
Lunedì 30 giugno 2008. Rai o mediaset, non fa
differenza: la
scaletta dei telegiornali è
dettata da un'unica agenzia di stampa. Proprio come voleva
Licio Gelli nel
Piano di Rinascita Democratica di
Propaganda 2. Arriva il dictat: giustificare
Maroni che prende le impronte
digitali ai piccoli rom. La
strategia di comunicazione è semplice. Prima si mostra Maroni con un modulo in mano, zeppo di impronte già rilevate, mentre con fare
tranquillizzante è intento a spiegare come l'operazione in sè e per sè
non costituisca alcuna violazione dei
diritti umani. Nel servizio che segue, a
immediato supporto della tesi precedente, si da
notizia dell'arresto di otto rom che obbligavano i figli a rubare nelle case. Diversi telegiornali, stesso identico
copione. Bambini rom che rubano nelle case! Che notizia da premio
Pulitzer! Era talmente una novità che valeva senz'altro la pena darla, a
reti unificate, subito dopo Maroni
papà buono che prende le impronte ai bambini rom. Probabilmente
gli stessi bambini rom. Non mi interessa se sia
giusto o
sbagliato schedare un'
etnia, voglio mostrarvi come si imbandisce un'
informazione e la si
serve sul tavolo dell'opinione pubblica.
Licio Gelli si frega le mani soddisfatto.
Il
TG5, immediatamente dopo, parla dello scandalo delle
intercettazioni. Anzi no.
Dovrebbe! Invece mostra un Berlusconi in doppio petto blu, circondato da eleganti collaboratori mentre sfoggia uno smagliante sorriso a
scimitarra. La stessa con cui
decapita l'informazione libera. Mostra anche un Bossi, anche lui
papà buono, che insegue il
dialogo, ma a patto che quell'
irresponsabile di Di Pietro la smetta di essere così irragionevole! E poi mostra un
Casini duro, che suggerisce a Veltroni di
scaricare l'Italia Dei Valori. Tutti esponenti della stessa
fazione anti-Di Pietro. E Di Pietro?
Dove sono le sue dichiarazioni?
Dov'è il suo doppio petto blu, il suo sorriso
smagliante mentre espone le sue ragioni? All'opinione di Di Pietro viene dedicata solo una frase nel finale di servizio, scontornata e priva di incisività. Ma come! Non è questo il bel paese della
Par Condicio? Quello dove ci si scandalizza delle
dichiarazioni di un giornalista che non può nemmeno essere
intervistato se non è presente un membro del regime a demolirlo?
No, questo è il paese dove un
Presidente del Consiglio può utilizzare il servizio
pubblico per elargire favori e guadagnare
consensi per i suoi affari. E' il paese dove i dirigenti che assecondano i desideri del
Rais e vengono scoperti, vengono
reintegrati dalla magistratura nel loro incarico come se nulla fosse (è di oggi una sentenza che
impone alla RAI di rimettere
Saccà al suo posto). Ma come? I
magistrati non erano tutti rossi
mangiabambini? No, evidentemente
solo quelli che fanno indagini scomode. E' il paese dove i
telegiornali non parlano dei
processi del premier, ma si occupano di
screditare i suoi
contestatori.
Storie di
ordinaria manipolazione.
Nel prossimo post vedremo come
tutto quello che sta avvenendo corrisponda
minuziosamente ad un piano che risale agli anni 70,
scrupolosamente messo in atto dal
disceplo numero 1816.