Chiuso network con milioni di iscritti. Fake News? Parla Davide Colono, DirettaNews e Web365

La scure contro alle presunte Fake News si è abbattuta violentemente negli ultimi giorni contro il network di DirettaNews e Web365, con oltre 3 milioni di iscritti alle relative pagine Facebook, dopo un’inchiesta di BuzzFeed, pubblicata da Alberto Nardelli, con la collaborazione di Andrea Stroppa, ex consulente di Matteo Renzi (PD).
In seguito all’inchiesta, le pagine Facebook afferenti al Network, anche se certificate, sono state chiuse, mentre tutti i maggiori quotidiani hanno dato grande risalto alla vicenda, accusando la famiglia Colono di essere alla guida di una ragnatela di siti che pubblicano notizie false.

Byoblu ha raggiunto in via esclusiva Davide Colono, di DirettaNews.it: Eugenio Miccoli lo ha intervistato per voi

Davide Colono, che in questi giorni è finito su tutti i più importanti media italiani per un caso evidenziato da BuzzFeed. Sono state chiuse alcune delle pagine Facebook del suo network con milioni di visualizzazioni e di followers, e oggi Davide ci racconta la sua versione in esclusiva per Byoblu, e soprattutto ci spiega come mai non vuole essere ripreso.

Perché in questo momento io non sono pronto, non ero nemmeno pronto a un’intervista, non ero pronto a questa situazione perché è arrivata una bomba in una famiglia normale, in una famiglia che lavora, una famiglia che non ha le intenzioni che hanno comunicato tutte le principali testate italiane, una famiglia che ama – come tutti – la privacy e la tranquillità.

Andiamo per ordine: come mai tutti i giornali si interessano al vostro caso? Qual è il ruolo che tu rivesti in questo momento nelle società di cui si parla?

Io sono responsabile marketing di Nextmediaweb, che è una società che non ha nulla in comune con Web365 se non il fatto che il proprietario è mio fratello, con cui ho uno scambio di idee dal punto di vista familiare e professionale. Penso che non ci sia niente di illecito e di grave. Sono stato colpito da questa vicenda non solo perché sono stato colpito personalmente in qualità di professionista del web, ma anche perché si è voluto violare una libertà di espressione imprescindibile, che appartiene ad ogni cittadino e ad ogni giornalista. Tutto è cominciato – non si sa come – con l’arrivo di una serie di mail da BuzzFeed a diversi miei familiari e amici, compresa un’associazione religiosa, con un tono che presupponeva un messaggio velato del tipo: “Vi abbiamo beccato: uscite fuori“. Mio fratello ha telefonato al Sig. Nardelli usando un tono molto pacato…

Chi è il Sig. Nardelli?

Alberto Nardelli è il redattore che ha scritto questo articolo su BuzzFeed. Credo che sia un giornalista di BuzzFeed. Che si è “intromesso” nella nostra famiglia chiedendo a mio fratello delle spiegazioni sul perché esistevano tre società che svolgevano delle attività collegate. E mio fratello gli ha spiegato: siamo una famiglia, ci siamo divisi per concentrarci meglio su determinati temi, anche perché in seguito a piccoli dissidi interni iniziali, abbiamo deciso che ognuno si sarebbe occupato di diversi compiti. Difatti, io sono responsabile della sezione che si occupa del canale sportivo e mio fratello segue il canale delle news. Successivamente sembrava Nardelli si fosse chiarito le idee e avesse solamente mosso una critica al modo di comunicare, che riteneva fosse un po’ accattivante, ma nonostante questo avrebbe valorizzato la nostra realtà che era importante e non si trattava solamente di un brand. A noi era sembrata quasi un complimento.

Invece?

Invece si è praticamente concretizzata non solo in una critica da parte di BuzzFeed – in seguito mostrerò i loro contenuti -, ma su tutto quello che pubblicizziamo e pubblichiamo. Hanno criticato un blog e non una testata giornalistica di Web365 – che è la società di mio fratello – dicendo che è di stampo nazionalista, xenofobo e altre cose, sulla scia di contenuti che erano stati messi forse con un po’ di azzardo rispetto alla realtà, ma si tratta comunque di un blog. Un blog che seguiva una forma di protesta che oggi in Italia …penso sia sotto gli occhi di tutti. Questa immigrazione sregolata, quello che si sente tutti i giorni, che avviene quotidianamente. Il punto è che esiste il direttore della testata che è tenuto per legge a rispondere di tutto quello che pubblica liberamente sul blog. Dal momento in cui esiste un direttore di testata, perché non hanno chiamato lui a rispondere? Perché hanno violato la nostra privacy familiare, mettendo nomi e cognomi dei proprietari in tutto il mondo? Questa cosa è allucinante! Questo è disumano, un comportamento disumano! Nei confronti di una famiglia che fa il suo lavoro. Quindi quel titolo di BuzzFeed – che riprendiamo – che ci fa vedere come in una realtà, grande realtà alternativa di media – è stato trasformato da “Repubblica” in questo modo:  “Dalle fake news al copia-e-incolla, il network…“.

