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E' libera Internet in Italia?

CensuraInternet

 Senza fare dietrologia a tutti i costi, e sicuramente non è questo il caso, in generale non è poi cosi peregrino ritenere che molti degli strani fenomeni che avvengono sui grandi social network possano essere il risultato di telefonate non convenzionali che intercorrono tra gli apparati di controllo istituzionali (e non) e il management di aziende che tengono a stare sul mercato senza grattacapi. Soprattutto dopo avere constatato, grazie ai dati messi per la prima volta a disposizione da Google ed elaborati dal blog, che l'Italia è al primo posto assoluto per quanto riguarda le ingerenze governative nella libera diffusione dei video su YouTube.

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L'Italia all'ultimo posto per le libertà su YouTube

L'italia 42 posto libertà su YouTube

 Google ha messo a disposizione i dati  delle richieste di rimozione ed oscuramento dai suoi servizi che i governi, a vario titolo, hanno avanzato tra il primo di luglio e il 31 dicembre 2009. E' già abbastanza inquietante che, a livello di classifica globale, risultiamo sesti. Prima di noi il Brasile con 291 richieste, la Germania con 188, l'India con 142, gli Stati Uniti con 123, la Corea del Sud con 64 e il Regno Unito con 59. Tutti gli altri 36 paesi della classifica sono dietro, ovvero fanno meno telefonate e mandano meno raccomandate chiedendo di togliere di mezzo questo o quel contenuto.

 Così è come la raccontano più o meno tutti, noi raccontiamola diversa.

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Il Ministero del Lavoro vieta Byoblu.Com

7 Giorni: La videocassetta che uccide

7 Giorni: La videocassetta che uccide


 Mi giungono sempre più numerose le segnalazioni dell'oscuramento di www.Byoblu.Com nei posti dove l'informazione libera, quella davvero libera, evidentemente non deve arrivare.

Qualche giorno fa mi ha scritto una famiglia di aquilani, ospiti della caserma della Guardia di Finanza dopo il tragico evento del terremoto. Erano soliti accedere a questo blog dalla rete wireless messa a disposizione dalla struttura. All'improvviso è stato loro impedito sia l'accesso a Facebook sia a byoblu.com. Alle loro rimostranze è stato risposto che "i siti illegali sono vietati".

Oggi mi scrivono dal Ministero del Lavoro. Il blog è stato oscurato. Non Grillo e non Voglio Scendere: solo www.byoblu.com. Appare evidente che il profondo legame che unisce questo sito alle vicende del terremoto, soprattutto grazie alle inchieste che hanno portato alla luce questioni estremamente scomode, come la famosa intervista a Stefania Pace o la recente ricostruzione sull'intervista censurata dalla RAI una settimana prima del forte sisma, deve essere spezzato con ogni mezzo.

  E' molto plausibile che la caserma della Guardia di Finanza di L'Aquila e il Ministero del Lavoro non siano gli unici luoghi dove questo blog è sgradito. Chiunque lavori nelle amministrazioni pubbliche e noti una evidente disparità di trattamento tra www.byoblu.com e gli altri blog di informazione, me lo segnali prontamente. In gioco non c'è solo la libertà di informazione, ma anche la sicurezza di migliaia di cittadini italiani e il loro diritto a scegliere.

 Chiedo a tutti di chiedere serie e compiute spiegazioni alla segreteria del Ministro Sacconi: segreteriaMinistroSacconi@lavoro.gov.it, così come ad ogni altra struttura che oscura l'informazione libera arrogandosi il diritto, ancora una volta, di decidere al posto nostro quello che dobbiamo sapere e perfino quello che dobbiamo pensare.

 L'Aquila evidentemente non è bastata.

L'uomo che ci ha salvati

L'uomo che ci ha salvati

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L'ombra sulla rete

 La struttura Delta
 
Ricevo e pubblico questa lettera che mi invia Enzo Di Frenna, scrittore, giornalista e blogger.
 
Lettera di Enzo Di Frenna
A chi stai dando fastidio? Chi controlla la rete?

 Ebbene sì: gli ultimi video dall’Abruzzo di Byoblu danno fastidio a qualcuno. A chi? Ma certamente alla struttura segreta che, in qualche appartamento di Roma, o in un uffico distaccato a Milano, sta monitorizzando la Rete, l’unica vera fonte d’informazione ancora libera in una Italia ad un passo dal golpe democratico.

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Andate e pubblicatene tutti

 
E adesso censurate anche questo

E adesso censurate anche questo


 Tutti sappiamo che il sole sorge. Eppure ogni alba porta con sè una promessa che rinnova le nostre speranze. Allo stesso modo io so che ci siete; conosco la vostra refrattarietà all'ingiustizia, la vostra sete di informazione libera. So che è meglio non farvi incazzare. Lo so, eppure quando vedo la reazione a chi cerca di comprimere i vostri diritti di cittadinanza, lo stupore e la meraviglia illuminano il mio sguardo, e un sorriso lo attraversa.

 Avete tappezzato YouTube, Facebook, MySpace e i vostri blog con centinaia di manifesti. Ognuno di essi è una voce che si leva per dire no alla censura. Tutti insieme rivendicano la rete come un luogo di condivisione e verità, di confronto e di dubbio, di accanita discussione, di riflessione e arricchimento. Ma soprattutto, un luogo di libertà. La nuova rivoluzione francese aggiunge un termine a quella vecchia: libertà, eguaglianza, fraternità e... condivisione.
 Possiamo non essere d'accordo, possiamo contestare, possiamo cambiare idea e di certo sappiamo anche come chiedere scusa. Ma non possiamo essere messi a tacere.

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