Gli antichi romani, in circostanze particolarmente delicate o pericolose per lo stato, nominavano un
dittatore, ovvero un magistrato straordinario che era investito di
pieni poteri per sei mesi. Erano previste tutte le
garanzie atte ad impedire una perpetuazione del suo
potere. Veniva nominato dai
consoli, che non potevano nominare se stessi, e il
Senato poteva in ogni momento far
decadere il suo mandato.
I loro discendenti, 2000 anni dopo -
noi -, sono molto meno rigidi. Il
dittatore può essere eletto direttamente dal popolo, il cui
consenso è assicurato da una corretta
propaganda, e può durare anche
5 anni. Una volta in carica egli
si sottrae alla legge, e sottrae la legge stessa alla
Costituzione. Inoltre, il dittatore può eleggere se stesso, e addirittura candidarsi per il
Quirinale.
Il dittatore moderno basa il suo ufficio sul
consenso acquisito attraverso il
controllo dei media. Una
strategia pianificata minuziosamente e attuata mediante lo strumento della
corruzione. Una volta acquisiti, i
media devono essere gelosamente
custoditi. Anche quando la
Corte di Giustizia Europea stabilisce definitivamente che un
canale televisivo ha pieno
diritto a trasmettere sulle frequenze nazionali
abusivamente occupate dalle
reti piduiste.
«
Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media» [
Licio Gelli]
«
Sulla stampa italiana comincio ad avere poche speranze» [
Francesco Di Stefano]
E ancora: «
Non ho personalmente molta fiducia nella Commissione Europea. Infatti noi abbiamo vinto al Tribunale dell'Europa. In Europa Berlusconi è riuscito a rimettere insieme gli interessi, i sotterfugi, le pastelle che ci sono in Italia» [
Francesco Di Stefano]
Una
democrazia si basa sulla capacità di
scelta degli elettori. Gli
elettori basano le loro scelte sulle
informazioni in loro possesso. Quindi la
pluralità delle informazioni è
cuore,
polmoni e
sistema nervoso della libertà stessa. Il diritto a trasmettere di
Europa7 è il nostro diritto di
uomini liberi. La strada per un futuro
possibile passa di lì.
Il
16 dicembre 2008, un
commissario nominato dal
Consiglio di Stato sarà incaricato di far applicare la
sentenza della Corte di Giustizia Europea.
Se permetteremo l'ennesima
pastella, non sarà solo
Di Stefano a non vedere riconosciuti i suoi diritti di imprenditore. Saranno gli
italiani,
tutti, a perdere l'occasione più limpida di vedere riconosciuti i loro
diritti di cittadinanza, tra i quali spiccano i
diritti civili, ovvero la libertà della persona, la
libertà di parola, pensiero e fede, il diritto alla proprietà, il diritto di concludere contratti e il
diritto alla giustizia.
Credo che tutta l'
informazione indipendente dovrebbe agire
all'unisono, fare da enorme
cassa di risonanza perchè vibri alta la domanda di
informazione libera. Per chiedere a gran voce il definitivo
rispetto di tutte le sentenze dei
tribunali italiani e internazionali. Abbiamo
una possibilità. Ora è il momento di gridare
basta. Tutti. Insieme. Prima che sia
tardi.
Nei prossimi giorni realizzeremo un
banner e cercheremo di coinvolgere
tutti, sia per la campagna di
sensibilizzazione, ed eventualmente anche per scendere in
piazza.
Se c'è un
grafico in gamba, che vuol dare una mano,
questo è il momento
giusto.