Taranto, vaccini in classe: allarme tra i genitori.

Taranto, vaccini in classe: allarme tra i genitori

La voce si è sparsa rapidamente questa mattina: in una scuola di Taranto la ASL si è presentata per vaccinare i bambini durante l’orario di lezione, e – sembrerebbe – all’insaputa dei genitori. La denuncia arriva da un dipendente della scuola, l’Istituto Comprensivo Cesare Battisti di Taranto, che ha allertato alcuni genitori attivi nelle associazioni per la libertà di scelta.

Byoblu ha allora contattato un genitore esponente di un gruppo di Taranto, che ha dato la sua versione, raccontando alcuni particolari della vicenda. La ASL sarebbe arrivata questa mattina con un furgone bianco, senza iscrizioni di alcun tipo, e avrebbe proceduto alla vaccinazione di alcuni ragazzi delle medie e di quinta elementare. Le vaccinazioni, secondo quanto riportato, riguarderebbero Papillomavirus, meningite, e MPRV (Morbillo, Rosolia, Orecchioni, Varicella). Sempre secondo il genitore, la scuola sarebbe stata allertata fin dal giorno precedente e avrebbe anche preparato il lettino e la sala per accogliere i medici della ASL, mentre nulla sarebbe stato comunicato ai genitori. Per la precisione, due mesi fa alle famiglie dei ragazzi della medie era stato sì chiesto un consenso informato per procedere alla vaccinazione riguardante il papilloma virus, ma nulla sarebbe stato loro proposto relativamente ad altri vaccini.

La scuola, raggiunta dalla redazione di Byoblu, si è trincerata dietro un “no comment” per “proteggere la privacy dei ragazzi”. Il Responsabile del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto, dott. Michele Conversano, da noi contattato, ha dichiarato invece che non si è verificata alcuna vaccinazione al di fuori del consenso informato già firmato dalle famiglie, che l’intervento ha riguardato esclusivamente i ragazzi delle medie e che non è stata effettuata alcuna vaccinazione MPRV.

Chi ha ragione? Forse ne sapremo di più nelle prossime ore. Comunque sia andata, questa vicenda restituisce il polso di un paese diviso su una questione fondamentale che investe direttamente la salute dei bambini e che suscita emozioni contrastanti. Un paese nel quale il sacro zelo delle ASL nell’effettuare le vaccinazioni in classe (anche quelle non obbligatorie) appare poco commisurato a una città come Taranto, dove mancano le TAC e dove si ammalano di cancro il 30% di bambini in più rispetto alla media nazionale, cui spesso la malattia viene diagnosticata in ritardo.

11 commenti

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  • a Taranto i bambini muoiono di tumore.per l’ilva. non si può vacinare senza il consenso dei genitori!!!! basta dittatura..

  • Credo di poter dire, senza tema di smentita, che una dittatura dichiarata sarebbe sicuramente meno ipocrita e subdola di quella che stiamo vivendo. A qualsiasi spirito critico, ancora in grado di intendere e di volere, non sfugge il fatto che vi sia una volontà distruttiva dell’essere umano in tutti gli ambiti, da quello economico, a quello sanitario, a quello alimentare per passare poi a quello dell’istruzione. Basta dare un occhiata ai ministri che hanno avuto la spudoratezza di eleggere a tali dicasteri quale quello sanità ed istruzione per comprendere come si possano permettere di farsi beffe di noi e del nostro intelletto.
    Anche noi di traterraecielo.live operiamo per una ribellione intelligente e pacifica a colpi di informazione. Solo quella ci può rendere liberi di scegliere e soprattutto di attuare, in modo efficiente ed efficace, un cambiamento positivo. Altrimenti non avremo scampo.

    Un caro saluto, Andrea

  • A Taranto non hanno una sede per avvelenare i bambini? Con quale diritto a scuola? Se lo avessero fatto ai miei non la passavano liscia.

    • Quello che c’è scritto riga per riga è quanto appurato, come scritto anche nel testo, sentendo tutti gli interlocutori, dai genitori che hanno lanciato l’allarme, alla scuola, al responsabile della ASL per quanto riguarda le vaccinazioni, con tutto quanto da loro dichiarato. Credo che un articolo più corretto di così non si possa scrivere. Quelli di Next, che evidentemente non sono interessati tanto a quanto accaduto in sé, quando alla questione “vaccini sì-vaccini no”, con il consueto taglio aderente alle posizioni del Governo e di Burioni, scrivono un articolo dai toni vagamente sarcastici, concentrandosi sulla prima parte di quanto dichiarato da un genitore sentito in questo articolo. Tale parte contiene tutti i condizionali d’obbligo ed è riportata, così come è stata fornita, per dovere di cronaca. Quello di cui purtroppo moltissimi giornalisti oggi si scordano.
      I lettori ancora capaci di leggere sanno benissimo fare la differenza tra cronaca onesta, riportata e verificata, rispetto alla propaganda.

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