Il “Network”, non i “Siti” o il “Sito”, il “Network italiano delle bufale”! Ok? E mettono questa foto: “Incredibile, 10 minuti e il tumore sparisce” – è uno screenshot di DirettaNews.it -. Quindi un’immagine che fa impatto per dare di noi questa idea che ci inventiamo le notizie. Però poi io vado sul Giornale e lì leggo: “Tumori, in Italia l’intervento rivoluzionario: sciolto il cancro in 10 minuti“. Poi vado addirittura su AdnKronos: “Ecco l’ago che scioglie i tumori in 5 minuti, tecnica innovativa a Chioggia“. É lo stesso articolo ripreso, e loro hanno detto ancora meno: “5 minuti”. Però hanno messo come capro espiatorio l’articolo di DirettaNews che in “10 minuti toglie il tumore”. Allora, se l’ha messo “IlGiornale”, l’ha messo “AdnKronos”, l’ha messo perfino Il Corriere: “L’ago incandescente per rimuovere i tumori in dieci minuti: funziona?”… E qui c’è un articolo di Repubblica vecchio: “Tumore al pancreas “bruciato” in 30 minuti“.

Ma da dove esce, da quale pulpito viene questa lezione? Questo è il dato di fatto di cui noi ci dobbiamo preoccupare. Non sei libero di poter esercitare una professione o anche di pubblicare un pensiero, un libero pensiero. Perché se non va bene a qualcuno te la bollano come fake news! O come copia-e-incolla! La nostra è una testata giornalistica che è presente sui motori di ricerca, e lo sanno anche i bambini che se fai il copia-e-incolla, poi cosa succede? Succede che verrai penalizzato da Google. Quindi è contro le logiche sane di un’azienda che fa questo lavoro.

Questa è una testata che lavora da anni: 160.000 articoli vuol dire che hai scritto per anni, che sei registrata al Tribunale. Questo significa che noi – purtroppo – non possiamo oggi nasconderci anche se non avremmo voluto trovarci in questa situazione. Nasconderci davanti a qualcuno che ti è venuto a puntare il dito perché volevano dare un segnale che tra un po’ chiuderanno la bocca a tutti. Se non parli il loro linguaggio non puoi più parlare perché con questa strategia delle fake news loro manipolano esattamente il tuo messaggio rendendolo vietato. Non puoi scrivere quello che pensi, non puoi scrivere quello che pensi! Questa è la cosa sulla quale invito tutti – i giornalisti in primis – a riflettere. A voi giornalisti dico: vi stanno mettendo il bavaglio! Non si è più liberi di dire ciò che si pensa! Non si è più liberi di esprimere nemmeno un concetto!

Nessuno dice – non vedo mai una notizia – che c’è un pullman che difende le famiglie e non lo fanno parcheggiare nelle piazze italiane! Cioè, al pullman che difende la famiglia naturale non viene permesso di parcheggiare in determinate piazze italiane: non lo scrive nessuno! Noi l’abbiamo scritto! Dà fastidio che scrivi certe cose. Perché siamo liberi.

Con la mia intervista a Byoblu, vorrei sostenere la protesta di Claudio. Possiamo avere idee politiche diverse, possiamo essere io credente e lui ateo, però questo è un bavaglio alla libertà di parola! Alla libertà di esercitare anche un lavoro, perché questo per noi è lavoro. E oggi, grazie a Facebook che ha bannato una pagina con tre milioni di persone,  anche perché quest’azienda investe, quindi acquistate anche facendo degli investimenti su Facebook, per avere tanta audience. Tutti così: buttati via perché qualcuno non vuole che parli. Ma è grave! Succederà a molti di voi! Se non ci ribelliamo succederà a molti di noi! Questa è la cosa grave!

