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Il Corriere dei Piccoli

I motivi della crisi - manca una canzone 2009

I motivi della crisi - manca una canzone 2009


 Venerdì 7 agosto. Ieri.

 Mi alzo - tardi, faccio colazione, poi riempio una valigia, la carico in macchina e parto. A Villa Castelli (BR) mi aspettano per una serata sull'informazione libera. Mentre faccio benzina all'autogrill, per farmi del male do una rapida occhiata ai titoli dei giornali. 

 Tutti parlano di Berlusconi. Il Giornale, il suo organo di partito, lo incensa per la complessa trattativa politica che ci ha portato a raddoppiare la nostra dipendenza dal gas russo, indebitando l'ENI per diversi miliardi di euro per costruire un tubo sotto al mare che ci renda sempre più dipendenti da Putin. Intanto, l'Europa diversifica e manda Nabucco a pescare lontano dalla Russia. Non importa se poi gli oleodotti, sempre più lunghi e fuori controllo, si rompono come è successo a quello della Spse in Francia, che ha sversato 4000 litri di veleno in una delle ultime riserve naturali disponibili. Diversificare non significa trovare nuovi modi di spostare pericolosissimi combustibili fossili arricchendo sempre le stesse persone. Diversificare significa coltivarsi ognuno la propria energia fatta in casa. Con il solare. Con l'eolico, che ormai sta raggiungendo traguardi insperati. Ad Ancona hanno tolto le pale alle centrali eoliche, lasciando solo una piccola turbina all'interno della quale l'aria si avvolge su se stessa e prende velocità. Qualcuno lo dica, a Berlusconi. Anzi, ditelo alla Daddario: sotto la doccia una lavata di capo magari riesce a fargliela.

 Il Corriere della Sera, dal canto suo, si occupa a tutto campo dei problemi degli italiani, dal più serio al meno grave.

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Categorie: Energia, Informazione

Chi non vuole il fotovoltaico?

 
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  La Terra è molto grande, ma noi ce la siamo mangiata quasi tutta. Non ci siamo limitati a vincere la battaglia per l'egemonia sulle altre specie, no... Come il peggiore dei barbari, abbiamo deciso di non fare prigionieri. Stiamo sterminando ogni forma di vita. A parte, certo, quelle che ci servono. Quelle confinate in piccole gabbiette di pochi centimetri, in attesa di essere macellate e di finire sugli scaffali dei supermercati.

  Abbiamo colonizzato ogni anfratto. Le isole selvagge e misteriose non esistono più. Robinson Crusoe oggi sarebbe ambientato nella casa del Grande Fratello. Tanto, in mezzo alle entità diversamente biologiche che la popolano, più solo di così non potrebbe sentirsi...  Se prima potevamo sfruttare, desertificare, inaridire territori remoti e desolati, oggi l'infezione umana si è talmente estesa da costringerci a contaminare perfino il metro quadro di giardino dove i nostri figli sono confinati a giocare. Trivelliamo, estraiamo, inquiniamo e inaliamo. E ora vorremmo anche irradiare. Il bel paese diventerà presto la sala radiologia del laboratorio di analisi Berlusconi. Non ci sarà più bisogno di farsi una lastra ai polmoni. Macchè! Basterà un autoscatto con la webcam dopo la prima dispersione di materiale fissile da una delle quattro centrali EPR all'amatriciana.

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Categorie: Ambiente, Energia

La menzogna del nucleare

La menzogna del nucleare

La menzogna del nucleare


 L'Italia dei Valori ha deciso di sostenere l'informazione in rete. Lo ha fatto nella maniera più naturale possibile, dando visibilità agli articoli e contribuendo al rimborso delle spese sostenute per gli spostamenti. Ha garantito piena autonomia, sia per quanto riguarda i contenuti sia per quanto riguarda la forma degli stessi. A queste condizioni, dunque, con oggi inizia un esperimento che durerà almeno fino alle elezioni europee di giugno. L'accordo prevede la realizzazione di contributi video incrociati, che verranno pubblicati su questo blog, sul blog di Antonio Di Pietro e sul blog di Italia Dei Valori, sia pure con vesti grafiche riadattate e con montaggi video diversi. Questo dovrebbe garantire una circolazione dei contenuti più efficace.

 Pubblico la seconda parte dell'intervista a Paolo Canducci, giovane Assessore Comunale di San Beneddetto del Tronto, dove affronta più esaustivamente alcune delle tematiche delineate in Balle Nucleari, aggiungendo nuovi spunti e nuove riflessioni.

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Categorie: Energia

Balle nucleari

Balle nucleari

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 Oggi parliamo di nucleare. Lo facciamo partendo da uno studio del CNR datato 20 marzo 2008, eseguito da Francesco Meneguzzo, ricercatore del CNR, al quale hanno collaborato un team di esperti, gli stessi che decidono le politiche energetiche ed ambientali nazionali.  Lo studio traccia una mappa del territorio in base a fattori quali la densità di popolazione, il rischio franoso e alluvionale e quello sismico. In base a questa mappa sono state identificate le location adatte ad ospitare una centrale nucleare.
 A parte la Sardegna, che risulta essere il territorio ideale, tra le localizzazioni utili c'è San Benedetto del Tronto, nelle Marche. Ma siccome San Benedetto sorge in un'area densamente popolata, dove la cementificazione è selvaggia, l'unica possibilità è quella di costruire una centrale nella riserva naturale regionale della Sentina. Parliamo di un'area a sud di San Benedetto del Tronto, che inizia a soli tre metri dalla fine delle case, larga trenta ettari che ospita molte specie vegetali che stanno sparendo dal litorale adriatico. Nella Sentina si può trovare perfino una varietà di liquirizia autoctona che qualcuno suggerisce di esportare.

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Categorie: Energia

Il Termoutilizzatore di Brescia

 

 

 

 
 Romeo, perchè ti chiami Romeo? Cambia il tuo nome. In fondo, che cos'è un nome? Quella che noi chiamiamo una rosa, con qualsiasi altro nome, profumerebbe altrettanto dolcemente. 

 Anche quello che noi chiamiamo inceneritore, con un altro nome sarebbe altrettanto pericoloso per la salute. Allora chiamiamolo termovalorizzatore. Anzi no: visto che non valorizza niente, dato che il bilancio tra l'energia consumata e quella prodotta è negativo, chiamiamolo termoutilizzatore, così ci limitiamo a dire che stiamo genericamente utilizzando qualcosa senza essere costretti a specificare come.

 Il Termoutilizzatore di Brescia, un mega impianto da 800.000 tonnellate l'anno, produce un decimo dell'energia erogata da una normale centrale turbogas. Di contro, il suo costo impiantistico per MegaWatt è cinque/sei volte tanto. Solo il 20% del potere calorifico presente nei rifiuti viene recuperato, contro il 55% di una centrale turbogas. Per di più, i vantaggi derivanti dalla poca energia ricavata, 570 milioni di chilowatt ora - ma le centrali si sfidano a colpi di GigaWatt - vengono annullati dallo spreco di materiali preziosi. Nella fattispecie, ogni anno vanno in fumo 5 o 6.000 tonnellate di ferro, 6.000 tonnellate di alluminio e centinaia di tonnellate di rame. Peccato che i minerali e i giacimenti fossili disponibili nella crosta terrestre non siano eterni, ma soprattutto abbiano tempi di formazione che vanno oltre la durata della vita umana. Quindi, per evitare di compromettere le riserve minerarie e fossili disponibili, dobbiamo riciclare, non incenerire.

 Qui casca l'asino.

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Categorie: Energia, Ecologia