Caso Moro: per la commissione parlamentare a scuola si studiano verità di comodo, costruite a tavolino.

Non c’è che dire: il Complottismo sta decisamente prendendo piede. E da un paio di giorni risulta ufficialmente complottista persino la Commissione parlamentare d’inchiesta sul delitto Moro, presieduta da Giuseppe Fioroni e attiva dal 2014.

Sì perché, con una relazione datata 13 dicembre, questa Commissione conferma puntualmente buona parte dei punti evidenziati dal libro L’Honda anomala di Pietro Ratto a proposito di cui vi rimandiamo alla videointervista virale pubblicata il 21 luglio scorso. Un libro che ha suscitato diversi vespai, che è stata decisamente boicottato dal mainstream, e il cui contenuto adesso viene confermato dai risultati di un nutrito gruppo di onorevoli e di esperti di quella drammatica vicenda che portò alla morte del grande statista democristiano.

La coincidenza tra i risultati raggiunti dalla Commissione e quanto sostenuto e provato da Pietro Ratto nel suo libro è impressionante. Ne ricapitoliamo i punti principali:

  1. Il delitto Moro non fu un’azione ascrivibile banalmente al solo terrorismo italiano di sinistra bensì da inquadrare nell’ambito del terrorismo internazionale
  2. Risulta evidente un coinvolgimento diretto o indiretto della Chiesa, nelle persone di alte cariche dello IOR (la Banca Vaticana), nella drammatica vicenda. A titolo di esempio, in relazione agli immobili utilizzati dalle BR per dar corso al loro rapimento.
  3. La versione ufficiale, quella che per intenderci compare sui libri di testo e che i nostri studenti imparano a scuola, dev’essere intesa come “versione di comodo”, elaborata “a tavolino” per risultare una “verità dicibile”.

Resta il mistero relativo agli altri elementi riscontrati, ma non divulgati al fine di evitarne l’inquinamento. Elementi per altro saldamente in mano agli inquirenti, tra i quali ci si augura figuri anche la questione della moto Honda presente in via Fani e dell’identità di almeno uno dei due passeggeri.

A questo punto, un’unica preoccupazione. I lavori della Commissione Fioroni dovranno inevitabilmente chiudersi con l’imminente fine dell’attuale legislatura. La Procura competente, in base agli elementi acquisiti, riaprirà finalmente le indagini o, come spesso accade in Italia, tutto passerà in cavalleria?

 

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