Io non sono nessuno per dire: noi siamo perfetti, siamo giusti, non abbiamo fatto un errore… No, anzi ditecelo: lavoreremo per migliorare. Parlate al direttore della testata che non è stato considerato, è stato esonerato da ogni competenza. Qualcuno ha deciso che il direttore oggi non conta più, andiamo al centro, distruggiamo quella proprietà, quella realtà familiare. Magari avranno visto sulle pagine Facebook che siamo cristiani, andiamo a messa perché c’erano foto religiose. Vedono che gli facciamo un attacco del genere, se la fanno sotto e tolgono tutto, ma non va bene, non va bene.

Se vogliono venire a conoscerci lunedì sera alla stazione Tiburtina alle 8,45 – anzi – gli faremo conoscere i nostri amici poveri. Siamo disposti a farci vedere lì. Per quello non voglio la telecamera, per quello perché è anche una questione di rispetto umano verso persone, una famiglia, una realtà che lavora onestamente.

Perché – secondo te – hanno attaccato voi proprietà e famiglia sostanzialmente, piuttosto che chi ha la competenza di fare, di dare delle spiegazioni?

Perché se attacchi la proprietà la intimorisci. Se intimorisci una proprietà, l’azienda può sparire. Se invece tu attacchi il direttore di una testata, il direttore può essere sostituito. Un amministratore può essere sostituito, ma una proprietà non può essere sostituita. O muore o vende tutto.

Quindi gogna mediatica per fare fuori tutta la macchina, tutta l’entità.

Certo! Questo è chiaro, perché sennò non ha una spiegazione. L’hanno chiamata “SPA delle fake news”. E non è così. Andiamo sul sito, andiamo a vedere se ci sono le fake news.

Andiamo sul sito e vediamo che tipo di titoli pubblicate… perché anche io prima ho dato un’occhiata. Effettivamente qui i titoli a volte sono sensazionalistici, attirano… magari cercano di attirare l’attenzione, anche magari sfruttando le debolezze delle persone. Lo dico in tutta sincerità, è quello che ho percepito dalle letture.

Cambiamo testate, andiamo su altri siti di tutto il web. Se tu mi dici che noti delle differenze, io ti dico: fammele vedere. Adesso prendiamo un video a casi di Repubblica, vediamo… è abbastanza recente: “Australia, il coccodrillo gigante è invisibile e sbuca da un rivolo d’acqua“. Anche questo titolo è prettamente rivolto alla curiosità degli utenti. Credo che sia uno degli articoli più letti del mese, dei video più visti del mese. Ma potrei citare altri mille siti.

Se non parli il loro linguaggio devi stare fuori perché dai fastidio. Questo è il punto. Il resto sono tutte cose che girano attorno a questo concetto: dai fastidio! Tu puoi dire che la famiglia naturale è meglio della famiglia a tre e allora per noi questo non va bene, non lo puoi dire. Non lo devi dire. Questo è il problema italiano oggi, il problema che stiamo vivendo. E io lo dico a tutti i blogger, a tutti quelli che fanno questo lavoro: se non cogliamo questa occasione per difendere un diritto di tutti, veramente a breve avremo tutti il bavaglio. E dovremo sottometterci a qualcuno che decide le cose per noi!

14 commenti

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  • Io sono stato bannato 2 volte, la prima ho pubblicato un vecchio articolo sulla corruzione di De Lorenzo e i vaccini Glaxo, e la seconda volta sull’illegibilità di Dell’Utri. Non vengono a spiegarti il regolamento, lo impari quando vai oltre il loro standard.

    • I quotidiani Corriere della Sera, La Stampa, Repubblica, il Mattino di Napoli e tanti altri, sono giornali che portano a spasso il loro cadavere e si pubblicano ancora perché campano con i finanziamenti pubblici elargiti dai governi in carica. Il calo delle vendite è su percentuali elevate di circa il 65% e queste testate sopravvivono con i finanziamenti pubblici elargiti dal potere che li mantiene in vita. Con questo ho detto tutto! Ora visto che il web è tantissimo più forte dei giornali di sistema citati, adesso PD & C. spostano il tiro colpendo sul web chi non è “allineato” al loro gioco… Chiaro il concetto?

