Zibordi spara a zero sul Debito Pubblico!

Giovanni Zibordi, ospite di “Sovranità monetaria e sviluppo economico“, incontro tenutosi a Milano il 14 dicembre 2017 e organizzato da Moneta Positiva insieme a Fabio Conditi, smonta la retorica del debito pubblico di modo che la capirebbe anche un bambino.

Il debito pubblico è una partita di giro che gli stati sovrani usano per creare il denaro che serve  a fare la spesa pubblica. Ma quando vi fanno credere che sia un problema, è lì che inizia l’inganno.

di Giovanni Zibordi

Tutte le banche centrali, anche la Banca d’Italia, hanno comprato centinaia di miliardi di Titoli di Stato. Hanno cominciato i giapponesi, poi gli americani, gli inglesi, la Banca Centrale Europea, lo comprano gli svizzeri, la Svezia, la maggior parte dei Paesi. La Banca Centrale stampa soldi col computer e poi compra i Titoli di Stato. Però solo gli inglesi hanno avuto il coraggio – sì, il coraggio – di dire: “Guardate: qui c’è lo Stato che si indebita: emette un Titolo di Stato. Poi la Banca Centrale, che lavora per lo Stato, per conto dello Stato (è lo Stato che dà il potere alla Banca Centrale di creare tutti questi miliardi) lo compra e se lo tiene“. A quel punto cosa succede? È come un marito e una moglie, dove il marito si indebita con la moglie e la moglie s’indebita col marito, però l’indebitamento complessivo della famiglia non è cambiato, no? Se io mi indebito con qualcun altro (con un mio amico, con una banca), sono indebitato. Se io presto i soldi a mia moglie e mia moglie li presta a me, e rimaniamo assieme, non cambia niente.

Ecco, nel nostro caso, a differenza di una moglie, la Banca Centrale non può andarsene via. La Banca Centrale è un’istituzione dello Stato. il Governatore viene nominato con Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio e previa deliberazione del consiglio dei ministri, e i suoi poteri vengono conferiti dallo Stato. Se lo Stato cambia le leggi, la Banca Centrale non esiste più o non ha più poteri, non può più fare niente! Quindi è un organo che dipende dallo Stato: lo Stato s’indebita, poi un suo organo compra il debito creando dei soldi. Lo fa… non va a prendere i soldi delle tasse e non va a indebitarsi. Stampa col computer 1.000 miliardi e compra i 1.000 miliardi. E parliamo di cifre di questo genere, perché Banca d’Italia ha già comprato 250 miliardi solo lei negli ultimi due anni di Titoli di Stato. Allora, a quel punto tu dici: “Scusa, è una partita di giro. Io mi indebito con chi?”. Non sono più indebitato con l’estero, con una banca tedesca: sono indebitato con me stesso. Io Stato mi sono indebitato, il mio debito va sul mercato, ma poi la Banca Centrale lo compra e se lo tiene e quando va in scadenza ne compra degli altri“. E lo fanno dappertutto: lo fanno gli americani, i giapponesi, gli inglesi ecc… Che senso ha dire che l’Italia ha ancora un debito di 2.400 miliardi? I giornali dicono: “Il debito è di 2.400“. Non è vero! Non è vero: 400 ce li ha la Banca d’Italia, altri 2 0 300 ce li ha la Banca Centrale Europea. Dovresti tirarne via almeno 600 perché anche la Banca Centrale Europea poi li compra per conto di chi? Degli Stati e dello Stato italiano. Noi siamo parte della Banca Centrale Europea: il 17% è nostro.

Allora, gli inglesi hanno tirato la conclusione e hanno detto: “Questo debito non esiste più in realtà: lo Stato inglese si è indebitato con la Banca d’Inghilterra che lavora per lo Stato inglese e stampa soldi per lo Stato inglese. È come se lo Stato inglese se li fosse ricomprati“. E quindi loro nel bilancio a un certo punto, 2 anni fa, hanno cominciato a dire: “Beh! C’è il debito pubblico che è quello dei giornali e poi c’è il debito pubblico che è invece al netto di quello che ci siamo ricomprati con la Banca d’Inghilterra” e hanno cominciato a scriverlo nei loro bilanci. In Italia, in Europa no, nel resto del mondo no. Io l’ho citato per dire: “Guardate che quando io dico che il debito in realtà è meno – il debito pubblico -, non è una mia idea strampalata: è scritto ad esempio nei documenti inglesi“. Loro l’hanno messo nero su bianco, hanno tratto le conclusioni sul fatto che da una parte ci sono questi Titoli di Stato nel bilancio della Banca d’Italia, e dall’altra lo Stato – in teoria – è indebitato per questi titoli di Stato. Ma più 1 e meno 1 fa 0. Nel caso dell’Italia potresti fare più 600 e meno 600 e togliere 600 miliardi di Titoli di Stato.

Ora, quando faccio questo discorso i professori di economia sollevano ovviamente delle obiezioni. Loro dicono: “Ah! Ma un giorno la Banca Centrale potrebbe rivenderli sul mercato e a quel punto lo Stato si ritroverebbe di nuovo indebitato col mercato“. Io dico: nessuno ancora l’ha fatto! I giapponesi hanno cominciato 20 anni fa a far comprare Titoli di Stato alla loro Banca Centrale. La loro Banca Centrale ha comprato i Titoli di Stato pari a tutto il PIL giapponese, una quantità che ormai è arrivata al 60% di tutto il debito pubblico. Continuano a comprare e non hanno mai smesso. Gli americani hanno detto che forse un giorno lo faranno, ma non hanno ancora cominciato a rimetterli sul mercato. Gli inglesi, gli svizzeri… nessun Paese ancora l’ha fatto! Tutti, una volta comprati i Titoli di Stato, li lasciano nel bilancio della Banca Centrale e quando vanno in scadenza ne comprano degli altri per mantenerne sempre quella quantità. Quindi, di fatto, si tratta di Titoli che sono spariti dal mercato, non ci sono più! E le cedole, gli interessi a chi vanno a finire? Allo Stato, perché alla fine è la Banca d’Inghilterra o la Banca d’Italia che li gira allo Stato.

Nell’attesa del resto della trascrizione del suo intervento, qui trovate anche l’interessante confronto tra Giovanni Zibordi e Marco Saba sul tema della creazione del denaro.

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  • Perché questi delinquenti non l’hanno fatto da sempre?
    Allora hanno ragione tutti coloro che dicono,
    che il DEBITO PUBBLICO è una truffa.

  • I conti non mi tornano, partendo dall’assunto che la BCE è una banca privata, dubito che gli interessi li ridistribuisca ai paesi sovrani, inoltre c’è tutto il discorso sul signoraggio bancario, tutti temi trattati in questo blog. Come è possibile sostenere questa tesi?

    • Il reddito da signoraggio della Bce viene redistribuito ai suoi azionisti, cioè alle banche centrali nazionali, in proporzione alle quote di partecipazione che essi possiedono. In particolare: Deutsche Bundesbank 18,94%,
      Bank of England 14,52%, Banque de France 14,22%,
      Banca d’Italia 12,5%, Banco de España 8,30%. La banca d’italia restituisce allo stato italiano i suoi redditi da signoraggio, salvo una piccola parte mantenuta come riserva, come previsto dal suo statuto, articolo 38 comma 2.

  • Sono spariti i miei commenti… Cmq ripeto che il debito pubblico purtroppo esiste ed è mostruoso. E la colpa non è certo della sfiga, ma di tanti governi italioti…

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