Ancora non riesco a capacitarmi di questo
silenzio. Questo è un mondo
capovolto. Uno può tranquillamente avere aderito ad un
progetto sovversivo, e riproporne seraficamente i punti essenziali. Anzi, può addirittura diventare
premier elevando quegli stessi punti a
programma di governo. Questo non solleva la benchè minima eccezione nella stampa, nella televisione e nell'opinione pubblica.
La
P2 non è mai stata estirpata. E' solo
venuta alla luce. Venendo alla luce è diventata più
forte, si è istituzionalizzata. Oggi
governa, come un unico
polipo che estende i suoi tentacoli su entrambi i settori del parlamento.
I politici sono
macchine perfette. Professionisti dello
slogan. Studiano ogni espressione del volto, dosano sapientemente le pause e rilanciano con repentini affondi verbali. Con estrema
prudenza. Quel tanto che basta a
dire senza
esporsi. Sui temi caldi, dove si gioca il
consenso, il linguaggio del loro corpo esprime
tensione, misurata volontà di calibrare messaggi precisi ed efficaci. Tuttavia, i più raffinati di voi noteranno che quando un politico si accosta al tema della
P2, assume un atteggiamento più
disteso. L'intelaiatura
demagogica si affievolisce
e l'uomo sembra quasi uscire dall'
armatura ideologica che lo comprime.
Sì, quando un
uomo politico parla di Licio Gelli e del suo piano di
occupazione dello stato,
abbassa le difese. I suoi lineamenti esprimono uno strano mix di compiaciuta o amara
rassegnazione. Ne parla come si racconta di una cosa
inevitabile. Ti guarda con gli occhi di un amico che incontri per strada. Come se non dipendesse da lui. Come se non dipendesse da
nessuno. Un politico che parla della
P2, diventa un'
altra persona.
Ho letto qualche passaggio del
Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli ad
Antonio Di Pietro e a
Fernando Rossi. Guardate il video. Fatevi anche voi
abili osservatori. Trovate l'impercettibile
smorfia di rassegnazione, la sfumatura amara nella
piega di un sorriso.
Cercate qualsiasi
indizio.
Di Pietro: «Ma io credo che siamo andati
oltre Licio Gelli.»
Rossi: «
Tanto di quel programma è stato realizzato!»
Di Pietro: «Licio Gelli, quando ha posto in essere tutto questo, aveva posto come obiettivo quello di riuscire un giorno a occupare lo stato. Chi l'ha succeduto
ci è riuscito, proprio perchè non ha avuto bisogno di una forza violenta per realizzarlo. Gli è bastato il
sistema dell'informazione.»
Rossi: «Era una
massoneria deviata? E' un caso..
Calvi a Londra? Io credo che gran parte della massoneria sia
deviata. Quella era la più deviata delle deviate, ma..
molti hanno partecipato a questo progetto.»
Di Pietro: «Oggi come oggi abbiamo una situazione per cui il
progetto Rinascita ha raggiunto il suo obiettivo.»
Rossi: «Purtroppo, nonostante la Costituzione sia molto più longeva, è stato più applicato il piano di
Propaganda 2 della nostra bellissima
Costituzione.»
Di Pietro: «Credo che debba nascere adesso il
Progetto Resistenza. Io rispondo a chi utilizza il manualetto di Rinascita di Licio Gelli con
Resistere Resistere Resistere di
Borrelli.»
video allegati
| Il Discepolo 1816 |
Rossi sulle banche |
Di Pietro sui blog |
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