  • ma chi ha firmato il provvedimento di bloccare il blog…e se non il firmatario..la società a cui appartiene…vuoi magari per clausola contrattuale vessatoria o come si dice”capestro”.. non è denunciabile per abuso di posizione dominante e mettergli in conto dannti tutti i mancati introiti interessi inclusi…date una letta alle leggi dell’U.C.C. universal commercial code… la bibbia del commercio…perchè di questo si tratta… internazionale

  • Io trovo vergognosa la creazione di fake news, e di hater.

    Mentire, è gravissimo!
    La falsa testimonianza, è gravissimo!

    E poi pure i siti religiosi, andate a fare.
    Sepolcri imbiancati.

    Spero vi diano la galera, altroché.

    • Carissimo ma lei da quale dato sta asserendo quello che ha detto? da quello che ha letto o dalla verità?
      è cosi sicuro di esserne portatore?

      Buona Giornata!

  • Ho scoperto (ma me lo sentivo) che il sito religioso è su Medjugorie.

    Il cerchio si chiude.
    Si sono formati per anni sulle bufale di Medjugorie.

    Passare a creare bufale loro, è stato un passo facile.

    • Caro “italiano” già sapere il tuo nome sarebbe meglio…

      A Medjugorje ci sono andati 60 milioni di pellegrini (io tra questi) e quindi sono tutti vittime di cose false… chi lo dice ?
      Tu sei portatore di verità?
      Giusto per saperlo!

      Davide Colono

  • Il fratello di questo signore è il famoso Sbancatore, che ha creato su Internet il primo social network del betting, che raccoglie migliaia di iscritti, e che, attraverso l’iscrizione ai bookmakers tramite link pubblicati sui vari post giornalieri, guadagna in percentuale sulle perdite dei propri iscritti. Il modo più facile per far perdere i propri iscritti, saprete bene, è proporre bollette con coefficienti alti, molto difficili da prendere. Quindi io, prima di parlare o difendere il business di questa santa famiglia, cercherei di conoscerla un tantino meglio.

      • ecco appunto, in virtù della libera informazione, io andrei a prendere maggiori informazioni riguardo questo altro lato del business di famiglia. Anche per dare un quadro più approfondito della vicenda. Ovvio, non certo la famiglia Colono ha inventato o messo in patto la politica commerciale dei click=guadagno. Però ripeto:andrebbe fatta luce un po su tutte le aree di business messe in atto da questo network familiare. Nulla di illecito, ma certamente legato (come nel caso del betting on line) sulla scarsa informazione del cliente-utente finale.

      • Caro Giovanni se anche fosse come tu dici questo sta a significare che se tu hai un fratello che fa il muratore o il geometra anche tu ti occupi di costruzioni???
        Parlare e giudicare è facile quando la realtà non si conosce o quando la realtà vuole essere disegnata come lo si vuole, noi come società non ci nascondiamo e siamo vittime di un attacco politico e non solo, per questo sarebbe bene andare a vedere l’oggetto della nostra battaglia e non chi è cosa e come… questo che è stato fatto è una VIOLENZA ASSURDA all’ ARTICOLO 21 della Costituzione Italiana.

        Se poi non condividi quello che fa lo sbancatore come dici tu, vai prima in tutte le aziende che propongono betting e esponi una protesta contro di loro e lo stato che lo permette.

        Buona Giornata

  • Rispondo a Web365 nel merito della normativa sul betting. A parte che mi sta confermando la parentela con il noto Sbancatore, specifico che, se io entro in un’agenzia so che quell’agenzia prende una percentuale sul mio giocato e sulle mie perdite, è ovvio! Sennò non si spiega perchè una persona si debba aprire una agenzia 🙂 Diverso è il caso in cui un venditore di pronostici via internet o tipster per dirla alla inglese, propone i propri pronostici sia a pagamento sia gratuiti, ma pubblicizza i bookmakers nelle sue pagine. Per due motivi: 1) a me scommettitore mi chiedi di darti fiducia nella “battaglia” contro i bookmakers, quando tu con quei bookmakers ci vai a colazione, pranzo e cena, e senza quei bookmakers forse neanche potresti vivere….2) Lo Sbancatore ha potuto creare il suo betting network in mancanza di un vuoto normativo grande come una casa! Perche ci si potrebbe appellare a una serie di aspetti normativi (tra i tanti la mancanza di informazioni chiare alla stipula di un contratto) che permetterebbero di far finire questo fenomeno dilagante, Quindi caro web365, non faccia la vittima. Perchè proprio quella legge alla quale lei si appella, è mancata nel momento in cui il business della sua famiglia è nato! (nelle scommesse come nell’informazione in generale)

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