’antivirale della Gilead che cura pazienti affetti al 99% dei casi senza controindicazioni ma che e’ oggetto di polemiche per gli altissimi costi che la casa americana ha caricato al farmaco innovativo (circa 80000$ a cura).
      Per gli altri virus l’unica strada rimane la vaccinazione (Epatite B ad esempio) ma per HIV nemmeno quella e’ praticabile data l’alta variabilità’ genetica del virus dell immunodeficienza acquisita.

  • ma guarda un pò che strano …… ogni qualvolta si debella un qualche virus mortale poco dopo ne arrivano e se ne scoprono altri. E via di vaccinazioni obbligatorie (per la felicità delle multinazionali del farmaco). Non ricordo bene se si tratta dell’ebola e dell’aids (leggasi dott. Cyril Broderik), ma mi pare di aver letto che sono “brevetti americani”. Guarda un pò tu.

    • Da un lato fai bene a sospettare certe implicazioni, dall’altra di fatto devi considerare il Marburg come una specie di Ebola altrettanto mortale ma forse con minori capacita’ di infezione (visto che sembra non passi dall’aria, come si e’ ritenuto per certi ceppi di Ebola).
      Quindi sul piano della biologia evolutiva di popolazioni di microorganismi e’ abbastanza comprensibile che in mammiferi non lontani da noi si possa incubare ed evolvere rapidamente una specie/ceppo nuova. Se consideri che ad ogni ciclo vitale si parla di milioni di milioni di nuovi individui e che il tasso di mutazione del DNA spontaneo e’ uno su diecimila, fai presto, in luoghi d’incubazione idonei (i pipistrelli) a generare spontaneamente specie nuove….. Probabilmente nessuno ha le prove che sia avvenuto cosi ma e’ ben possibile e si sa che certi meccanismi avvengono

    • No certo la novità’ tuttavia sta nel fatto che si e’ avuto un focolaio d’infezione notevole e che l’area di esposizione si sovrappone a quella dell’altra epidemia.
      Questa e’ una notizia!nEd e’ importante tenere presente cosa accade sotto casa.

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