SIRIA: BAGNAI AL SENATO RICORDA LE FAKE NEWS SULL’IRAQ, DA COLIN POWELL A TONY BLAIR

E la nuova legislatura inizia così, con La Russa costretto a dare la parola al senatore Alberto Bagnai, che si alza e, parlando della Siria, ricorda a tutti le fake news dell’occidente sull’Iraq, a partire dalla provetta di Colin Powell rimbalzata su tutti i media, mentre le scuse di Tony Blair sull’assenza di armi di distruzione di massa detenute da Saddam Hussein non facevano audience.
Intanto iniziamo ad avere gente che dice in Parlamento le cose come stanno anziché i soliti stereotipi politicamente corretti al soldo dei magnati della finanza. E poi vedremo di fare anche il resto.

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Trascrizione stenografica dell’intervento del senatore Alberto Bagnai
Seduta dell’11 aprile 2018 – Senato della Repubblica

Signor Presidente, in queste ore i nostri elettori, i cittadini italiani, sono molto preoccupati per lo svolgersi degli avvenimenti in Siria e anche perché hanno una sensazione molto sgradevole, cioè quella di assistere a un film per molti versi già visto: credo che tutti noi ricordiamo l’immagine estremamente iconica, come oggi si suol dire, di Colin Powell con la sua fialetta e quasi tutti noi – forse un po’ di meno – ricordiamo Tony Blair, quando chiese scusa ai suoi elettori per aver sostenuto l’attacco contro l’Iraq, del quale i suoi servizi avevano detto che deteneva nocive e letali armi di distruzione di massa, che poi in effetti non vennero trovate.

Quindi mi associo innanzitutto alle parole del senatore Malan, nell’esortare alla prudenza e nel portare avanti l’esigenza di conoscere ed appurare esattamente i fatti prima di deliberare.

Il rischio di un’escalation è estremamente serio e mi chiedo, in tutto questo scenario, quale sia il ruolo di quell’Unione europea, più comunemente nel nostro dibattito chiamata impropriamente Europa, che viene da molte parti politiche sostenuta proprio sulla base dell’argomento che sarebbe un interlocutore autorevole che sarebbe capace di intervenire e di gestire situazioni di conflitto geopolitico, come quella alla quale stiamo assistendo. Basta pensare al precedente della Libia: in che cosa ci ha aiutato la nostra fratellanza europea? Abbiamo avuto la sensazione di essere traditi e abbiamo anche avuto, non la sensazione, ma l’evidenza del fatto che sconvolgere equilibri geopolitici da noi non pienamente compresi ha determinato una catastrofe umanitaria, che poi si è riflettuta in modo molto pesante sulla vita degli italiani con il fenomeno dei flussi migratori, creando tanti rifugiati, tante persone che hanno bisogno del nostro aiuto. Non dobbiamo mai dimenticare che a monte di tale situazione drammatica ci sono state scelte di carattere politico e in particolare militare che poi si sono rivelate avventate. Questo è un rischio che noi non possiamo permetterci di correre, dovendo ancora sopportare le conseguenze di precedenti scelte avventate e per questo mi associo a chi mi ha preceduto nel chiedere che il Governo venga a riferire in Aula, venga ad informarci e soprattutto a dirci di quali informazioni realmente dispone e che cosa sta chiedendo nelle sedi competenti perché venga fatta, con un’inchiesta internazionale indipendente, luce su quanto realmente accaduto.

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