FINIREMO TUTTI ARROSTO – Giulietto Chiesa

Intervento di Giulietto Chiesa allo IASSP (Istituto Alti Studi Strategici e Politici) di Milano, ripreso dalle telecamere di Byoblu, sul tema del rapporto tra la sovranità degli stati e la mondializzazione.

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  • Quello dei limiti dello sviluppo, la cui teoria ha preso rinnovata vitalità dall’elaborazioni teoriche del Club di Roma, è da sempre uno dei cavalli di battaglia dell’élite finanziaria internazionale.
    Nel 1972 venne pubblicato da Jorgen Randers e altri, il famoso libro “I Limiti dello Sviluppo” che rilanciò, con modelli computeristici, la vecchia e screditata teoria di Malthus. Questo Randers fu vicedirettore del World Wildlife Fund internazionale, la madre di tutte le organizzazioni ambientaliste, fondato e guidato dal consorte della Regina Elisabetta, il principe Filippo. Il fascismo ecologico dell’impero britannico ha, fin dall’ottocento, fatto proprie le istanze ambientaliste per giustificare la sottrazione delle risorse a una parte dell’umanità inquadrando il conflitto in una visione malthusiana. L’idea di “risorse in via di esaurimento” crea la corsa al loro accaparramento e quindi uno stato di guerra permanente. La pace invece richiede un sistema di sviluppo “creativo” basato sulla collaborazione che permette di superare con nuove tecnologie, compatibili con gli equilibri ambientali, i limiti di un sistema finito di risorse e garantire la diffusione del benessere senza dover far ricorso a un controllo di tipo malthusiano della crescita demografica.

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